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Alì, il film di Michael Mann su Netflix

E’ disponibile sulla piattaforma Alì, il biopic di Michael Mann interpretato da Will Smith su Cassius Clay, divenuto poi Muhammad Alì. La pellicola si concentra principalmente sulla vita del pugile durante il periodo dal 1964 al 1974, in cui ha affrontato importanti sfide personali e professionali. Tra queste, vi è la sua conversione all’Islam (da quì l’assunzione del nome Muhammad Alì), il rifiuto di combattere nella guerra del Vietnam e la sua leggendaria rivalità con Joe Frazier.

Alì: il cast

Se Will Smith si dona anima e corpo (soprattutto il secondo) nel ruolo del gigantesco e leggendario pugile Muhammad Alì, a supportare la sua carriera nel corso della pellicola ci sono altrettanti straordinari comprimari, tra cui Jamie Foxx (Drew “Bundini” Brown), Jon Voight (Howard Cosell), Mario Van Peebles (Malcolm X), Ron Silver (Angelo Dundee) e Jeffrey Wright (Howard Bingham). Il resto del cast è composto da Mikelty Williamson (Don King), Jada Pinkett Smith (Sonij), Malick Bowens (Joseph Mobutu), Nona Gaye (Belinda Boyle/Khalilah Alì).

Alì

Alì: trama e recensione

Cassius Clay è un grandissimo pugile e un formidabile campione. Agli occhi del mondo è noto come Muhammad Alì, una leggenda per il mondo della boxe americana. Determinazione, potenza fisica e anche una buona dose di ironia lo caratterizzano. Questo è il racconto della sua vita, dove finisce l’uomo e inizia la leggenda.

Una delle prime cose che si può notare riguardo all’approccio di Will Smith al ruolo di Muhammad Alì, è il suo impegno e la sua dedizione nell’incarnare il pugile. Smith ha lavorato duramente per assomigliare a Ali fisicamente, ha studiato i suoi movimenti, il suo modo di parlare e il suo carisma unico. Ha anche imparato a boxare per rendere più credibili le scene di combattimento. Il suo sforzo è evidente nel modo in cui riesce a catturare l’energia e la personalità travolgente di Ali sullo schermo.

Will Smith riesce a catturare il lato estroverso e carismatico di Ali, anche se manca forse un po’ di sfumatura nei momenti più intimi e vulnerabili del personaggio. Ciò può essere attribuito in parte al copione, che spesso sembra concentrarsi maggiormente sugli aspetti più noti e spettacolari della vita di Ali, trascurando alcune sfaccettature più complesse e intime.

Jon Voight

La regia di Michael Mann in Alì

Dal punto di vista della regia di Michael Mann, Alì si distingue per la sua estetica visiva ricca di stile e la sua abilità nel creare una sensazione di realismo e autenticità. Mann fa un uso efficace delle luci, delle inquadrature e della colonna sonora per catturare l’atmosfera degli anni ’60 e ’70 e immergere lo spettatore nell’epoca in cui Alì ha vissuto. In particolare, le sequenze di combattimento sono filmate in modo coinvolgente, trasmettendo l’energia e l’adrenalina dei match di Ali.

Uno dei punti deboli del film è la sua durata: oltre due ore e mezza. Alì può risultare un po’ troppo lungo e diluito. Ci sono momenti in cui la narrazione rallenta e si perde un po’ di slancio, soprattutto nella seconda metà del film. Infatti alcune scene sembrano protrarsi oltre il necessario e il ritmo generale ne risente. Questo potrebbe aver portato a una mancanza di focalizzazione sulle relazioni e le dinamiche dei personaggi, che a volte sembrano essere solo sfiorate.

Will Smith Alì

Perchè Will Smith non ha vinto l’Oscar con Alì?

La mancata vittoria di Will Smith all’Oscar per la sua interpretazione in Alì è un tema complesso e dipende da diversi fattori. Gli Oscar sono assegnati da una giuria di membri dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, e le decisioni sulle nomination e sulle vittorie sono spesso soggettive e influenzate da una serie di variabili.

Nel caso specifico di Will Smith e Alì, ci sono diverse ragioni che potrebbero aver contribuito alla mancata vittoria dell’Oscar. In primo luogo, la competizione nella categoria del miglior attore in quell’anno potrebbe essere stata particolarmente forte, con altri attori che hanno offerto interpretazioni altrettanto notevoli. La competizione agli Oscar è spesso difficile e non c’è spazio per tutti gli attori meritevoli di premiazione.

In secondo luogo, il fatto che Alì come film non sia stato acclamato all’unanimità potrebbe aver influenzato la sua candidatura e la possibilità di vincere l’Oscar. La critica ha apprezzato principalmente la performance di Will Smith, ma ha espresso riserve sul film nel suo complesso, sottolineando alcune delle sue debolezze narrative e strutturali, e di questo se ne accorge anche un semplice spettatore. Queste considerazioni critiche possono aver influenzato il processo di votazione degli Academy Awards.

Inoltre, è importante ricordare che gli Oscar non sempre riflettono necessariamente la qualità o il valore di un’interpretazione. Sono spesso influenzati da fattori politici, campagne di marketing, relazioni personali e preferenze soggettive. Questi elementi possono giocare un ruolo significativo nel determinare i vincitori degli Oscar.

Alì ending

Conclusioni

Infine, è possibile che la performance di Will Smith in Alì semplicemente non abbia colpito abbastanza i membri dell’Academy per guadagnarsi la statuetta. Anche se un’interpretazione può essere elogiata dalla critica e dal pubblico, non sempre ciò si traduce in un successo agli Oscar.

In definitiva, ci sono molti fattori che contribuiscono alla sua mancata vittoria. La competizione, le considerazioni critiche, le dinamiche di votazione e le preferenze soggettive sono tutti elementi che possono influenzare il processo decisionale. Gli altri candidati come miglior attore protagonista agli Oscar dell’anno in cui è stato rilasciato il film Alì (2001) erano rispettivamente: Denzel Washington, Russell Crowe, Tom Wilkinson e Sean Penn. Alla fine, a trionfare è stato Washington per il ruolo del poliziotto corrotto in Training Day.

In generale, Alì è un biopic ben realizzato che riesce a catturare l’essenza di Muhammad Alì come figura pubblica e icona culturale. Se il suo aspetto più intimo, soprattutto nelle differenti situazioni amorose che hanno predominato la sua vita, è poco approfondito, l’aspetto di spavalderia invece è esaltato.

In particolare sono divertenti i siparietti con l’Howard Cosell di Jon Voight. Il ruolo che quest’ultimo interpreta è basato su un giornalista realmente esistito, così come il Malcom X di Van Peebles, a cui assistiamo al suo brutale assassinio nella prima metà della pellicola. In ogni caso il film è un omaggio degno a una delle più grandi figure dello sport, e offre una visione coinvolgente della vita e della carriera di Alì, dove il Vola come una farfalla e pungi come un’ape è molto più di un semplice motto.

Il trailer

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Will Smith sembra nato per essere Muhammad Alì in ogni sfaccettatura. La magnifica regia di Michael Mann, attraversata da splendide musiche, riesce a nascondere le pecche di una sceneggiatura concentrata solo in alcune parti e non per intero nella vita del leggendario pugile.
Francesco Maggiore
Francesco Maggiore
Cinefilo, sognatore e al tempo stesso pragmatico, ironico e poliedrico verso la settima arte, ma non debordante. Insofferente, ma comunque attento e resistente alla serialità imperante, e avulso dai filtri dall'allineamento critico generale. Il cinema arthouse è la mia religione, ma non la mia prigione.

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