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Tyler Rake 2, recensione del film Netflix

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Dal 16 giugno su Netflix, è tornato con un nuovo capitolo d’azione il mercenario australiano interpretato da Chris Hemsworth in Tyler Rake 2. Dopo che il primo episodio aveva sbancato sulla piattaforma in piena pandemia (era uscito il 24 aprile 2020), risultando uno dei più visti di quel periodo, era praticamente automatica una seconda puntata. Anche se il finale del primo film, lo aveva dato per morto, in Tyler Rake 2 scopriamo cos’è realmente accaduto al mercenario dopo essere stato ferito gravemente e poi caduto nel fiume a Dacca, in Bangladesh.

Tyler Rake 2: il cast

Diretto da Sam Hargrave, nel cast di Tyler Rake 2 oltre a Chris Hemsworth come protagonista torna anche la sua amica e collega Nik Kahn, interpretata da Golshifteh Farhani. Adam Bessa è Yaz Khan, mentre il resto del cast è composto da Tornike Gogrichiani (Zurab Radiani), Tornike Bziava (Davit Radiani), Marta Kovziashvili (Nina Radiani), Andro Japaridze (Sandro Radiani), Idris Elba (Alcott), Olga Kurylenko (Mia Rake).

Tyler Rake 2

Tyler Rake 2: trama e recensione

Dopo essere stato creduto morto alla fine del primo film, il mercenario Tyler Rake viene nuovamente reclutato da un misterioso personaggio. L’uomo è in pensione anticipata, ma la posta in gioco viene direttamente dal suo passato, e coinvolge il suo legame con la ex moglie. La saga su questo mercenario del mercato nero è in realtà intitolata Extraction nel suo titolo originale, ma in quella italiana è stata riportata diversamente.

Forse proprio perchè il mercenario Tyler Rake ricorda nella sua aurea di indistruttibilità un altro grande eroe action: John Wick. Con il killer di Keanu Reeves, forse Hemsworth condivide la sofferenza di subìre continuamente attacchi di ogni genere in uno spreco spropositato di balistica.

Ma tolti questi aspetti, Tyler Rake 2 si contraddistingue per delle scene d’azione veramente ben girate con delle location sorprendenti. Infatti le riprese si sono svolte in Europa, tra Praga nella Repubblica Ceca e Vienna in Austria.

Chris Hemsworth

Ancora un lungo piano sequenza in Tyler Rake 2

L’azione è l’elemento centrale del film, che vanta la partecipazione di alcuni dei migliori stuntman e coreografi del settore, come sottolineato dal regista. Dopo la spettacolare sequenza d’azione in piano sequenza di 11 minuti e 47 secondi del primo film, il secondo capitolo ne presenta una altrettanto incredibile di 21 minuti e 7 secondi.

L’ obiettivo di Rake è salvare la famiglia maltrattata di un gangster georgiano dalla prigione in cui sono detenuti. La scena d’azione in questione occupa una discreta parte della sceneggiatura scritta da Joe Russo. Come nel primo film, la scena non è tecnicamente un piano sequenza, ma un montaggio di diverse riprese unite da Hargrave con l’aiuto del suo team per creare l’illusione di un’unica ripresa ininterrotta.

Non a caso, lo stesso Chris Hemsworth ha dichiarato che la fonte d’ispirazione per questo piano sequenza all’interno del carcere, è stato il coreano Oldboy di Park Chan Wook. L’ attore ha eseguito personalmente tutte le sue scene d’azione. Tutto questo proprio per cercare di ricreare un certo realismo, a discapito dell’uso che talvolta si fa degli effetti visivi.

Tyler Rake 2 prison

Una location già utilizzata e una nuova

La sequenza ambientata in prigione è stata girata all’interno di una prigione dismessa a Mlada Boleslav, a Praga. Questa era già utilizzata anche come set per Mission Impossible – Fallout. Gli esterni e la spettacolare scena della rivolta (oltre 400 stuntman coinvolti), ha richiesto tre mesi di preparazione.

Durante le scene di combattimento, Chris Hemsworth ha interagito con ben 68 stuntman principali. Questo è un numero molto elevato rispetto alla media, che solitamente si attesta tra i 15 e i 20 nei film con supereroi. Un’altra scena spettacolare è stata realizzata con l’atterraggio di un elicottero su un treno in movimento, senza l’uso di effetti digitali. Dopo oltre 100 prove, sono stati necessari solo due tentativi per completare le riprese.

Golshifteh Farhani

Conclusioni

L’azione è di primaria importanza in questo secondo capitolo, e assume ancora una volta una dimensione primordiale. In Tyler Rake 2 il mercenario massacra ogni cattivo che si muove in questo scenario con una brutalità senza limiti. Proprio perchè i cattivi appaiono nella pellicola assolutamente in maniera monodimensionale.

Come il caso dei Nagazi, che il nome rimanda più agli spietati orchi della trilogia de Il Signore degli Anelli, che ad una sanguinaria ed altrettanto feroce gang della mafia georgiana. Ma lo stesso Rake si muove quasi in un livello da videogame. Della serie Uccidi o sarai ucciso come in una forma sprezzante del dovere, dove sembra che il dolore (il suo) non esista.

Infatti questi terribili (e cattivoni) georgiani si muovono come dei cyborg senz’anima in cerca della famiglia del capobanda assassinato. Essi sono mossi unicamente dall’istinto di uccidere. Tutto questo per vendicare un presunto onore, che in realtà nasconde il senso di squallido possesso umano.

Netflix dopo il primo capitolo, che aveva totalizzato più di 215 milioni di contatti, sembra aver trovato la nuova occasione di generare profitto, e nonostante questo concetto, lo spettacolo d’azione, che in più punti rimanda a pellicole come Trappola di cristallo e Mad Max Fury Road, si lascia piacevolmente guardare.

Assolvi il tuo compito e forse per te ci sarà la salvezza sembra un po’ il mantra di questo nuovo franchise che già sembra candidato a creare un nuovo universo espanso, un po’ come fanno tutte le nuove saghe action contemporanee. Alcune funzionano, altre meno, ma con Tyler Rake solo il tempo ci potrà dire se il suo arco narrativo avrà un senso e soprattutto una fine.

Il trailer

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Tyler Rake 2 vuole assolvere il compito che Netflix si è prefissata: ovvero superare il primo film come visualizzazioni da parte del numero di abbonati. L'intrattenimento e la spettacolarità da videogame ci sono, ma bastano gli stuntman efficaci per ottenere una pellicola memorabile?
Francesco Maggiore
Francesco Maggiore
Cinefilo, sognatore e al tempo stesso pragmatico, ironico e poliedrico verso la settima arte, ma non debordante. Insofferente, ma comunque attento e resistente alla serialità imperante, e avulso dai filtri dall'allineamento critico generale. Il cinema arthouse è la mia religione, ma non la mia prigione.

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