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Irrational Man: il “Delitto e castigo” alleniano

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Con l’occasione dell’uscita al cinema di Coup De Chance, ripercorriamo la visione di Irrational Man, film del 2015 diretto dall’intramontabile Woody Allen che ha da poco festeggiato i suoi 88 anni.

La commedia vede come protagonisti Emma Stone e Joaquin Phoenix ed è distribuita in italiano da Warner Bros.

Il regista americano, con questo film, candidato fuori concorso al Festival di Cannes 2015, intende indagare alcuni aspetti della sociologia umana: Irrational Man infatti racconta della realtà odierna, spesso “scadente” e animata da tormenti personali che a lungo andare spengono l’entusiasmo di vivere dell’individuo moderno.

Irrational Man

Irrational Man: la trama

Abe Lucas (Joaquin Phoenix), professore di filosofia che ha perso interesse per la vita, decide di andare ad insegnare all’università di Rhode Island.

Uomo affascinante e misterioso, Abe conquista dapprima la collega, la docente di chimica Rita Richards (Parker Posey), e poi la bella Jill Pollard (Emma Stone), la migliore studentessa del suo corso che immediatamente s’invaghisce di lui.

Ma le attenzioni delle due donne non bastano per salvarlo dall’apatia esistenziale che sta attraversando, tanto che il professore trascorre le sue giornate tra alcool e macabri tentativi di suicidio.

Un giorno però si ritrova per caso ad ascoltare una conversazione curiosa: un giudice disumano intende togliere la tutela dei figli a una madre che, a prima vista, sembra una brava persona. Ed è proprio questo evento che offre ad Abe un’opportunità di rinascita e che induce lo spettatore a porsi alcune domande di carattere morale, come per esempio “Un gesto violento è da giudicare sempre sbagliato anche quando porta conseguenze positive?” oppure “Si può rendere il mondo migliore uccidendo le persone malvagie?”.

Irrational Man

Irrational Man: il cast

Irrational Man è un film che vuole domandarsi come fare ad andare avanti con la propria vita nonostante il vuoto interiore che tende a isolarci dal resto del mondo. Non è casuale allora la scelta di prendere come protagonista Joaquin Phoenix, reduce in quell’anno dalla sua incredibile prova in Vizio di Forma di Paul Thomas Anderson.

Torna per la seconda volta (l’abbiamo già vista in Magic in the Moonlight) a lavorare con Woody Allen invece, Emma Stone che, con il suo finto volto “angelico”, si dimostra perfetta nelle vesti di co-protagonista femminile.

Irrational Man

La recensione

Woody Allen in Irrational Man denuncia l’assenza di “sussulti di vita” nella quotidianità dell’uomo contemporaneo, smascherando così la mancanza di veri e propri cambiamenti esistenziali che porterebbero entusiasmo e benessere psicofisico all’individuo.

Si riflette dunque sulla monotonia dell’esistenza, purtroppo tipica della modernità: esistono addirittura casi in cui solo la morte sembra la salvezza e la risoluzione a tutti i problemi personali.

Il film, anche grazie agli spunti culturali che offre, suggerisce di affrontare le nostre vite con più moderazione e razionalità. Ritroviamo qui un Allen come al solito molto filosofico (si riflette per esempio sul concetto di morale, di caso, e di giustizia) e ironico, capace di auto ridicolizzarsi o di auto ammonirsi.

La narrazione è affidata ai due protagonisti, attraverso una voce fuori campo che narra da entrambi i punti di vista l’andamento della vicenda.

Irrational Man

Le parole, una questione borghese

Abe è un uomo in crisi, e la sua scelta di compiere un omicidio gli permette di recuperare uno spirito che aveva dimenticato: l’idea di uccidere gli dona paradossalmente lucidità. Il professore infatti, decidendo finalmente di agire in modo pratico e fattuale, si allontana necessariamente da quel mondo retorico e talvolta artefatto dei sillogismi filosofici.

A fargli da contrappeso c’è la solare e timida Jill di Emma Stone, ragazza brillante che è tutto fuorché ingenua. Quando si innamora del professore si dichiara subito in grado di sorprenderlo, ma alla resa del conti Jill manifesta tutto il suo conforme e borghese buon senso, fatto perlopiù di parole e non di azioni.

La debolezza delle parole della ragazza è vinta dalla forza delle azioni di Abe che invece, sebbene spregevoli, mettono in discussione il sistema sociale.

Spunti di filosofia morale

Allen inserisce nella pellicola riferimenti filosofici e letterari cari al suo stile, da Sartre a Kierkegaard, da Kant a Hannah Arendt. Riferimenti questi che risultano funzionali per aprire una riflessione più ampia sul concetto di morale. L’autore vuole rispondere a una serie di domande come “Se Abe decidesse di uccidere un uomo malvagio, ne uscirebbe un mondo migliore?”.

Il film termina con un plot twist interessante e forse inaspettato. Il finale porta il pubblico a chiedersi se esiste una giustizia morale giocata dal Caso (al contrario di Match Point dove invece Allen ci mostra un assassino impunito).

Irrational Man: le conclusioni

Il cast di Irrational Man è di elevatissimo livello (oltre agli attori protagonisti, è necessario citare la prova di Parker Posey, capace di offrirci tutta la sua dolorosa umanità).

Si può inoltre apprezzare la coerenza di un autore come Allen che all’età di 80 anni riesce ancora a mettersi in discussione regalandoci nuovi punti di vista sui temi a lui cari.

Chi disse preferisco avere fortuna che talento, percepì l’essenza della vita” affermava Jonathan Rhys-Meyers all’inizio di Match Point. Qui lo riprende Joaquin Phoenix dicendo “Di che cosa stiamo parlando? Moralità, scelta, estetica, casualità della vita?“.

Irrational Man segna una nuova rivisitazione alleniana del Delitto e castigo di Dostoevskij, dopo Crimini e misfatti, Sogni e delitti, e appunto, Match Point. Ma se in quest’ultima il regista si concentra sul peso della Fortuna nella vita di ogni uomo, in questo film il protagonista è proprio il Caso che invece governa in modo tragico la storia del mondo.

Irrational Man è uno dei migliori film dell’ultimo Woody Allen.

Il trailer

PANORAMICA

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SOMMARIO

Irrational Man è la classica commedia alleniana, un mix di thriller, filosofia e comicità. Una storia sulla morale e sul caso: esiste il delitto perfetto? Esiste un caso "giustiziere"?
Silvia Lopes
Silvia Lopes
La mia più grande passione è il cinema, fonte di vita e di crescita continua. Mi piace il cinema d’autore e quello di genere, amo i thriller ma non mi dispiacciono i film storici o drammatici. I miei grandi nomi sono Tarantino, Scorsese, Allen, Spielberg.

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