giovedì, 6 Maggio, 2021
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Love and Monsters – la Recensione del film Netflix con Dylan O’Brien

L’Apocalisse al cinema va di moda. Negli ultimi vent’anni abbiamo visto una proliferazione del genere apocalittico, declinato soprattutto in tinta horror/fantastica (A Quiet Place, Bird Box) ma con incursioni anche nella commedia, con esempi raffinatissimi come L’alba dei morti dementi (non fatevi ingannare dal titolo italiano, che traduce sgarbatamente un più brillante Shaun of the dead) e Zombieland, che recentissimamente ha avuto anche un seguito. È nell’ambito della commedia che si trova Love and Monsters, nuovissima produzione Netflix che vede nel ruolo del protagonista Dylan O’Brien, la simpatica spalla comica Styles di Teen Wolf e il protagonista della saga dei Maze Runner. Con questo ruolo, O’Brien torna un po’ alle origini, con un personaggio impacciato e nerd alle prese con mostri non umani.

Minnow e Joel

Joel è uno dei pochi sopravvissuti sulla terra dopo che l’America ha bombardato con testate nucleari un gigantesco meteorite che avrebbe spazzato via tutto il globo. Le testate però hanno generato radiazioni che hanno trasformato tutti gli insetti, gli anfibi, i rettili, tutte le creature più comunemente piccole e insignificanti, in giganteschi mostri assetati di sangue. E così, i pochi che si sono salvati dalla strage dei voraci invertebrati, sono finiti sotto terra, nascosti in bunker. E Joel è tra questi. Ma in un bunker pieno di dolci metà, lui è da solo: la sua ragazza Aimee si trova a 85 miglia da dove è lui, e uscire è fuori discussione, soprattutto perché lui davanti alla paura si paralizza. Ma un giorno finalmente si decide, e comincia un cammino fatto in egual misura di pericoli e di nuovi alleati.

Una creatura

Love and monsters è una commedia apocalittica che mescola molte influenze. Innanzitutto la premessa è quella di una fiaba: l’eroe si imbarca in un’avventura più grande di lui per salvare la fanciulla in pericolo. Questa premessa è ovviamente parodizzata, dall’inizio, in cui vediamo un Joel che non è esattamente il cavaliere senza macchia delle favole: è un ventenne normalissimo e spaventato come sarebbero tutti in un mondo dominato da mostri, che letteralmente si pietrifica alla loro vista. E anche la fine ovviamente: quando Joel arriva finalmente dalla sua amata e la bacia, gli viene detto che stava allucinando e che in realtà ha baciato Old Peet, l’uomo che lo ha trovato. E anche terminato il viaggio, un viaggio coraggioso e stupido, per arrivare da lei, lei non gli deve niente: non gli ha chiesto lei di venire e anche se è contenta di vederlo sono passati sette anni, non prova più gli stessi sentimenti. E Joel, lo accetta. Poi, il salvataggio c’è comunque, ma quello che ne segue dopo non è motivato dalla legittimità di Joel di ottenere la ragazza per la sua iniziativa non richiesta. Ed è così che dovrebbero essere riaggiornate le favole.

Dylan O'Brien

Per parlare invece degli altri generi da cui prende spunto, le influenze di Io, Sono Leggenda e Zombieland sono evidenti. Come Will Smith, anche Joel è accompagnato da un cane fedele, e come Jesse Eisenberg anche lui viene accostato da altre persone con capacità diverse da lui. Al contrario però degli altri due eroi citati, Joel non sa niente e non fa niente: per tutta la prima metà del film, Joel è salvato e aiutato e protetto, grazie all’aiuto del cane e di Clyde e Minnow, un uomo e una bambina che si sono nominati a vicenda padre e figlia putativi. Fino all’arrivo da Aimee, Love and Monsters segue una parabola molto lineare con una struttura molto solida: è un racconto di formazione, come gli antichi miti, in cui l’eroe deve imparare a cavarsela da solo e, nella battaglia centrale, che si presenta come un rito di iniziazione, finalmente, per la prima volta, ci riesce. Poi, l’obiettivo della storia cambia e il film mostra il suo vero significato. Con un cambio di rotta che fa molto Mad Max-Fury Road, Joel capisce che il suo vero obiettivo è tornare indietro e salvare gli altri nel suo bunker, come ha salvato sé stesso attraverso quel viaggio.

una scena dal film

Il tono da commedia infatti è assolutamente essenziale per il cambio radicale che il film fa da un’idea distopica di mondo a un’idea utopica di alleanza nella difficoltà. Il messaggio che vuole passare è che è attraverso la comunità e la forza gli umani possono tornare a vivere. Invece di stare separati e chiusi nei bunker, l’unica salvezza sarà data dall’uscire e associarsi. Un’unione di popoli nella disgrazia, è questo il messaggio utopico di conforto e di speranza che il film dà e che sembra volersi applicare anche alla vita, in quest’epoca di incertezza, o anzi di dolorosissima certezza, che un futuro sarà duro se non addirittura apocalittico.

 

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

Una commedia apocalittica con un messaggio utopico di alleanza e di amore, Love and Monsters garantisce quello che promette, tanto amore e soprattutto tanti mostri.
Marianna Cortese
Attualmente laureanda in Lettere Moderne, ho sempre avuto un appetito eclettico nei confronti del cinema, fin da quando da bambina divoravo il Dizionario del Mereghetti. Da allora ho voluto combinare cinema e scrittura nei modi più diversi e ho trangugiato di tutto: da Kim Ki-Duk a Noah Baumbach, da Pedro Almodovar a Alberto Lattuada. E non sono ancora sazia.

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