HomeDrammaticoCivil War: la recensione del nuovo film di Alex Garland

Civil War: la recensione del nuovo film di Alex Garland

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A due anni di distanza dal controverso Men, il regista Alex Garland torna in sala con Civil War, un opera firmata A24 di genere fantapolitico ambientata in un futuro prossimo che vede una spaccatura nello stato americano e una conseguente guerra civile senza precedenti. Un film drammatico, che colpisce nel profondo lo spettatore, immergendolo all’interno di una realtà tutt’altro che utopica.

Civil War, uscito pochi giorni fa negli States e presentato in anteprima mondiale al South by Southwest, uscirà nelle sale italiane il 18 aprile.

Civil War: trama

Sullo sfondo di una stato che ha perso la sua denominazione di “Stati Uniti”, la guerra imperversa e causa migliaia di vittime militari e civili. Le truppe sono ormai vicine a Washington DC e al Presidente in carica (Nick Offerman) restano le ore contate. I giornalisti Lee (Kirsten Dunst), Joel (Wagner Moura), Sammy (Stephen McKinley Henderson) e l’aspirante fotoreporter Jessie (Cailee Spaeny) si mettono in viaggio per raggiungere la capitale, nella speranza di riuscire ad incontrare il presedente prima che questo venga giustiziato.

Il loro non sarà però una semplice traversata del suolo americano. Le solide strade in cemento saranno presto un instabile Acheronte che li condurrà verso un vero e proprio Inferno terrestre dove tutti sono ingiustamente condannati.

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Jessie (Cailee Spaeny)

Civil War: conflitti bellici e trasmutazioni umane

L’unione si è spezzata, il più grande e potente stato del globo è diviso da una guerra civile incessante. Le strade sono colme di carcasse di automobili abbandonate, i parchi giochi prima animati dalle urla di bambini divertiti hanno ora un aspetto cimiteriale. L’America è al collasso, il mondo è alla deriva. Drammaticità, dolore e impotenza: Civil War è un autentico sisma emotivo che attraverso un viaggio on the road lungo il territorio statunitense mostra l’inferno della guerra e come questa plasmi l’uomo dal profondo.

Due uomini e due donne iniziano un viaggio, due uomini e due donne lo portano a termine, ma non si può certo dire che i soggetti siano i medesimi, o almeno non lo sono nell’animo. Sicurezze, timori, paure, nulla sopravvive dinnanzi alla morte. Alex Garland mostra la metamorfosi dei protagonisti (in particolar modo quelli femminili) per via degli orrori che li circondano.

La ferrea e glaciale Lee, donna dall’esperienza ventennale e con alle spalle una lunga carriera da fotoreporter, appare sempre più disturbata dalla visione del sangue e dai colpi d’arma da fuoco. Nelle ultime battute sembra quasi una cadetta, ogni traccia della vecchia Lee sembra ormai un ricordo. Viceversa la ventitreenne Jesse, inizialmente spaesata e quasi fuori luogo per via della sua sensibilità all’orrore, diviene una vera e propria macchina da guerra, incosciente del pericolo e disposta a sacrificare se stessa e chi la circonda pur di ottenere un buono scatto. Anche i due uomini subiscono gli effetti di questa dura esperienza. Joel e Sammy diventano i protettori delle loro compagne d’avventura, ponendosi in prima linea per la loro salvaguardia. Il prezzo da pagare sarà però altissimo. Nessuno è immune alla violenza più spietata.

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Un immagine tratta da Civil War

La tensione si taglia a fette

Un immersione totale nelle vie di città desolate, campagne intrise di sangue e metropoly ormai ridotte in cenere. Civil War è una di quelle opere che butta giù lo schermo e ti porta all’interno del racconto, un esperienza che si potrebbe definire quasi extrasensoriale. La tensione è palpabile lungo tutta l’opera, il pericolo è sempre presente e si percepisce appieno. Alex Garland impara la lezione dei grandi maestri del genere war movie, la macchina da presa segue i protagonisti, armati solamente di macchina fotografica, districarsi per i cunicoli e le vie dove proiettili e ordigni cadono a pioggia.

La scelta di raccontare le vicende attraverso gli occhi di un piccolo gruppo di fotoreporter si dimostra azzeccata. In questo modo il tutto assume un velo quasi documentaristico, dal sapore di reportage giornalistico, e ci si dimentica in fretta di trovarsi difronte ad un opera di finzione.

Un cecchino della guerra civile narrata nel film

In conclusione

Alex Garland realizza un film meraviglioso che racconta la guerra in tutte le sue sfumature. Non interessa chi delle due fazioni abbia ragione, chi siano i vincitori e chi i vinti, l’uomo e la sua trasformazione difronte alla vista della morte è l’unica cosa che conta.

Civil War, al contrario dei suoi parenti più stretti, non basa il proprio soggetto su fatti bellicosi realmente accaduti, ma mostra degli Stati Uniti di un ipotetico futuro divisi da una guerra civile dalle ragioni non del tutto chiare. Il massacro è però reale, e tra chi vive nascosto nel terrore e chi gira la testa da un altra parte fingendo che tutto sia distante dalla propria realtà, questi quattro giornalisti documentano le atrocità dei conflitti armati.

Nonostante siamo solamente al terzo mese del 2024, Civil War è già di diritto nella lista dei migliori film dell’anno. Un film da tenere d’occhio anche in ottica premi Oscar 2025, dove quasi sicuramente Civil War si presenterà con qualche importante nomination.

Civil War: trailer

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Il capolavoro di Alex Garland. Civil War è un opera atroce, un turbinio di emozioni che racconta la guerra e l'uomo.
Davide Secchi T.
Davide Secchi T.
Cresciuto a pane e cinema, il mio amore per la settima arte è negli anni diventato sempre più grande e oltre a donarmi grandissime emozioni mi ha accompagnato nella mia maturazione personale. Orson Welles, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa e Federico Fellini sono gli autori che mi hanno avvicinato a questo mondo meraviglioso.

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