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Lost: una serie che ha cambiato la narrazione televisiva

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Lost, un nome che ha fatto breccia nella storia della televisione. Una serie che pur con i suoi piccoli difetti ha radicalmente cambiato la serialità televisiva statunitense. In questo 2024 Lost spegne splendidamente 20 candeline. Vent’anni che non sembrano minimamente pesare sulle spalle della serie, e che oggi ha la stessa forza del 22 settembre 2004, giorno in cui lo show fece il suo esordio sulla rete statunitense ABC.

Chiunque abbia interesse a recuperare questo prodotto, anche in vista del documentario celebrativo in uscita quest’anno, Lost è disponibile nella sua completezza su Disney Plus.

Lost: trama

Il 22 settembre 2004 l’aereo di linea 815 della compagnia australiana Oceanic Airlines, in volo dalla metropoli australiana Sydney con destinazione Los Angeles, dopo essersi spezzato in due precipita su un isola sconosciuta. Di tutto l’equipaggio sopravvivono solo in 48. I sopravvissuti al disastro decidono di accamparsi sulla spiaggia, in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Passano le ore, passano i giorni, passano le settimane e ancora niente, nessuna nave di salvataggio o aereo di ricerca sembra passare nei dintorni della misteriosa isola.

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Nel frattempo, all’interno di quella gabbia paradisiaca fatta di acque cristalline e natura lussureggiante accadono fenomeni inspiegabili: strane creature si mostrano per poi svanire in un batter d’occhio, appaiono segni di attività umane passate nell’isola e alcuni superstiti iniziano a pensare che forse si trovano tutti lì per una ragione ben precisa.

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Hurley, Sawyer e Kate: alcuni dei principali protagonisti di Lost

L’isola dei misteri

Un mistery ad alta tensione, con colpi di scena e finali che lasciano a bocca aperta. J. J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber danno vita ad una delle serie più misteriose ed intriganti che si siano mai viste. In un periodo in cui enternet era da poco accessibile a tutti, impazzano forum e siti dedicati a Lost. Teorie e speculazioni vengono fatte sui personaggi, le loro sorti e l’isola: nasce così la prima serie televisiva virale sul web.

Un successo strepitoso, che nonostante i cali dopo la terza stagione si chiude nel 2010 con una media di quasi 11 milioni di telespettatori americani. Il merito di questo trionfo è stato sicuramente dato da una narrazione a più piani (presente e passato della vita dei protagonisti) ottimamente composta, una mitologia del mondo di Lost ben tratteggiata e cliffhanger che non possono che portare il telespettatore a cliccare sulla dicitura “vai al prossimo episodio”.

Non solo tensione e drammaticità, nei suoi 120 episodi in sei stagioni, Lost regala anche molti sorrisi e dinamiche amorose, meravigliosamente accompagnate dalle dolci note del compositore premio Oscar Michael Giacchino. Tutto questo rende il prodotto adatto ad ogni tipo di pubblico, purché sia un pubblico che intenda impegnarsi in qualcosa ben lontano dalle serie “flash” degli ultimi anni, spesso superficiali e fatte per essere consumate e dimenticate.

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Un immagine del “fumo nero”, uno dei grandi misteri che hanno incollato allo schermo milioni di telespettatori

Lost: la grande forza dei personaggi

Nonostante quanto sopradetto, l’elemento più caratterizzante di Lost rimane la sua linea evolutiva e caratterizzazione dei personaggi. Hurley (Jorge Garcia), Sawyer (Josh Holloway), Jack (Matthew Fox), Kate (Evangelin Lilly), Sayd (Naveen Andrews), Charlie (Dominic Monaghan), Locke (Terry O’Quinn) e tutti gli altri abitanti dell’isola si legano in maniera indissolubile, dando così vita a una vera e propria comunità a se stante dal resto del mondo. Da qui nascono una serie di legami ed intrecci che portano a dinamiche di approfondimento ed evoluzione dei protagonisti ed antagonisti veramente memorabili.

La lunghezza della serie non fa che aumentare questo senso di vicinanza nei confronti degli sciagurati malcapitati sopravvissuti all’incidente aereo, che puntata dopo puntata diventano sempre più cari allo spettatore, desideroso di scoprire quali amori sbocceranno, quali finiranno, chi sarà il nuovo leader del gruppo e soprattutto…chi si salverà dalla morte.

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Alcuni degli interpreti della serie

In conclusione

Lost si è impressa in maniera scultorea nella storia della serialità televisiva, ponendosi come modello e punto di riferimento per tutti i racconti successivi. Undici Emmy Award (tra cui miglior serie televisiva drammatica) e un Golden Globe certificano la qualità di questo prodotto, fresco oggi come quando uscì per la prima volta sulle reti degli Stati Uniti.

Gusti a parte, non si può certo dire che Lost sia una serie come tante altre. Se a distanza di vent’anni il pubblico cerca ancora “l’erede di Lost” un motivo ci sarà sicuramete. Per erede di Lost non si intende però la ricerca di un prodotto di pari numeri d’ascolto o viralità (entrambi già ampliamente superati da serie odierne), si fa piuttosto riferimento a uno sceneggiato che possa eguagliare le montagne russe emotive che Lost è riuscita a suscitare nei milioni di spettatori fidelizzati.

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Decine di luci non possono che accendersi nella mente di chi si sofferma su tutti quei particolari e messaggi sotto trama che appaiono puntata dopo puntata. Una narrazione che pone molteplici dubbi , che però troveranno risposta solo dopo decine di puntate. Tutto questo non fa che rendere Lost una di quelle serie che “creano dipendenza”.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Lost: la serie dei misteri e dei colpi di scena compie vent'anni. Vent'anni che non pesano sulle spalle di un prodotto che ha radicalmente plasmato il modo di fare serie tv.
Davide Secchi T.
Davide Secchi T.
Cresciuto a pane e cinema, il mio amore per la settima arte è negli anni diventato sempre più grande e oltre a donarmi grandissime emozioni mi ha accompagnato nella mia maturazione personale. Orson Welles, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa e Federico Fellini sono gli autori che mi hanno avvicinato a questo mondo meraviglioso.

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