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La primavera della mia vita, la recensione

Un nuovo pezzo a quattro mani per Colapesce e Di Martino, tradotto in film dal videomaker "storico" del duo.

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La primavera della mia vita, un Nastro d’argento per la colonna sonora. E un soggetto semi-folle a cura del complice Zavvo Nicolosi. Stiamo parlando di uno dei tre film candidato ai Globi D’oro come Miglior Commedia. Il premio poi è andato a Romantiche di Pilar Fogliati, ma anche i giornalisti della stampa estera hanno reso omaggio alla sua selezione di brani. Confermando la scia di successi, e di interesse, che, sia il pubblico sia i colleghi, hanno tributato a Colapesce e Dimartino.

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Quanto scritto vi sembra inverosimile o solo un poco irriverente? È lo stesso regista Nicolosi ad aver rivelato come sia andata. Anche se basta già un’occhiata al video della canzone, prodotto dal suo Ground’s Oranges, un cortometraggio da festival. Siamo dopo il Sanremo 2020, quello di Fai rumore di Diodato e della polemica di Junior Kelly. Della squalifica di Bugo e Morgan, ma anche della scoperta di Ringo Starr dei Pinguini Tattici Nucleari.

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La primavera della mia vita, il soggetto

“Scriviamo un soggetto semi-folle che parla di leggende siciliane, mitologia greca, valore dell’amicizia e cazzate di ogni genere pensando che probabilmente non lo produrrà mai nessuno, e invece…“. L’anno dopo il duo formato da Lorenzo Urciullo in arte Colapesce e Antonio Di Martino esplode all’Ariston, con quello che diventerà un insolito tormentone non estivo. E allora via al seguito, in grande stile, di una collaborazione iniziata ben dieci anni prima, progettando e realizzando video musicali.

Le parole magiche sono “grande schermo”. E la sceneggiatura, targata Nicolosi, Di Martino, Colapesce e Michele Astori, arriverà nelle sale a fine febbraio 2023. Scritta a otto mani e grazie al ricorso massiccio allo smart working, visto che nel frattempo vanno in scena lockdown e restrizioni.

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Colapesce e Dimartino pronti a partire per il loro “on the road” in compagnia di Lazzaro (l’auto)…risorto

Il cast di questa primavera

Un mix variegato per questa pellicola. Che trova spazio per attori esperti e navigati, attor giovani e di talento. E ovviamente per cantanti e musicisti “prestati” alla settima arte. Colapesce e Dimartino interpretano loro stessi. Antonio che, dopo il successo insieme, ora vive a Milano. E Lorenzo che è sparito tre anni orsono. Senza dare notizie o spiegazioni. È infatti con uno scambio di battute che la loro agente, Stefania, interpretata da Stefania Rocca, ne annuncia il “ritorno”

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Stefania “Sai chi è tornato dal mondo dei morti?” e Antonio “David Bowie?”. “No, Lorenzo”

Molti siciliani doc tra gli altri interpreti. Guia Jelo fa un cameo nei panni di Marina, e la incontrano all’inizio del viaggio. Più avanti sarà il momento per Paolo Ricca, già visto in produzioni per giovani come Tre metri sopra il cielo di Lucini o in fiction Tv come I segreti di Borgo Larici e Come un delfino, accanto a Raoul Bova. Qui è un improbabile pirata-animatore del traghetto per l’isola cornuta Tancredi Lo Presti. Alla fine, arriverà Corrado Fortuna, lanciato da My name is Tanino, che interpreta Jim Zappalà meccanico.

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Colapesce, Dimartino e Paolo Ricca… in abiti da “lavoro”

Completano il cast de La primavera della mia vita Carla (ex) fidanzata di Lorenzo (si lasciano ad inizio film) Ludovica Bizzaglia. Isabel Russinova, con un passato da presentatrice TV in programmi musicali, ha il doppio piccolo ruolo di Gemella 1 e Gemella 2. Demetra Bellina è Sofia. Salvo Piparo è Puccio Scrollalancia-Shakespeare. Sergio Vespertino è Saro Toga “Il siliconatore”.

La primavera della mia vita, la trama

Antonio “redivivo” coinvolge un Lorenzo che non ha ancora fatto i conti e mandato giù il boccone amaro di aver interrotto la loro carriera. Il pretesto, la realizzazione di un libro. Che sa perfettamente essere un suo vecchio desiderio. Ormai sepolto in fondo ad un cassetto e a tre anni di silenzio. Ma non gli dice nulla. Convinto da Stefania, dal compenso di 90K esentasse, Lorenzo parte alla volta di Palermo.

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Qui ritroverà l’amico, e Lazzaro, la loro auto arancione compagna di tante avventure. E così iniziano un viaggio attraverso il quale visitare luoghi e raccogliere testimonianze e conferme su una serie di leggende siciliane. Durata prevista, 8 giorni. Personaggi strampalati, come se non ci fosse un domani. E colleghi musicisti. Ognuno con una sua filosofia pronta da sfornare.

Gli strani incontri di Lorenzo e Antonio

Sul taxi dall’aeroporto, Lorenzo si imbatte nel “Coro degli Albini”, così chiamati per via del colore dei capelli. Anche Antonio è molto cambiato, tutto vestito di bianco, che dorme letteralmente in piedi la notte. E cita frasi ascetiche e ispirate. Così scopre che a pagare il progetto è l’Antico Ordine dei Semenita. E che il suo ex amico ha già individuato i luoghi da visitare.

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Prima tappa, uno studioso convinto che gli antichi siciliani erano dei giganti. Con tanto di tibia e giacca doppiopetto arancione taglia XXXXL a certificarlo. Seconda tappa, un ragazzino che gli pone un quesito che lo farà sentire in colpa. Poi è la volta di Marina e il suo segreto del pane cornuto (con potenziale contenuto lisergico). Come detto, li accompagnerà Tancredi il “pirata”. Ma non è finita qui. Però non spoileriamo tutto.

La primavera della mia vita, a suon di musica…

Trama e personaggi citati non vi hanno convinti che ci troviamo davvero di fronte ad un soggetto simil-folle? Allora possiamo raccontare il ristorante L’Astice fuggente, con piatti a tema con il film con Robin Williams. Oppure un gruppo di suore sommozzatrici, che cantano canzoni di chiesa sul molo del porticciolo. Ad ogni modo la fotografia, e le scene caratterizzate da colori accesi e da particolari enfatizzati, trasmettono da subito il senso di trovarsi in un’ambientazione in bilico tra l’onirico e il nonsense.

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Lorenzo e Antonio ascoltano Madame cantare

Anche alcuni colleghi musicisti appaiono nel film, interpretando la canzone di sottofondo e dispensando massime e riflessioni. È così che tra gli interpreti troviamo un professor Roberto Vecchioni e Brunori Sas. Una Madame che si esibisce nel brano La primavera della mia vita, invitata sul palco da Erland Øye e La Comitiva. Mentre si alternano sogni e ricordi che Lorenzo è portato a fare. Da questa strana avventura che nasconde ancora qualcosa di taciuto.

…e di citazioni

Una cosa si può dire su La primavera della mia vita, anzi due. La colonna sonora merita decisamente i premi che ha vinto. E inoltre non può certo essere considerato un prodotto convenzionale. Ciò nonostante, utilizza uno strumento già rintracciato in altre storie che parlano di Sicilia. Vale a dire, l’ironia e a volte il parodiare i difetti e le contraddizioni di quella come altre terre del sud. E come in altre occasioni, gli attori siciliani partecipano a tali storie anche soltanto attraverso dei cameo, che riescono a impreziosire le interpretazioni.

Sembra inoltre disseminato da citazioni, decisamente pop, sia in campo musicale sia in campo cinematografico. E da battute o piccole gag. Che però, e questo è un peccato, non sempre funzionano e vanno a segno. E anche la componente thriller, alimentata dai membri della comunità dei Semeniti che seguono i due protagonisti nei loro spostamenti, non riesce fino in fondo a colmare le cadute di ritmo abbastanza frequenti.

Conclusione

La primavera della mia vita si fa guardare. Ma non riesce fino in fondo a far sorridere o a emozionare veramente. Una parte della vicenda poco esplorata sembra, inoltre, il rapporto tra i due amici. Che si riavvicinano, sì, durante il viaggio. Ma ognuno correndo dietro a proprie dinamiche che, quasi per pudore, restano al di là dello schermo.

Pur essendo un on the road, coinvolge quasi come una giornata nel traffico quotidiano, e non come una folle corsa in auto di due “ragazzi” che durante il tragitto tornano liberi e vivi.
Infine, ma qui è della “frequentazione” di libri gialli e storie da decifrare la colpa, a metà del film l’epilogo finale si è materializzato, come citazione-ispirazione di qualcosa già visto. Lasciando quel sapore di tradimento delle aspettative. O forse semplicemente di una trama che si è avvolta troppo su sé stessa.

Complimenti, comunque, per l’esordio e per il senso di gruppo che in ogni caso traspare. E che fa guardare, con curiosità, a quello che potrà essere un nuovo futuro appuntamento.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

La primavera della mia vita, carina l'idea di partenza, bella la musica. Ma qualcosa nel ritmo non funziona fino in fondo. Lusinghiera prova di esordio di una squadra che ha dimostrato di saper lavorare molto bene insieme.

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