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Chi segna vince, storia della peggior Nazionale di Calcio di sempre

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Chi segna vince è l’ultimo film di Taika Waititi, già autore di Jojo Rabbit (2019), per il quale ha vinto un Oscar per la Sceneggiatura.

Con questo film cambia completamente registro. Se nel suo film più acclamato aveva raccontato, seppure con leggerezza, l’orrore dell’Olocausto durante la Seconda Guerra Mondiale, qui si occupa di calcio.

E, per la precisione, di quello della “Nazionale di Calcio peggiore del mondo”, vale a dire la Nazionale delle Samoa Americane.

Il film racconta una storia vera: dai 31 gol subiti dall’Australia l’11 aprile del 2001 nel corso della partita per le qualificazioni ai Mondiali del 2022, al nuovo, provvidenziale coach ingaggiato per cambiare le cose.

Il film, non a caso, si basa sull’omonimo documentario (Next Goal Wins) del 2014. Scopriamo insieme la storia.

Chi segna vince, una scena del film con Michael Fassbender

Chi segna vince, la trama

L’allenatore di calcio Thomas Rongen viene destituito dal ruolo di commissario tecnico della Nazionale statunitense Under 20 a seguito della deludente prestazione che ha portato all’esclusione dai Mondiali Under 20 del 2011 in Colombia.

In seguito, la Federazione Statunitense di Calcio gli offre l’opportunità di guidare la Nazionale di Calcio delle Samoa Americane, una squadra considerata la più bassa in classifica al mondo.

Qui ritroverà, inaspettatamente, la speranza.

L’intervento salvifico dell’uomo bianco

Thomas Rongen, qui interpretato da Michael Fassbender, è il papalagi (“uomo bianco” nella lingua samoana, ndr) perfetto: bianco, biondo, dall’aria teutonica. Diametralmente opposto, anche nel fisico, ai giocatori che si ritrova ad allenare.

E’ su di lui, allenatore dal passato illustre e dalla facciata apparentemente perfetta, che la Federazione Calcio delle Samoa Americane scommette per causa di forza maggiore: è, infatti, l’unico allenatore che si dice disponibile.

E Rongen, se inizialmente sentirà di imbarcarsi in una folle avventura che vivrà come una punizione, finirà per affezionarsi alla nuova squadra e al Paese. Pur dovendosi adattare alle nuove abitudini e tradizioni delle Samoa, tra le quali il divieto religioso di allenarsi la domenica e la pausa preghiera una volta al giorno.

Chi segna vince, Kaimana in una scena del film

Tra saggezza samoana e… fa’afafine

Chi segna vince è permeato di cultura samoana, e non è un caso che sia stato girato da un regista originario della vicina Nuova Zelanda.

Si presuppone che Waititi conosca la materia di cui parla. E dà risalto a una realtà che pochi, a parte gli antropologi come Margaret Mead, conoscono: la cultura delle fa’afafine.

Si tratta di individui facenti parte della comunità samoana che rappresentano quello che noi chiameremmo “il terzo genere”: non necessariamente persone transessuali, ma persone che non si riconoscono a tutti i costi nel binarismo di genere.

Questa realtà è ben rappresentata dalla figura della giocatrice Jayah Saelua, nata “Johnny”, apprezzata e riconosciuta dai compagni di squadra nella sua bellissima diversità.

E’ toccante il modo in cui le fa’afafine vengono spiegate a Rongen nel film: “Immagini un mondo senza fiori: le fa’afafine sono i nostri fiori”.

Così il neo allenatore conosce Jayah: una figura carismatica e piena di energia positiva, nata per fare il capitano, nella quale in parte riconosce sua figlia.

Michael Fassbender e Kaimana in una scena del film

Citazionismo cinematografico di qualità

Per prepararsi al discorso motivazionale prima della partita che dovrà rappresentare il riscatto della sua Nazionale, Rongen si prepara studiando un film.

Un film nel quale viene recitato forse il miglior discorso motivazionale di semore, vale a dire Ogni maledetta domenica, film di Oliver Stone del 1999 nel quale a vestire i panni dell’allenatore di football (americano) è nientepopodimeno che Al Pacino.

Questo l’incipit di quel monologo memorabile: “Non so cosa dirvi, davvero. Tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale: tutto si decide oggi. Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, fino alla disfatta. Siamo all’inferno, adesso, signori miei”.

Inutile dire che il discorso di Rongen, come è poi accaduto nella realtà, porterà fortuna alla squadra.

La passione di Waititi per i cameo

Il regista Taika Waititi ha la passione di apparire nei propri film. Se in Jojo Rabbit impersonava un Adolf Hitler di fantasia e decisamente ridicolizzato, in Chi segna vince impersona il narratore, nelle buffe vesti di un prete samoano americano.

Taika Waititi in una scena del film

Chi segna vince, il cast

Il Michael Fassbender riesce bene a incarnare il forestiero inizialmente scettico ma presto conquistato dalle Samoa e dai suoi giocatori. Questo è un film inconsueto per Fassbender, uscito poco prima di The Killer di David Fincher.

Nei panni dell’ex moglie di Thomas Rongen, oggetto di continui rimpianti da parte sua – alla fine del film si capirà il perché – c’è Elisabeth Moss. Battagliera June/Offred di The Handmaid’s Tale, torna al cinema dopo aver interpretato la protagonista di un bell’horror, L’uomo invisibile (2020), e aver preso parte all’ultimo surreale film di Wes Anderson, The French Dispatch (2022).

Il suo personaggio, però, è funzionale soprattutto a far capire cosa si cela dietro l’autoesilio di Thomas Rongen alle Samoa: di lei, a parte il fatto che ora è fidanzata con l’ex capo del suo ex, verremo a sapere ben poco. Questo, in effetti, si rivelerà il punto debole di Chi segna vince.

Vera sorpresa del film è Kaimana, che veste i panni femminili di Jayah ed è un’attrice non-binaria qui al suo esordio cinematografico: il suo personaggio è uno dei capisaldi della Nazionale delle Samoa Americane, in grado di infondere energia e buonumore alla squadra. E di risvegliare pensieri felici nel cuore di Rongen.

Si segnala anche l’apparizione di Luke Hemsworth, fratello dei più noti Chris e Liam, nei panni di Keith.

Elisabeth Moss in una scena del film

Chi segna vince, le conclusioni

Chi segna vince è un film leggero che racconta, in modo ispirato e frizzante, la storia vera di una disastrosa Nazionale di calcio che, tuttavia, non si è data per vinta. E ha ritrovato la propria forza grazie ad un allenatore la cui vita non è stata più la stessa.

La storia raccontata dal film, che è rigorosamente vera, ben si presta a una trasposizione cinematografica. Trasposizione che è anche un’occasione preziosa per parlare, con un occhio non occidentale – il regista Waititi è nativo del continente oceanico, ndr – di una cultura poco conosciuta come quella samoana.

Si sorride tanto ma, spoiler, le lacrimucce sono dietro l’angolo. Per guardarlo, basterebbero anche solo l’energia briosa e la solare bellezza sprigionate da Kaimana: è lei, infatti, il gioiello di questo film.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Chi segna vince è un film leggero che racconta, in modo ispirato e frizzante, la storia vera di una disastrosa Nazionale di calcio che, tuttavia, non si è data per vinta. E ha ritrovato la propria forza grazie ad un allenatore la cui vita non è stata più la stessa. La storia raccontata dal film, che è rigorosamente vera, ben si presta a una trasposizione cinematografica. Trasposizione che è anche un'occasione preziosa per raccontare, con un occhio non estraneo né occidentale - il regista Waititi è nativo del continente oceanico, ndr - una cultura poco conosciuta come quella samoana. Si sorride tanto ma, spoiler, le lacrimucce sono dietro l'angolo. Per guardarlo, basterebbero anche solo l'energia briosa e la solare bellezza sprigionate da Kaimana.
Giulia Bucelli
Giulia Bucelli
Lettrice e spettatrice onnivora, non crede nello snobismo. Tuttavia non fa mistero della sua passione per il cinema orientale, gli horror e Alfred Hitchcock. Non si perde nemmeno un film di Cronenberg e Lanthimos.

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Chi segna vince è un film leggero che racconta, in modo ispirato e frizzante, la storia vera di una disastrosa Nazionale di calcio che, tuttavia, non si è data per vinta. E ha ritrovato la propria forza grazie ad un allenatore la cui vita non è stata più la stessa. La storia raccontata dal film, che è rigorosamente vera, ben si presta a una trasposizione cinematografica. Trasposizione che è anche un'occasione preziosa per raccontare, con un occhio non estraneo né occidentale - il regista Waititi è nativo del continente oceanico, ndr - una cultura poco conosciuta come quella samoana. Si sorride tanto ma, spoiler, le lacrimucce sono dietro l'angolo. Per guardarlo, basterebbero anche solo l'energia briosa e la solare bellezza sprigionate da Kaimana.Chi segna vince, storia della peggior Nazionale di Calcio di sempre