lunedì, 24 Gennaio, 2022

Film d’azione Netflix: 5 da non perdere

MovieMag ha selezionato per voi 8 imperdibili film d’azione sfogliando tra le proposte disponibili ad Aprile nel catalogo della piattaforma streaming Netflix.

Film d’azione Netflix: cosa guardare se si ha voglia di adrenalina: 5 film d’azione da non perdere, vedere e rivedere in streaming

I 5 film d’azione Netflix da non perdere – Mentre le porte delle nostre case ci conservano a fatica tra le mai così ostili quattro mura domestiche, quando il parchetto di quartiere ci accoglie solo con un quadrupede al guinzaglio, fintanto che il supermercato continuerà ad essere l’unica insoddisfacente occasione di vita sociale, lo streaming è tutto ciò che abbiamo.

Se anche voi, esattamente come noi, vi ritrovate dannatamente spesso a torturare il telecomando per ore alla ricerca del film giusto, date un’occhiata a questa breve ma succosa lista. La redazione di Moviemag con la sua sezione I Fantastici 5 prova a darvi non uno, non due, ma ben 5 consigli per selezionare a colpo sicuro un buon film d’azione Netflix.

Film d’azione Netflix: 5 film da non perdere per opporsi alla stanchezza del periodo primaverile

Per combattere il torpore che l’avanzare della primavera porta con sé, vi consigliamo 5 film impollinati d’adrenalina. Ecco i film d’azione Netflix, se come noi, adorate: scazzottate, pallottole, e sgommate sull’asfalto. Conoscete un rimedio migliore per opporsi al senso di stanchezza causato dal tepore di questo periodo annuale? 

1.Baby Driver – Il genio della fuga

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Un autista, posteggiato davanti a una banca, si prepara alla fuga mentre la sua banda compie la rapina. Durante la sosta, si gode sfacciatamente la musica alla radio. L’intera operazione criminale sembra una musica di sottofondo, ciò che conta è la canzone che lui ha scelto per quel reciso momento.

Baby (Ansel Elgort) è l’autista dei rapinatori di banche. Lavora per Doc (Kevin Spacey), finché non potrà ripagarlo del suo debito. Il colpo più grosso deve portarlo a termine con tre spietati criminali: Buddy (Jon Hamm), Darling (Eiza González) e Bats (Jamie Foxx). Le cose si complicheranno a dismisura, ci si dovrà muovere a tutta velocità, ma l’incontenibile voglia di seguire il ritmo e la capricciosa sensazionale mani di ricercare il brano giusto per ogni situazione rimarranno le stesse.

Energico, veloce e incatenato indissolubilmente alla sua colonna sonora, grazie alla quale ascoltiamo un po’ di tutto: Queen, Blur, Run the Jewels, Beach Boys, Young Mc e Barry White.

Baby Driver – Il genio della fuga è un film del 2017 scritto e diretto da Edgar Wright. La pellicola conserva tutta la vivacità che caratterizza il regista dai tempi della Trilogia del Cornetto (Shaun of the Dead, Hot Fuzz e The World’s End). Baby Driver si impone, ruggendo e sgommando.

2.Lock & Stock – Pazzi scatenati

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Londra. East End. Quattro amici squattrinati, un gruppo di criminali armati fino ai denti, un po’ di droga e una valanga di sterline. Una guerra senza esclusioni di colpi anima la periferia londinese. “Lock & Stock” è il suo primo lungometraggio di Guy Ritchie, girato in soli otto mesi. Un successo che ha conquistato pubblico e critica, seducendo gli amanti del black humor inglese e delle storie alla Irvine Welsh.

Eddie (Nick Moran) gioca a carte da quando ha imparato a tenerle in mano. Tom “Il Secco” è l’imprenditore del gruppo sempre i azione in affarucci poco chiari. Soap, come si evince dal soprannome, non ama sporcarsi le mani. E Bacon (Jason Statham), lui invece aveva una gran voglia di imbrattarsi testa e corpo per lavoretti illegali più remunerativi. I nostri quattro mettono insieme un’ingente somma di denaro per sfidare in un esclusivo torneo di poker Harry “l’Accetta” (P.H. Moriarty), boss malavitoso noto per un modus operandi davvero poco ortodosso. Nulla fila liscio al tavolo verde e il mago delle carte Eddie si ritrova, in pochi minuti, sotto di mezzo milione di sterline. Sette giorni di tempo per pagare il debito. Da qui iniziano entrano in scena borse gonfie di soldi, fughe da cortocircuito, grandi bevute al bar e fucili (d’epoca).

Lock & Stock” è un film magnifico. Un divertissement perfetto imbrattato di amoralità e paradosso. Il film simbolo dello stile adrenalinico di Guy Ritchie: dialoghi serrati e azione sincopata in una Londra disordinata animata da eccezionali incastri narrativi.

3. The Town

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Dal romanzo “Il principe dei ladri” di Hogan Chuck, ecco il principe della malavita di Charlestown. È combattivo, arrabbiato e con una pericolosa inclinazione alla rapina a mano armata. Ha muscoli di ferro e il cuore tenero il Ben Affleck che dirige e interpreta in modo misurato, controllato, chirurgico questa pellicola. “The Town” aderisce senza complicazioni ai dettami di genere, dando vita ad una narrazione classica e familiare, dalla quale però non riuscirete a togliere gli occhi di dosso, fino alla fine.

The Town” è affanno e inseguimento, rischio e violenza, e Ben Affleck ha deciso: è pronto a giocare a guardie e ladri ancora una volta, ma questa sarà l’ultima. Gli occhi della limpida e incantevole Claire fanno capitolare molto velocemente il signore del furto. Quella relazione, nata dall’inganno, sarà la cosa più pulita dell’intera faccenda: il desiderio sarà così onesto e determinato da far germogliare la voglia di riscatto. Un thriller solido e puro di cui criticherete la classicità, ma adorerete tutto il resto.

4. Le belve

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Laguna Beach. Chon (Taylor Kitsch) e Ben (Aaron Johnson) producono marijuana di ottima qualità e si godono l’amore della bellissima Ophelia (Blake Lively). Il loro placido Idilio è semplicemente perfetto. Fino a quando la loro attività viene presa di mira da un cartello della droga messicano. Quando il tentato accordo tra le parti fallisce, la situazione prenderà un risvolto molto violento.

Un thriller teso e collerico, brutale nei suoi sfoghi d’ira, spettacolare nelle dinamiche action di grande impatto visivo. Le belve (Savages) è un thriller americano del 2012 diretto da Oliver Stone, basato sull’omonimo romanzo di Don Winslow.

“Le belve” è un film d’azione in tutta la sua essenza. Un’estetica sfacciatamente ludica, dialoghi taglienti e perfetti personaggi secondari abili nel rimescolare le carte con sfumature grottesche e molto pulp.Merito anche delle illuminate scelte di casting, con Salma Hayek, Benico Del Toro e un John Travolta che ringraziamo per una memorabile e affilata invettiva contro la società statunitense.

Siamo di fronte a una riflessione sulla perdita dell’innocenza o ad una critica al capitalismo dilagante? O forse si tratta di una versione violenta di Jules e Jim? La critica ha dibattuto molto sulle ragioni per cui valesse la pena osteggiare questa pellicola. “Le belve” ciononostante resta un action crime d’alta scuola, che sa mantenersi in quota sopra le righe e vivere di emozioni forti.

5. I Don’t Feel at Home in This World Anymore

“I Don’t Feel at Home in This World Anymore”: un titolo decisamente molto lungo per un film decisamente molto strano. Un’opera isterica, eterogenea e sorprendentemente etica.

Presentato al Sundance Film Festival nel gennaio 2017, ha vinto il Gran Premio della Giuria nella sezione drammatica statunitense. Distribuito da Netflix, il film ha come interpreti una sorprendente Melanie Lynskey e un azzeccato Elijah Wood (mai così lontano dal suo Frodo Baggins).

Macon Blair realizza una commedia, un po’ thriller, un po’ dramma, molto splatter e parecchio action, con il coraggio dell’impudenza e la faccia tosta di sfuggire abilmente all’etichetta.

Una donna nauseata dalla prepotenza del mondo abusa di antidepressivi, mentre lo stralunato vicino di casa lascia defecare il cane nel suo giardino. Un furto domestico. La sottrazione di un computer portatile e dell’argenteria appartenuta alla nonna. La polizia che consiglia: “Chiuda bene la porta, la prossima volta!”. Toccherà al vicino un tantino squilibrato, con tanto di finto distintivo, combattere i folli criminali di quella che sembrava una banale delinquenza quotidiana. I nemici si confermeranno inaspettatamente brutali e le armi a disposizione puntualmente inadeguate.

In “I Don’t Feel at Home in This World Anymore” non c’è nulla che sia di moda nei dettami del genere: nessun eroe, nessun crimine efferato, nessuna voglia di fare la cosa giusta. Ma c’è molta insospettabile azione di cui godere e persino qualche rappresentazione di mali del nostro tempo su cui riflettere.

Silvia Strada
Ama alla follia il cinema coreano: occhi a mandorla e inquadrature perfette, ma anche violenza, carne, sangue, martelli, e polipi mangiati vivi. Ma non è cattiva. Anzi, è sorprendentemente sentimentale, attenta alle dinamiche psicologiche di film noiosissimi, e capace di innamorarsi di un vecchio Tarkovskij d’annata. Ha studiato criminologia, e viene dalla Romagna: terra di registi visionari e sanguigni poeti. Ama la sregolatezza e le caotiche emozioni in cui la fa precipitare, ogni domenica, la sua Inter.

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