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So tutto di te, la recensione della rivincita dei “pupi”

È meglio sapere tutto degli altri o sulle nostre vere passioni? Ecco la versione del duo di Striscia la notizia Friscia-Lipari

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So tutto di te è il film di esordio alla regia per il cabarettista e attore comico siciliano Roberto Lipari. Uscito su piattaforma Prime Video lo scorso 25 Luglio, è attualmente nella top ten dei più visti. Scopriamo insieme le ragioni per recuperare questa commedia sentimentale. Che con La pupa e il secchione ha in comune solo le contraddizioni dei rapporti umani al tempo di Internet.

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Una passione d’infanzia per i “pupi” siciliani, un nonno che non vuole arrendersi al fatto che quell’antica tradizione non faccia più il tutto esaurito. Sono questi solo alcuni degli elementi che caratterizzano la vita attuale di Roberto. Gli altri sono un lavoro da agente immobiliare, che spesso si traduce in fare fotocopie e portare caffè. E una incapacità pressoché assoluta di capire gli altri ed entrare in empatia con loro. Identikit azzeccato per lo sfigato di turno.

So tutto di te, un duo inossidabile…

Ci mette soggetto, sceneggiatura e anche il suo nome per intero Roberto Lipari nel suo personaggio. Un trentenne siciliano impiegato in un’agenzia immobiliare in cui non riesce a ritagliarsi il ruolo a cui sembrava destinato ai tempi dell’università. Per il cabarettista un ruolo che gli calza a pennello. Sguardi malinconici e piccole sventure quotidiane condite da battute mai volgari e scontate. A parte l’intercalare “minchia” che è il marchio di fabbrica di tutti i suoi personaggi. Un mix perfetto che consente allo spettatore di immedesimarsi nella sua storia, sorridendo con lui e arrivando a riflettere.

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Compagno di viaggio in questa nuova avventura la sua spalla naturale Sergio Friscia. Nel ruolo di Giovanni Mandalà, personaggio quanto mai attuale: padre separato che vive ancora come un Peter Pan e della figlia sa poco o niente. La sua vicenda nella storia ruoterà attorno alla scoperta che la passione che la “piccola” nutre per il Giappone in realtà dipende dall’incontro amoroso con un ragazzino con gli occhi a mandorla.

…un Leo d’annata…

Piccolo gioiellino incastonato in un meccanismo ben oliato è l’interpretazione di Leo Gullotta. In So tutto di te è il nonno Aldo Lipari, puparo e proprietario di un vecchio teatro fatiscente che è nel bel mezzo di un’area dove il gruppo immobiliare di turno vuole costruire un centro commerciale.

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L’attore catanese, con oltre 57 anni di carriera alle spalle, nelle ultime stagioni ha preso parte a produzioni teatrali, cinematografiche e seriali ambientate nella sua Sicilia. Da ricordare i ruoli drammatici di Liborio in Baaria, che gli valse la candidatura ai David di Donatello, e di Rosario ne Il delitto Mattarella. E quello di Don Raffaele ne L’ora legale con Ficarra e Picone.

…e un cast ben scelto

Cameo e caratteristi completano il gruppo di attori che ha animato So tutto di te. Partiamo da Andrea Pisani il cabarettista dei PanPers, duo comico al quale si deve la più dissacrante parodia televisiva de La casa di carta. L’attrice Barbara Tabita, vista anche ne L’estate più calda in cui è la mamma di Lucia, veste i panni della “capa” di Roberto, tratteggiata come una donna con pochi scrupoli e molta voglia di compagnia. Matteo Contino è Ludovico l’ex compagno di università sales manager dell’agenzia, e Massimo Cagnina è Massimo Faraci, miglior cliente con la passione dei video messaggi in stile social.

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Il ruolo di Sara di cui Roberto si innamora è affidato a Roberta Rigano, conosciuta dal pubblico delle piattaforme per la partecipazione nel ruolo di Biagia alla serie internazionale Netflix From Scatch-La forza di un amore, accanto ad attori come Zoe Saldana, Eugenio Mastrandrea e Giacomo Gianniotti. L’attore Davide Tucci, Lazar Hoche in Napoleon di Ridley Scott, è l’hacker inglese George Allen che con il suo PC pieno zeppo di notizie personali e gusti rubati qua e là nella rete da un suo personalissimo algoritmo regalerà a Lipari la possibilità di sapere tutto dei suoi concittadini.

So tutto di te, una trama a prova di fake news

Roberto, nonostante una libreria sconfinata di saggi e manuali per conoscere le persone ed agire da perfetto e infallibile venditore, riesce a inanellare una sfilza di gaffe con clienti potenziali che lo ha relegato a “garzone di bottega” nell’agenzia in cui una collega non ricorda neanche il suo nome. E anche sul piano sentimentale le cose non vanno meglio.

Tutto cambia quando viene mandato ad un appuntamento presso la casa di George, in Sicilia perché ricercato internazionale, che, prima di essere arrestato, decide di regalargli il suo portatile. In cui sono state archiviate le informazioni registrate e catalogate da siti e social network. Conoscendo gusti, fissazioni e desideri dei proprietari di case, Roberto si trasforma in un caterpillar da 34 contratti conclusi in un mese. Fino a quando scopre di dover sacrificare il teatro dei pupi della sua infanzia che suo nonno non vuole vendere.

Una morale moderna e attualissima

Se Roberto Lipari sta facendo il percorso che ha caratterizzato la carriera di altri cabarettisti, esordio, serate dal vivo, partecipazioni televisive per poi approdare a lungometraggi e film, c’è da dire che è già riuscito a distinguersi per lo stile scelto e i temi trattati. Basta citare i titoli di due degli spettacoli più di successo fino ad ora.

Non ce n’è co…mico!, del 2020-2021, che, parafrasando la frase tormentone dell’estate 2020 ha portato in scena, tra l’ironia pacata che gli è propria e la denuncia sociale che si agita sotto traccia, personaggi e ambienti per parlare di lavoro, politica, famiglia e di giovani e del loro futuro. Anche con …E ho detto tutto l’attore ha portato avanti la sua comicità a servizio della riflessione.

In TuttAPPosto! del 2019, primo suo lungometraggio da protagonista, con Luca Zingaretti e Silvana Fallisi, il tema centrale è l’università dei baroni e nepotisti e più in generale le scorciatoie, le raccomandazioni e i tanti piccoli e grandi aggiustamenti quotidiani che si stanno mangiando avidamente speranze ed entusiasmi delle nuove generazioni. Con So tutto di te l’argomento di fondo, neanche troppo celato, è l’algoritmo e l’AI. Capaci di occupare lo spazio della creatività genuina e di rendere anche un imbecille una persona vincente capace di passare per il genio di turno.

So tutto di te, ma di me?

Nelle vicende che lo vedranno coinvolto, il protagonista, indagando su quello che finalmente è in grado di capire degli altri, o quanto meno su quello che può sapere, compresi quelli che crede siano i gusti di Sara-Roberta Rigano, rifletterà su una vita in cui rischiamo di essere dei pupi mossi dai fili di un algoritmo che corre sempre più veloce e che si autoalimenta di gusti dopati e non genuini e di notizie non verificate.

Arrivando alla fine della storia a scoprire, e riscoprire, molto anche su sé stesso. A trovare l’amore. E a salvare il teatro dei pupi. Che inserito come attrazione nel modernissimo nuovo centro commerciale, ritornerà ai successi di un tempo, al tanto caro tutto esaurito. Potendo continuare a regalare la magia e le emozioni di cui proprio questi tempi che stiamo vivendo non possono fare a meno.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Una commedia leggera che prende a pretesto temi attuali e comuni per strappare una sana risata. Dagli ambienti di lavoro complicati e competitivi alle informazioni su gusti e vita quotidiana dati inconsapevolmente in pasto alla rete. Per raccontare come spesso la scelta giusta sia puntare sulla tradizione e le cose che restano.

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