Send Help è un film del 2026 diretto da Sam Raimi e vede come protagonisti principali Rachel McAdams e Dylan O’Brien e segna il ritorno di Raimi al genere horror a 17 anni di distanza da Drag Me to Hell (2009).
Send Help scopre che Raimi e McAdams stanno giocando a una sanguinosa e deliziosamente spietata partita di sopravvivenza.
Il regista Sam Raimi torna alle sue radici di Evil Dead, Darkman e Drag Me to Hell con la sua ultima, terrificante (e socialmente rilevante) opera di terrore sanguinoso Send Help. E si è portato dietro una Rachel McAdams sublimemente malvagia. Insieme, i due danno vita a un’esperienza esplosiva e divertente, fatta di dinamiche di potere ribaltate, manipolazione psicologica e sessismo sul posto di lavoro, che raramente si presta alle aspettative e punta sempre al bersaglio, figurativamente e letteralmente, ogni volta che è possibile.

Send Help: la trama
Linda Liddle (McAdams) è la sottovalutata direttrice della divisione strategia e pianificazione di una prestigiosa società di consulenza. Quando il precedente CEO e proprietario dell’azienda muore, la sua posizione viene assunta dal figlio intrigante e misogino, Bradley Preston (Dylan O’Brien). Linda, a cui era stata promessa una promozione a Vicepresidente (insieme a un sostanzioso aumento di stipendio), scopre che il nuovo capo non ha alcuna intenzione di rispettare le ultime volontà del padre. Intende scavalcarla, sostituendo al suo posto un vecchio compagno di confraternita (Xavier Samuel). Che non saprebbe come pianificare una strategia aziendale di successo nemmeno se gli si presentasse davanti per caso, gli rivolgesse un sorriso seducente e lo mordesse improvvisamente sul sedere.

A Linda viene offerta un’unica possibilità per dimostrare il suo valore e forse riconquistare la promozione che si è già ampiamente meritata. Unirsi a Bradley e al suo team in un viaggio d’affari in Asia e ideare un piano strategico che conquisti un nuovo cliente di alto profilo. Ma è chiaramente un inganno. Seduta nella parte posteriore dell’aereo privato, Linda si rende conto che Bradley non ha alcuna intenzione di fare la cosa giusta. Il suo unico scopo è redigere la proposta, una presentazione complessa e articolata, destinata a stupire chiunque la legga, dalla quale il suo nome verrà cancellato e sostituito con il loro, ben visibile in copertina. Questo fa infuriare Linda, e a ragione.
Poi l’aereo precipita.
Send Help: la recensione
Da quel momento in poi, Raimi, insieme agli sceneggiatori Damian Shannon e Mark Swift (gli stessi del reboot di Venerdì 13 del 2009), capovolge diabolicamente ogni cosa. Linda, una fan sfegatata di Survivor che da anni cerca di partecipare al longevo reality show, riesce a salvarsi dall’oceano e a raggiungere un’isola tropicale deserta. Solo per trovare Bradley, mezzo morto, sulla spiaggia la mattina successiva. Da quel momento in poi, è chiaro chi deve comandare e chi deve obbedire agli ordini. E non è certo il maschilista con le sue costose, seppur inutili, scarpe di lusso.
Tutto ciò che accade da lì in poi è puro Raimi. Sequenze oniriche macabre e volutamente diaboliche, con una vena di umorismo nero. Un lavoro di macchina frenetico, ricco di panoramiche scioccanti, primi piani estremi da angolazioni insolite e schizzi di sangue che gettano il pubblico in un’incertezza frenetica. Come un jump scare magistralmente orchestrato, il tutto grazie al leggendario direttore della fotografia Bill Pope (Matrix, Spider-Man 2). Una colonna sonora orchestrale chiassosa e senza freni, composta da un Danny Elfman libero e creativo, in piena modalità gonzo tra Beetlejuice e Men in Black.
Il tutto è montato con un gusto malizioso e stravagante dal premio Oscar Bob Murawski (The Hurt Locker). Con Raimi che concede al montatore piena libertà di trasformare un semplice montaggio o un flashback onirico in un frenetico schiamazzo di esposizione visiva inaffidabile che confonde il confine tra verità, fantasia e menzogne vere e proprie. Creando qualcosa di deliziosamente ultraterreno. Dal primo istante in cui Linda trova Bradley sulla sabbia, gli disinfetta le ferite e lo protegge dal sole implacabile, Murawski genera una sensazione di euforia ansiogena mozzafiato che non si placa mai. Il suo lavoro qui è magnifico.

Send Help è ben lontano dal manifesto femminista cupamente comico che i trailer potrebbero far credere. Al contrario, questo è Raimi completamente senza freni. Mette in mostra i desideri, le bramosie e le angosce che si annidano nelle regioni più oscure dell’anima umana.
Inoltre, il regista infligge anche una brutale punizione agli egoisti, presuntuosi e altezzosi individui che credono erroneamente di essere migliori di chiunque altro incontrino nel loro cammino quotidiano. Si meritano tutto il dolore, la sofferenza e l’inevitabile dannazione che sta per abbattersi su di loro, ma questo non rende la visione meno dolorosa.
Rachel McAdams è la vera perla del film
Ma è McAdams a rendere il film spettacolare. Questa interpretazione è una delle migliori di sempre, un trionfo di pura fisicità, sfumature interiorizzate, espressioni facciali brucianti e complessità emotiva. Linda ha bisogno di riscoprire la sua forza interiore. E il naufragio su quest’isola è proprio lo stimolo di cui ha bisogno per far emergere il meglio che si è sempre celato dentro di lei.

Ma così facendo, scatenerà anche una bestia velata di vendetta e ritorsione che nessuno, forse nemmeno lei stessa, sapeva che esistesse.
McAdams rende tutto immediatamente autentico. Inoltre, lo rende anche empaticamente affascinante. Definire magnifica la sua interpretazione è riduttivo.
La forte alchimia tra McAdams e O’Brien trasforma Send Help in un’esperienza piacevole ed emozionante.
In conclusione
La morale della storia? Non mancate di rispetto, non ridicolizzate e non disprezzate le Linda Liddle di questo mondo. Hanno un limite di sopportazione e, quando finalmente decideranno di reagire, ne pagheranno le conseguenze, e a ragione. Siete avvisati.

Il regista riesce a ottenere il massimo dai suoi protagonisti. Con McAdams e O’Brien che si calano completamente nelle loro interpretazioni, esplorando gli abissi della follia umana.
In questa brillante e irriverente analisi delle dinamiche di genere e del potere economico, Send Help non punta a premi o sfarzo. Punta all’adrenalina, a risate inquietanti e a un brutale ribaltamento delle gerarchie. E ci riesce.
Questo film ti porta in direzioni inaspettate ed è proprio questo che lo rende assolutamente fantastico.
