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Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg

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Venticinque anni fa usciva nelle sale Salvate il soldato Ryan, il film di Steven Spielberg che ha ridefinito per sempre il genere bellico. I primi 24 minuti descrivono alla perfezione la crudezza dello sbarco in Normandia, e sono un esempio palese di quello che ci si dovrebbe aspettare da una pellicola di questa portata. Dopo l’uscita nelle sale il 24 luglio 1998, la pellicola ha successivamente inaugurato poi la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Successivamente ha vinto su 11 candidature ben 5 premi oscar (miglior regia, fotografia, montaggio, sonoro e montaggio sonoro) venendo poi battuto dalle 7 statuette della pellicola avversaria, Shakesperare in Love, di John Madden, che ha conquistato quella per miglior film.

Salvate il soldato Ryan

Salvate il soldato Ryan: il cast

Protagonista assoluto un indimenticabile Tom Hanks nei panni di John Miller, il comandante del plotone incaricato di trovare e riportare a casa il soldato Ryan. Tom Sizemore è il Sergente Mike Horvath, un veterano combattente nel plotone di Miller. Edward Burns è il Soldato Richard Reiben, un altro membro del plotone impegnato nella pericolosa ricerca. Barry Pepper è il soldato Daniel Jackson, il migliore cecchino nel plotone di Miller. Adam Goldberg è Stanley Mellish, un altro membro del plotone di religione ebraica.

Vin Diesel è il caporale italoamericano Adrian Caparzo, sempre nel gruppo incaricato della ricerca. Giovanni Ribisi è Irwin Wade, il medico militare del gruppo. Jeremy Davies è il caporale Timothy Upham, che fa da interprete militare al plotone. Matt Damon è il soldato James Francis Ryan, il militare che deve essere riportato a casa a tutti i costi. Completano il cast Ted Danson (Capitano Fred Hamill), Bryan Cranston (Colonnello L.W. Pryce), Paul Giamatti (Sergente Hill) e Dennis Farina (Tenente Colonnello Walter Henderson), Harve Presnell (Generale George Marshall).

Salvate il soldato Ryan Vin Diesel

Salvate il soldato Ryan: trama e recensione

Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di soldati americani sono incaricati di trovare e riportare a casa il soldato James Francis Ryan, l’ultimo sopravvissuto di quattro fratelli militari. La storia inizia con un’intensa e realistica rappresentazione dello sbarco del D-Day in Normandia, durante il quale i soldati americani combattono con coraggio per abbattere e superare la barriera delle forze tedesche.

Dopo lo sbarco, viene rivelato che tre dei fratelli Ryan sono stati uccisi in azione in diversi teatri di guerra, e il Generale George Marshall ordina di trovare il quarto fratello, James, per riportarlo a casa. Il Capitano John Miller viene incaricato di guidare un plotone di otto uomini nella pericolosa missione di trovare Ryan, e riportarlo al sicuro.

Il plotone si avventura in territorio nemico, attraversando campi di battaglia devastati e incontrando situazioni di grande pericolo. Lungo il percorso, i soldati mostrano diverse personalità e sfaccettature, affrontando il trauma e l’orrore della guerra. L’obiettivo della missione deve essere portato a termine a qualsiasi costo e a qualsiasi sacrificio.

Salvate il soldato Ryan Barry Pepper

Il crudo realismo nelle scene di guerra in Salvate il soldato Ryan

Salvate il soldato Ryan offre una rappresentazione cruda e realistica degli orrori del conflitto. In particolare, la pellicola si concentra sulla missione di questo plotone dell’esercito degli Stati Uniti. Una missione costellata di pericoli e altrettanti sacrifici. Tutto questo per trovare e riportare a casa un soldato, l’ultimo sopravvissuto di quattro fratelli militari. Ciò, per alleviare anche la sofferenza di una madre, già provata da tre pesanti lutti.

Una delle caratteristiche distintive del film è il suo spaventoso e crudo realismo. Spielberg ha cercato di dare al pubblico un’esperienza di guerra intensa e viscerale, ricreando fedelmente le battaglie e il caos della Normandia durante lo sbarco del D-Day nel 1944. Le sequenze di combattimento sono esplicite e disturbanti, mostrando in ogni fotogramma la brutalità della guerra e il costo umano della violenza.

La scena dell’invasione iniziale è una delle sequenze più famose e intense della storia del cinema. Il regista utilizza una regia serrata e un montaggio frenetico per far immergere gli spettatori nell’orrore della battaglia, con proiettili che schizzano insieme ai cervelli, esplosioni e soldati che perdono la vita in ogni istante.

Nonostante la predominanza delle scene di battaglia, il film riesce anche a sviluppare in modo significativo i personaggi principali. Tom Hanks offre una performance eccezionale nel ruolo del Capitano Miller, un comandante tormentato dai tremori della mano e nostalgico dei ricordi anteriori al conflitto. Ma anche un uomo che deve prendere decisioni difficili durante la missione. Gli altri soldati del plotone, sono delineati ognuno con il proprio background e una propria personalità, non sempre pacifica.

Il valore della vita umana e l’etica della guerra sono al centro di questa dolorosissima narrazione bellica. La missione per salvare Ryan solleva interrogativi sulla giustizia di sacrificare la vita di otto uomini per salvare uno solo. Questo tema è enfatizzato nella scena finale, in cui un anziano Ryan visita la tomba del capitano Miller, chiedendosi se abbia vissuto una vita degna del sacrificio dei soldati. Il Meritatelo che risuona nella sua testa, è il monito che deve attraversare tutte le nostre vite, nel bene e nel male.

Tom Hanks Salvate il soldato Ryan

Curiosità

Per il ruolo di James Francis Ryan era stato considerato Edward Norton, ma non era disponibile perchè impegnato nelle riprese di American History X. Così fu scelto Matt Damon, che all’epoca non era ancora famoso. Infatti aveva preso parte ad un piccolo ruolo nel film Il coraggio della verità, diretto da Edward Zwick con Denzel Washington e Meg Ryan.

Dopo la vittoria dell’oscar per la miglior sceneggiatura con Will Hunting genio ribelle, le sue quotazioni erano cresciute vertiginosamente. Damon insieme a Ben Affleck aveva scritto il copione che avrebbe fruttato la statuetta ad entrambi, insieme a Robin Williams come migliore attore non protagonista.

Tom Hanks, insieme agli altri componenti della sua squadra, affrontò un duro addestramento con il veterano dei marines, Dale Dye, che ha anche una piccola parte nella pellicola. Mentre Matt Damon non fu incluso in questo percorso, e questo contribuì ad accentuare il non tanto celato risentimento fra lui e gli altri membri del cast impegnati nelle riprese.

Qualche mese dopo alla sua uscita nelle sale, arrivò un’altra pellicola ambientata sempre nello stesso periodo ma in un diverso scenario, quello di Guadalcanal. Il film è La sottile linea rossa di Terrence Malick dove l’intenso lirismo poetico si contrapponeva al feroce realismo della pellicola spielberghiana.

Matt Damon

Conclusioni

Spielberg dimostra la sua maestria nella regia con l’uso delle tecniche cinematografiche. Dopo aver affrontato il tema della Shoah con Schindler’s List, il regista sceglie ancora una volta la seconda guerra mondiale come teatro del suo racconto prima di tutto umano. Perchè le dinamiche fra gli uomini, i loro dubbi e il dilemma da tragedia che si trovano di fronte rende tutto più spettacolare.

Salvate il soldato Ryan utilizza diverse e ampie inquadrature per catturare la grandezza delle battaglie. La desaturazione delle stesse immagini rende al meglio i primi piani intensi dei suoi personaggi per mostrarne le emozioni. La colonna sonora, composta da John Williams, contribuisce a creare un’atmosfera potente e coinvolgente, con dei temi veramente struggenti come Omah Beach e Hymn to Fallen.

La pellicola è diventata un punto di riferimento per i vari film di guerra che Hollywood ha iniziato a riprodurre da quel momento in poi, ispirando altre opere cinematografiche simili. La sua influenza può essere notata nelle varie produzioni future, e negli anni a seguire. In virtù di questo, Salvate il soldato Ryan è diventato un’autentica e indissolubile pietra miliare nel genere bellico.

Il trailer

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Salvate il soldato Ryan al suo arrivo nelle sale, ha impressionato il pubblico di tutto il mondo con il suo incredibile realismo dei suoi primi 24 minuti di orrore, sangue e violenza attraverso lo sbarco in Normandia. Con questo kolossal, vincitore di 5 premi Oscar, Steven Spielberg ha ridefinito e rilanciato il genere bellico a Hollywood.
Francesco Maggiore
Francesco Maggiore
Cinefilo, sognatore e al tempo stesso pragmatico, ironico e poliedrico verso la settima arte, ma non debordante. Insofferente, ma comunque attento e resistente alla serialità imperante, e avulso dai filtri dall'allineamento critico generale. Il cinema arthouse è la mia religione, ma non la mia prigione.

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