HomeHorrorIl morso del coniglio, la recensione

Il morso del coniglio, la recensione

Presentato al Sundance Film Festival il 19 Gennaio 2023, Il morso del coniglio è il film horror della regista Daina Reid con protagonista Sarah Snook, attrice nota per il personaggio di Shiv nella serie HBO Succession. Nonostante non vi siano nomi altisonanti e non sia una grande produzione hollywoodiana ma bensì australiana, Il morso del coniglio è da ormai diversi giorni ai vertici delle classifiche dei prodotti più visti su Netflix. Un risultato più che sorprendente, che nemmeno Peters e Sarandos, CEO di Netflix, si sarebbero mai aspettati. Ma il film di cui tutti stanno parlando, merita davvero tutta questa attenzione?

Il morso del coniglio, trama

Sarah (Sarah Snook) è una dottoressa da poco divorziata che vive con la figlia di sette anni di nome Mia (Lilly LaTorre). La piccola, già triste per la perdita del nonno materno a cui era molto affezionata, comincia a manifestare strani comportamenti. Mia vuole farsi chiamare Alice, il nome della sorella di Sarah, scomparsa da moltissimi anni, e dice di conoscere bene la nonna Joan (Antonella Giannini) con la quale invece non ha mai avuto rapporti e le è praticamente sconosciuta. Le stranezze non si fermeranno però quì, e per Sarah inizierà un incubo che affonda le proprie radici sul male passato.

il morso del coniglio
Sarah Snook in una scena del film

Il coniglio morde, ma non fa male

Dopo aver preso parte alla direzione di molte serie di successo, tra cui The Handmaid’s Tale, che gli è valsa anche una candidatura agli Emmy, Daina Reid mette la firma sul suo primo lungometraggio: Il morso del coniglio. Il film, uscito il 28 Giugno, sta riscuotendo un grandissimo successo in Italia e nel mondo, e i paragoni con i grandi horror dell’ultimo decennio, Hereditary su tutti, non sono certo mancati. La verità e che, per quanto abbia dei buoni spunti, Il morso del coniglio non merita di stare seduto a tavola con i migliori horror degli ultimi anni. Questo è imputabile a diversi aspetti: un soggetto poco originale, una regia che crea davvero pochi momenti di tensione, e un orrore quasi del tutto assente.

Nulla di nuovo sul fronte horror

Una bambina dagli strani atteggiamenti, che rievoca una coetanea scomparsa moltissimi anni addietro. Una madre che pian piano, spinta anche da visioni paranormali, perde via via il lume della ragione, finendo per cadere in un vortice allucinogeno che altro non può portare se non alla pazzia. Questo è essenzialmente Il morso del coniglio, un horror che sa di già visto e rivisto, un film che non eccede nel terrore, ne tantomeno nell’orrore. Un opera di genere abbastanza flebile, retta principalmente da una Sarah Snook che si dimostra sempre più in forma e a proprio agio davanti alla macchina da presa.

Buona la gestione della fotografia e del sonoro, elementi che però non riescono a creare delle immagini forti e agghiaccianti. Forse, anzi probabilmente, questo è colpa di una regia troppo leggera e poco coraggiosa. Un progetto che doveva certamente osare di più, sia sotto il lato estetico e narrativo, magari cercando di approfondire maggiormente il passato della protagonista premendo un pò di più l’acceleratore sull’exploitation o sulla costruzione della paura e angoscia.

il morso del coniglio
Mia con la maschera da coniglio

Un finale per nulla sorprendente

Arriviamo ora al tanto chiacchierato finale. Finale che per via della sua ambiguità dovrebbe lasciare nella mente dello spettatore molti dubbi. Sarah è stata colta dalla totale pazzia e dai sensi di colpa? Mia sta per precipitare dal dirupo come la sua defunta zia? Il coniglio, animale presente nell’opera, nonché nel titolo, potrebbe far pensare che quanto visto sia un qualcosa che va al di la della realtà, o meglio, una realtà impregnata da ricordi passati fatti di morte e bugie.

E’ però molto più probabile che Sarah sia caduta vittima di un cerchio che lei stessa aveva inizialmente tracciato, e che dopo molti anni si è chiuso nello stesso modo in cui aveva tragicamente preso forma. La motivazione che spinge più verso questa seconda ipotesi sta nel fatto che, dopo che veniamo a conoscenza della misteriosa sparizione della sorella di Sarah e vediamo Mia esserne quasi la reincarnazione, la piega che la storia avrebbe preso era prevedibile. Due ragazze, unite dal sangue e dal destino. Poca sorpresa e poca suspense, il coniglio morde in modo debole e senza lasciare il segno.

il morso del coniglio
Sarah e la figlia Mia in una scena del film

In conclusione

Il morso del coniglio sta generando tanto rumore per nulla. L’opera della Reid non è sicuramente un horror con la H maiuscola, il finale non è certo da mindfuck movie e l’enorme successo che il film sta ricevendo è molto probabilmente dovuto al nome della Snook sui titoli di coda. Il passaparola ha fatto poi il resto, posizionando il lungometraggio ai vertici delle classifiche di visite, dimostrando come ormai il cinema sia una materia sempre più imprevedibile.

Il morso del coniglio, trailer

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Eccezion fatta per la Snook, Il morso del coniglio non convince. Poco sperimentalismo e poca voglia di osare. Un occasione persa che meritava di essere sfruttata meglio.
Davide Secchi T.
Davide Secchi T.
Cresciuto a pane e cinema, il mio amore per la settima arte è negli anni diventato sempre più grande e oltre a donarmi grandissime emozioni mi ha accompagnato nella mia maturazione personale. Orson Welles, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa e Federico Fellini sono gli autori che mi hanno avvicinato a questo mondo meraviglioso.

ARTICOLI RELATIVI

ULTIMI ARTICOLI

Eccezion fatta per la Snook, Il morso del coniglio non convince. Poco sperimentalismo e poca voglia di osare. Un occasione persa che meritava di essere sfruttata meglio.Il morso del coniglio, la recensione