L’82ª Mostra del Cinema di Venezia si è aperta con una serata memorabile che ha unito storia, emozione e grandi nomi. Sul palco della Sala Grande, Francis Ford Coppola (Megalopolis, Apocalypse Now) ha consegnato a Werner Herzog (Aguirre, furore di Dio) il Leone d’Oro alla carriera, dando vita a un incontro simbolico tra due leggende viventi del cinema.
Coppola, già premiato a Venezia nel 1992, ha introdotto il collega tedesco con parole che hanno strappato applausi: “Sono qui per lodare Werner Herzog, ma non basta lodarlo. Bisogna celebrare il fatto che qualcuno come lui possa davvero esistere. Se Werner ha dei limiti, io non so quali siano. La sua vita e la sua stessa esistenza lanciano una sfida a tutti: superatemi, se ci riuscite! E ci chiediamo davvero se qualcuno mai ci riuscirà. Werner, mi mangerò il cappello se mai qualcuno lo farà.”
Herzog ha ricambiato con un discorso intimo e pieno di gratitudine, ricordando i cinquant’anni di amicizia con Coppola: “È sempre stato generoso, mi ha ospitato quando non avevo i soldi per pagare un albergo. Sono stato a casa sua a San Francisco e lì ho scritto la sceneggiatura di Fitzcarraldo.” Ha aggiunto che fu Coppola a presentargli sua moglie, con cui è sposato da quasi trent’anni: “Non ho avuto un giorno infelice da allora.”

Una serata tra memoria e nuove visioni
Herzog ha condiviso anche un aneddoto sul film mai realizzato insieme a Coppola, sulla conquista del Messico vista dagli Aztechi, e ha riflettuto sul senso del suo cinema: “Ho sempre cercato qualcosa che andasse più a fondo rispetto a ciò che normalmente si vede al cinema, una forma profonda di poesia, alla ricerca della verità in modi insoliti. […] Ho sempre voluto essere un buon soldato del cinema, e questo significa perseveranza, lealtà, coraggio e senso del dovere.”
Dopo il tributo, la serata è proseguita con la prima mondiale di La Grazia, il nuovo film di Paolo Sorrentino (È stata la mano di Dio), accolto con entusiasmo. L’opera, descritta come un compagno ideale de La grande bellezza, vede Toni Servillo tornare protagonista in un racconto di introspezione e potere.
Il festival proseguirà con una parata di stelle, da George Clooney (Ticket to Paradise)a Emma Stone (La La Land), fino a Jude Law (L’amore non va in vacanza) e Oscar Isaac (Scenes from a marriage). La giuria guidata da Alexander Payne svelerà il 6 settembre il vincitore del Leone d’Oro, ma già la serata inaugurale ha confermato Venezia come il luogo dove il cinema celebra la sua grandezza, tra memoria e futuro.
