Nelle sale dal 16 luglio col suo nuovo colossal, Odissea, Christopher Nolan è uno degli autori più importanti della contemporaneità cinematografica. Assieme a pochi altri è riuscito ad esprimere un nuovo modo di fare cinema, capace di imporsi e di essere da esempio (molte volte mal seguito) per moltissimi altri registi. Nolan è un regista ossessionato dal tempo, dal doppio e dalla verità. Il suo stile, la sua messa in scena e le sue sceneggiature sono riconoscibilissime, anche e soprattutto per la loro complessità.
Il regista britannico sin dal suo esordio, Following, gioca con le linee temporali e col montaggio, proponendo una narrazione molto spesso su piani diversi. Sta allo spettatore ricostruire il puzzle finale. Ma il quadro completo, una volta avuta la visione d’insieme, è un’epifania. Un prestigio, per citare uno dei suoi capolavori. Scopriamo insieme, brevemente, i 5 film più complessi di Christopher Nolan, che magari necessitano di più di una visione per essere compresi al meglio.

5. The Prestige
Forse The Prestige è il vertice di tutta la carriera di Nolan; ma questa non è la classifica dei suoi film migliori, bensì di quelli più complessi. Si inizia con The Prestige perché si colloca a metà strada tra la linearità della saga di Batman e le estremizzazioni che vedremo più avanti. La difficoltà del seguire The Prestige sta nella narrazione, che alterna flashback, racconti dentro racconti e ricordi (o falsi ricordi). È un film labirintico, che non poteva essere altrimenti per la natura stessa della storia che racconta: due maghi in eterno conflitto tra loro che cercano di scoprire i rispettivi segreti. Una gara fatta di inganni e di illusioni. La visione, per lo spettatore, doveva essere altrettanto ingannevole e illusoria.

4. Memento
Memento è il secondo film di Christopher Nolan, ed è già uno sfoggio di clamorose abilità di messa in scena e di scrittura. Un neo-noir in cui lo spettatore dovrà unire tutti i puntini per risolvere un caso che, però, è tutto nella mente del protagonista. Memento è, per la vulgata, il film “montato al contrario”. È sicuramente spiazzante, ad una prima visione, assistere a questa insolita scelta narrativa; ma è l’unica possibile per raccontare quel tipo di storia. Ci sono due linee narrative nel film: una scorre in avanti, l’altra indietro. Una volta compreso questo, la visione scorrerà liscia e porterà ad uno dei finali più sconvolgenti del nuovo millennio. Un capolavoro.

3. Interstellar
Interstellar è, al di la della saga di Batman, forse il film più famoso della carriera di Nolan. Complice la colonna sonora di Hans Zimmer diventata iconica; complice un lato emotivo quasi inedito per le pellicole del regista britannico, che in questo specifico caso calca la mano sull’universalità del sentimento amoroso (tra un padre e una figlia); Interstellar è un cult. Ma Interstellar è anche un film altamente anti-intuitivo, proprio come il tema scientifico di cui tratta, la teoria della relatività. Lo spettatore si troverà davanti a distorsioni dello spazio tempo, buchi neri, wormhole e altri concetti squisitamente fisici di fronte ai quali si sentirà inizialmente spaesato.

2. Inception
Inception è il primo grande successo di un’opera originale di Nolan – senza contare, dunque, il miliardo di incasso del suo film precedente, Il Cavaliere Oscuro. Più di 800 milioni di incasso e svariati riconoscimenti anche ai premi Oscar hanno reso Inception un cult contemporaneo. Questo nonostante la sua effettiva complessità. Inception è un film composto come un insieme di scatole cinesi, e ad una prima visione può sicuramente spaesare. Spesso ci troveremo di fronte a sogni dentro altri sogni, per un vorticoso labirinto (come il macchinoso piano dei protagonisti per l’innesto di un’idea) da cui è difficile uscire. Destrutturazione massima del noir prima di Tenet.

1. Tenet
Tenet è il film più complesso di Nolan, e per questo forse anche ingiustamente denigrato. La storia produttiva e distributiva di Tenet non è di quelle più felici: uscito in tutto il mondo in periodo pandemico, non ebbe il successo sperato – nonostante Nolan fosse un nome dall’incasso quasi sempre garantito – forse proprio per la sua natura altamente respingente. Il grande pubblico cercava, forse, più leggerezza. La difficoltà di Tenet sta sicuramente nell’anti intuitività delle sue scene, che scorrono all’indietro. Non è Memento, che parte del film è semplicemente montata al rovescio; ma proprio ciò che accade a schermo segue la linea del tempo invertita (il concetto fisico cardine del film è l’entropia e la possibilità di invertirla).
Tutto questo restituisce una sensazione di straniamento allo spettatore, che deve fare i conti ben presto con l’estremizzazione della non linearità. Tenet rimane un film altamente teorico ed è un pezzo importante della carriera di Nolan, ma è sicuramente quello più difficile da seguire, anche per la glacialità del plot, che non lascia spazio nemmeno ad una possibile empatia verso i suoi personaggi.

