I Fantastici 5Matt Damon: 5 ruoli che gli hanno permesso di essere Ulisse

Matt Damon: 5 ruoli che gli hanno permesso di essere Ulisse

Odissea (qui la recensione) è nelle sale da qualche giorno, e sta inevitabilmente facendo discutere; così come aveva fatto nei mesi precedenti all’uscita. Uno dei punti maggiormente attaccati è stato il cast, estremamente eterogeneo, fatto di volti noti dello star system hollywoodiano; ma che, a detta di molti, non avrebbe rispettato le caratteristiche delle controparti letterarie. Posto che queste polemiche lasciano il tempo che trovano vista la libertà che ogni autore può e deve prendersi nell’adattare l’opera di partenza (anche con scelte di cast, per alcuni, estreme); ciò su cui occorre riflettere è il motivo di quelle scelte.

Quando un autore come Nolan decide di fare un film di questa portata, il cast deve essere scelto con criterio; anche e soprattutto guardando al passato dei vari attori. Perché gli attori hanno un volto e un posto nell’immaginario collettivo. Grandi ruoli del passato possono influenzare ruoli futuri. È il caso, sicuramente, di Matt Damon. L’Ulisse di questa Odissea ha un volto riconoscibile, con una sua storia attoriale che gli ha permesso di ottenere la parte. Perché Matt Damon è stato un eroe disperso che doveva tornare a casa. È stato un soldato da riportare in patria o un astronauta capace di mentire pur di rimettere piede sulla Terra. Scopriamo allora i 5 ruoli che hanno permesso a Damon di interpretare l’eroe dal multiforme ingegno.

Salvate il Soldato Ryan (1998) – Steven Spielberg

Era il 1998 quando Spielberg ci regalò uno dei suoi capolavori di fine millennio. Salvate il Soldato Ryan è, checché se ne dica, uno dei vertici del regista e un punto di non ritorno per la sua visione artistica. È un film fratello di Schindler’s List, non solo per il periodo storico di ambientazione, ma anche e soprattutto per l’ideale sottostante. In questo impianto subentra Matt Damon, il soldato da salvare. Colui che deve essere riportato a casa, costi quel che costi.

Era un Matt Damon giovane, che però comunque si era fatto conoscere grazie alle interpretazioni in Will Hunting e L’Uomo della Pioggia. Il ritorno da una madre che aveva perso tutti i figli non era solo un ordine, ma un dovere morale. Spielberg è il primo che ha fatto tornare a casa Matt Damon.

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Interstellar (2014) – Christopher Nolan

Sedici anni dopo il ritorno in patria, abbiamo il ritorno sulla Terra. La prima collaborazione tra Damon e Nolan risale al 2014, anno di uscita di uno dei film più famosi del regista, Interstellar. Ogni sua pellicola, a ben vedere, è un ritorno a casa. Che sia fisico o spirituale, tutti i suoi protagonisti partono per poi ritornare. Odissea non è altro che un inevitabile punto di arrivo, che non è altro che un ritorno alla radice originaria. Interstellar non fa eccezione: tra i vari ritorni, c’è anche quello del personaggio di Matt Damon.

Il dottor Mann, uno dei primi astronauti partiti per scoprire nuovi mondi abitabili, era consapevole che, in caso di fallimento, non sarebbe più potuto tornare sul pianeta natale. Ma Mann non riesce a convivere con questa idea, e invia un segnale falso per essere recuperato. Il suo è un ritorno a casa così desiderato da oltrepassare qualsiasi barriera etica.

The Martian (2015) – Ridley Scott

Non sembra una coincidenza che nel giro di due anni Matt Damon abbia interpretato un personaggio perso nello spazio e che deve essere salvato. Nel 2015 esce nelle sale The Martian, uno dei migliori film di Ridley Scott. In questa pellicola Damon interpreta l’astronauta Mark Watney, che viene lasciato su Marte perché ritenuto morto a seguito di una missione non riuscita. Gli altri membri dell’equipaggio scopriranno solo successivamente l’errore: Watney era ancora vivo e sta sopravvivendo con tutte le sue forze, in attesa di una missione di salvataggio.

Una delle vette del cinema di Scott e una delle vette interpretative di Damon. Come per Interstellar e come per Salbate il Soldato Ryan, anche qui assistiamo ad una missione di recupero, non ad un ritorno autonomo. Ma in The Martian siamo di fronte all’ingegno di un protagonista portato all’estremo per istinto di sopravvivenza; e cos’è Ulisse se non l’uom dal multiforme ingegno?

The Bourne Identity (2002) – Doug Liman

Può sembrare strano trovare questa pellicola tra quelle ispiratrici per Nolan, ma in realtà è il regista stesso che l’ha citata in un’intervista. Stephen Colbert, nel suo show, citando i membri del cast di Odissea e facendo notare come tutti, o quasi, avessero preso parte a film supereroistici (Tom Holland come Spiderman, Anne Hathaway come Catwoman o Robert Pattinson come Batman); viene interrotto da Nolan stesso che dice, testualmente, “abbiamo Jason Bourne“. Perché il personaggio del film di Liman è così importante?

Il personaggio di Bourne è un personaggio alla ricerca della propria identità. Si risveglia, senza sapere nulla di se stesso. Chi é Jason Bourne? Nessuno – come Ulisse. La storia dell’Odissea è, tra le altre cose, la storia delle molteplici identità che assume il suo protagonista, che utilizza il sopraccitato ingegno per sfuggire dalle situazioni più pericolose. Jason Bourne, alla ricerca di sé, non è altro che uno dei molteplici volti di Ulisse, che ritrova la sua identità solo alla fine, una volta tornato a casa, perché viene riconosciuto come re di Itaca.

The Departed (2006) – Martin Scorsese

The Departed è una delle vette dello Scorsese degli anni 2000. Un film che si basa sull’inganno, sulla menzogna – come molti film di Nolan – che ha nei suoi personaggi l’incarnazione del doppiogiochismo. Quello di Matt Damon, il poliziotto corrotto Colin Sullivan, è uno tra questi. È un film di doppi, di rispecchiamenti – tanto cari, di nuovo, a Nolan. Il Sullivan di Damon è il doppio del Costigan di Di Caprio (che è un poliziotto infiltrato nella malavita). Quale fonte migliore, dunque, se non un attore che abbia impersonato un personaggio che vive di menzogne?

Come Ulisse, che mente svariate volte, e per tutta la seconda parte dell’Odissea, dicendo di essere qualcun altro; così Sullivan riesce a sopravvivere. Un personaggio ambiguo, che però avrà una fine meno gloriosa rispetto a quella del re di Itaca.

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Alessandro Bombace
Alessandro Bombace
Appassionato di cinema e filosofia da sempre, quando scrivo guardo ad entrambi per portare analisi il più profonde e originali possibili. Il giochino dei 4 film preferiti? 2001, Persona, Wall-E e Lilo & Stitch

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