HomeRecensioni FilmL'Esorcista del Papa, la recensione del film con Russell Crowe

L’Esorcista del Papa, la recensione del film con Russell Crowe

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Aprile è passato da un po’e nelle sale si sono susseguiti parecchi film, uno di questi, uscito il 13 Aprile: l’Esorcista del Papa.

Ne abbiamo già trattato in precedenza quando uscì il trailer in italiano, ma questa volta ne parleremo per analizzarlo.

L’Esorcista del Papa è tratto dalle memorie del Capo Esorcista del Vaticano, Padre Gabriele Amorth e maneggiato dei due sceneggiatori Michael Petroni e Evan Spiliotopoulos. Di certo ci hanno messo del loro con un pizzico di “licenza letteraria” e strizzando anche l’occhio a l’Esorcista di William Friedkin.

Diretto da Julius Andry, il film visivamente è molto bello, pieno di inquadrature ampie e descrittive degli ambienti, la fotografia ha un’ impronta calda. Ma non possono da soli far andare avanti il film.

La pellicola ha tutti gli ingredienti per le solite dinamiche che ci vengono propinate dal genere dell’esorcismo: madre single con due figli: il primo adolescente, maschio o femmina che sia, basta che il suo odio sia diretto o al mondo intero o proprio al genitore; il secondogenito taciturno con qualche trauma alle spalle. Il prete del paese, possibilmente giovane rispetto all’esorcista, ed infine l’esorcista che vien da lontano a risolvere il tutto.

Esorcista del Papa

Parlando un po’ dell’Esorcista del Papa

I buchi di trama all’interno dell’Esorcista del Papa sono molti, tantoché molte domande non vengono hanno una risposta e vengono lasciate così, a vagare nell’etere. Altre invece vengono risposte, ma con dialoghi a spiegone che leva tempo al film nelle cui scene essenzialmente non avviene nulla di rilevante al fine della storia.

I meccanismi di investigazione presenti ricordano molto quelli delle serie televisive degli anni ‘90 come ad esempio Relic Hunter. Devi scoprire perché quel posto ha una camera segreta? Nessun problema! Tutto quello che dobbiamo fare e guardare il morto in mezzo alla stanza e tramite il suo anello ricostruiremo tutta la storia!

La costruzione dei dialoghi è buona, togliendo quelli super descrittivi, piccolo appunto da fare è quello del dialogo tra il Papa e Padre Amorth, dove la recitazione mista italiano/ inglese, forse per gli addetti ai lavori e gli esercenti, si sono sentite parecchio nelle differenze dei toni.

Il film ci lascia un finale aperto che ci fa intendere due opzioni. Da una parte abbiamo la conclusione del film con questo come unico elemento, dall’altra potrebbe essere l’inizio di una nuova serialità di film.

L’Esorcista del Papa Cast

Per quanto la recitazione di Russell Crowe sia stata osannata dalla critica, si deve aggiungere che il suo Padre Amorth in molti punti somiglia molto ad un prete americano anticonformista più che ad uno che è nato e cresciuto in Italia.

Esorcista del Papa

“Tutti sono bravi a fare i cattivi, il difficile è fare i bravi.”

Il Papa (Franco Nero) recitato in maniera pacata e composta. Non c’è nulla da dire per un personaggio per quanto importante sia comunque è messo in un angolino marginale dove spunta qui e lì giusto per spiegare cosa succede in contemporanea al Vaticano.

Padre Esquibel (Daniel Zavotto) prete di paese dal passato tormentato che non ha mai lasciato la sua fede, si trova avanti il fantasma che ancora lo tormenta. Daniel Zavotto è stato una buona spalla per Russell Crowe per la maggior parte del tempo, recitazione debole però in quello che riguarda l’esternare i sentimenti interni e le difficoltà del suo personaggio.

Julia (Alex Essoe) madre distrutta dal lutto e per esigenze economiche lascia l’America per la Spagna. E’ stata molto semplice da interpretare per Essoe, tra mimiche facciali e di movimento isterici. Purtroppo il personaggio non lascia spazio a dialoghi molto più profondi che potrebbero farci vedere l’attitudine recitativa della donna.

Amy (Laurel Marsden) ragazza adolescente piena di rabbia contro la madre che l’ha strappata dalle sue amicizie in America e costretta a migrare in Spagna e badare al fratellino. Forse è stato il ruolo più facile ma comunque non il meglio interpretato del film. Di poco spessore sia come personaggio che come recitazione, risulta insopportabile per tutto il film.

Henry (Peter DeSouza-Feighoney) bambino rimasto muto dopo aver visto morire il padre, come unico testimone, in un incidente stradale. Un po’ per il ruolo in sé, un po’ per la sua fisionomia, Peter in questa sua prima apparizione sul grande schermo è riuscito nel suo piccolo a rendere un po’ tutto più interessante ed a destreggiarsi nel ruolo dell’antagonista.

L’Esorcista del Papa Trama

Padre Amorth inviato dal Papa in persona in Spagna ad investigare su una presunta possessione di un bambino. Amorth una volta arrivato si troverà davanti a sé una situazione che non aveva mai visto in vita sua e a combattere un male che ancora non aveva mai incontrato sul suo percorso. Combatterà con l’aiuto di Padre Esquibel per salvare sia il bambino che l’intera umanità.

Conclusioni

L’ Esorcista del Papa non è un film che abbia di certo gridato al capolavoro ma ha tutti i numeri per poter diventare un cult tra un paio di anni. Horror solo di nome e non di fatto, il film è intrattenente e riesce a strappare qualche risata per le dinamiche assurde ed ironiche di Padre Amorth (che era famoso per avere un certo senso dell’umorismo e di sdrammatizzazione). Il film può essere consigliato per una serata senza pretese o in compagnia degli amici.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

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