lunedì, 20 Settembre, 2021

Maschile Singolare – la Recensione del Film su Prime Video

Maschile Singolare la recensione del film di Alessandro Guida disponibile su Amazon Prime Video

Approdato da poco su Prime Video, Maschile singolare è l’opera prima del duo dei registi Alessandro Guida e Matteo Pilati, una delicata commedia sull’emancipazione amorosa.

Maschile Singolare trama

Antonio (Giancarlo Commare) sta insieme al marito Lorenzo (Claudio Calderone) da dodici anni, e da questo è completamente dipendente da un punto di vista economico. Passa le giornate tra la casa e la palestra, annoiato e avendo perso di vista sé stesso. Quando il marito lo lascia, per Antonio all’inizio è una tragedia. Ma poi, grazie al nuovo coinquilino Denis (Eduardo Valdarnini), e al lavoro in una panetteria, riesce finalmente a trovare se stesso e a capire il valore della solitudine.

Maschile Singolare

“Mascarpone fatto in casa è bono pure da mangiari solu”. Così Antonio dice alla sua nuova fiamma Thomas quando parla del tiramisù, che va fatto rigorosamente con mascarpone fatto in casa. Ed è questa la lezione che Antonio, dopo diverse perdite, ha appreso. Lui da solo è più che sufficiente. Per le commedie, in particolar modo quelle romantiche, questo è un tema nuovo, affrontato solo negli ultimi anni, di solito da film che parodizzano il classico canovaccio delle rom com (Non è romantico? per esempio), e sicuramente è la prima volta che lo si vede proiettato su un personaggio maschile e gay. Dall’ideale massimo delle rom com dei primi anni duemila di trovare un’anima gemella, ora la generazione dei millenial, e ancora di più la generazione z, hanno come massimo obiettivo quello di trovare se stessi, il proprio posto nel mondo, affrontando così insicurezze, fragilità e i propri lati oscuri. Sempre più serie tv e film si concentrano infatti sull’aspetto dell’amicizia più che dall’amore romantico, e soprattutto sulla felicità intrinseca dell’essere se stessi (come accade per esempio in Special, che si è concluso da poco con la seconda stagione).

Maschile Singolare

Maschile Singolare recensione del film

Maschile singolare fin dal titolo proietta la sua tesi, e lo fa con uno stile garbato ma realistico, senza timore di censurarsi per assecondare idee eteronormative della vita di un attraente uomo gay sulla trentina single nella capitale. Questo vuol dire tanto sesso casuale, tra conoscenti e soprattutto sulle app di incontri. Anche in questo, ribalta il classico schema della donna forte e indipendente di tante commedie romantiche: per arrivare a essere forte e indipendente Antonio non ha bisogno di rinunciare al sesso o alla compagnia maschile. Per il suo benessere invece, il sesso occasionale è visto in modo estremamente positivo, non solo senza vergogna ma anche come liberatorio.

E il suo percorso da casalingo senza prospettive a pasticcere emancipato è comunque un percorso pieno di ostacoli, ostacoli che da un punto di vista narrativo arrivano inaspettati ma necessari. All’uscita di scena del suo mentore, Antonio infine sa che veramente, deve imparare a reggersi sulle sue proprie gambe. Antonio è interpretato da Giancarlo Commare, che già nel teen drama Skam Italia, versione italiana del popolarissimo franchise di origine norvegese, aveva dimostrato il suo valore, pur in un ruolo diametralmente opposto a quello di Antonio. Commare si dimostra bravo a ritrarre il cucciolo spaurito che è Antonio all’inizio del film, e la sua interpretazione regge bene tutte le evoluzioni del personaggio. Tutti gli attori sono azzeccati, da Michela Giraud nei panni della migliore amica Cristina, e soprattutto Eduardo Valdarnini nel ruolo di Dennis, personaggio sopra le righe e catalizzatore di gran parte del film.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

Una commedia italiana garbata, ma realistica, sulla fine di un amore e l’inizio di una vita, interpretata sentitamente da Giancarlo Commare, conosciuto per il ruolo di Edoardo in Skam Italia, e con divertenti personaggi di contorno.
Marianna Cortese
Attualmente laureanda in Lettere Moderne, ho sempre avuto un appetito eclettico nei confronti del cinema, fin da quando da bambina divoravo il Dizionario del Mereghetti. Da allora ho voluto combinare cinema e scrittura nei modi più diversi e ho trangugiato di tutto: da Kim Ki-Duk a Noah Baumbach, da Pedro Almodovar a Alberto Lattuada. E non sono ancora sazia.

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