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Tron Legacy: nel videogame del futuro

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Tron Legacy è un film di fantascienza e azione uscito nel 2010 per la regia di Joseph Kosinski.

Distribuito in Italia da Walt Disney Studios e disponibile ora sulla piattaforma Disney+, il film vede nel cast Jeff Bridges, Garrett Hedlund e Olivia Wilde.

Dopo il cult Tron del 1982, uno dei primi film che ha usato la computer graphic ambientandosi in una realtà virtuale, l’idea di un sequel poteva funzionare.

Tron Legacy poteva quindi essere un’occasione per ridiscutere il cambiamento del cinema di genere (la fantascienza in particolare), e per aggiornare la tecnologia della pellicola originale all’era del digitale. Un’opportunità per parlare della relazione tra uomo e macchina, ma anche, e soprattutto, per dar vita a un prodotto accessibile al grande pubblico e in qualche modo pop.

Il film si aggiudica una nomination agli Oscar del 2011 per il miglior montaggio sonoro, senza però vincere la statuetta.

Tron Legacy

Tron Legacy: trama

Sam Flynn, ragazzo esperto di tecnologia e figlio ventisettenne di Kevin Flynn, indaga sulla scomparsa del padre, proprietario di una grande azienda di videogiochi.

Sam si ritroverà all’interno dello stesso mondo di programmi informatici progettati dal padre e nel quale quest’ultimo ha vissuto per 25 anni.

Insieme a una nuova amica, padre e figlio si avventurano verso un viaggio pericoloso in un cyber universo molto avanzato e tecnologico.

Tron Legacy

La recensione

Tron dell’82 non è un film che molti ricordano, probabilmente a causa della poca efficacia degli effetti speciali da videogame con cui è animato il mondo informatico.

Tron Legacy riprende il prototipo originale senza superarlo di molto (tanto che sembra più un remake che un sequel) anche se risulta nel complesso più piacevole.

Il film si basa sul patto narrativo che esista un mondo virtuale chiamato “la Rete” in cui i personaggi sono dei programmi informatici e hanno forma umana, e dove le persone reali come il padre e il figlio Flynn sono riusciti a entrare grazie al loro talento informatico.

Una delle scene più riuscite visivamente è sicuramente quella dei “giochi”, in particolare nel round con il “programma” Rinzler: una volta piombato nella Rete Sam viene scelto come concorrente per partecipare ai giochi sulle piattaforme volanti.

Allora si comprende come, nel mondo della Rete, vengano costretti i programmi più deboli a sfidarsi in giochi da arena, come il lancio con il disco e le corse in motocicletta.

Le sfide che in Tron Legacy deve superare il giovane protagonista sono le stesse affrontate dal padre al tempo del film originale, ma di nettamente diverso c’è che l’azione visiva pare esere aggiornata ai nostri giorni e gli effetti digitali sembrano essere decisamente migliorati.

Tron Legacy

Dialoghi poco ferrati e interpretazioni deboli

Una delle note negative del film riguarda le scadenti interpretazioni degli attori: il cast è abbastanza monocorde. L’unica prova che si salva è quella di Olivia Wilde, Garrett Hedlund invece è invece poco incisivo nella parte di protagonista.

Anche il padre interpretato da Jeff Bridges risulta piuttosto dimenticabile: nella seconda parte il personaggio è caratterizzato da una calma che risulta stucchevole.

Un altro punto a sfavore di Tron sono i dialoghi che purtroppo risultano spesso poco opportuni e a tratti forzati.

Tron Legacy: le conclusioni

Tron Legacy è quindi un prodotto mediocre, dal momento che tutto si riduce, come è solito nel taglio Disney, a una sfida volta a sconfiggere il perfido cattivo di turno.

In questo caso l’antagonista è Clu, una creatura virtuale con le sembianze del padre di Sam al momento della scomparsa: egli è intenzionato a creare un mondo “perfetto”, libero da nuove specie considerate da lui corrotte. Il suo governo è quindi autoritario e violento poichè elimina i suoi avversari tramite purghe e stermini.

Resta perfetta la realizzazione delle prime sequenze del film che suscitano senza dubbio la sorpresa dello spettatore che si ritrova insieme a Sam catapultato in un nuovo universo digitale.

Per non parlare della bellissima colonna sonora del duo elettronico Daft Punk, che compare anche in un cameo verso la parte finale del film. La musica sembra allora essere uno dei pochi elementi di Tron Legacy davvero riuscito.

Ma la base elettronica del celebre duo, che unisce le sinfonie orchestrali e un il beat house più moderno, purtroppo non basta a risollevare un prodotto piuttosto debole a livello di scrittura sebbene intrattenente dal punto di vista visivo e di azione scenica.

PANORAMICA

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SOMMARIO

Tron Legacy è un prodotto da non sottovalutare: con delle pecche nella scrittura recupera benissimo con il comparto estetico. Un viaggio all'interno di un videogioco del futuro, una riconciliazione familiare.. il tutto sulle note elettroniche del duo Daft Punk.
Silvia Lopes
Silvia Lopes
La mia più grande passione è il cinema, fonte di vita e di crescita continua. Mi piace il cinema d’autore e quello di genere, amo i thriller ma non mi dispiacciono i film storici o drammatici. I miei grandi nomi sono Tarantino, Scorsese, Allen, Spielberg.

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