Killer Joe (2011) è un film del compianto maestro William Friedkin (L’Esorcista, Il Salario della Paura) che è venuto purtroppo a mancare nel 2023. Si tratta del suo ultimo film cinematografico, ma non il suo ultimo in generale. Perché l’anno in cui morì uscì L’ammutinamento del Caine direttamente per la piattaforma Paramount +. Era il 2011 quando il maestro portò alla Mostra del Cinema di Venezia Killer Joe, e dopo aver riscritto le regole di numerosi generi con L’Esorcista, Cruising e Il Braccio Violento della Legge… all’improvviso Friedkin tirò fuori dal nulla un thriller pulp unico nel suo genere.
Le peculiarità di questo film sono molteplici, ma la più affascinante è quella che riguarda la pre-produzione. Nello specifico il soggetto e la fonte da cui prende spunto la pellicola. Friedkin decide di affiancarsi al premio Pulitzer Tracy Letz. Il drammaturgo adatta la sua stessa opera teatrale e scrive la sceneggiatura di questo pulp davvero stravagante. Dopo aver visto il film e saputo che la fonte proviene dal teatro, viene sicuramente voglia di scoprire com’è messa in scena l’opera di base. C’è da dire che solo Friedkin poteva portare in scena in un film quest’opera fuori di testa. E con Letz aveva già collaborato per Bug – la paranoia è contagiosa.
Il film non è originale soltanto nel plot, ma anche nel cast che riunisce. Nel 2011, in un film del genere, tutti ti potevi aspettare meno che gli attori proposti per i ruoli richiesti. Nel 2011 stava prendendo piede il rinascimento della carriera di Matthew McConaughey. E qui è chiamato a uno dei ruoli meno conosciuti, ma che di sicuro lo ha fatto vedere di buon occhio dalla critica, da quel momento in poi. E da lì sono partiti numerosi progetti più seri, autoriali e per cui lo ricordiamo per il bravissimo attore che è. Non soltanto per le commedie che lo hanno lanciato.

Killer Joe – Trama
Dallas. Chris (Emile Hirsch), in piena notte, bussa alla porta della roulotte malandata dove abitua suo padre Ansel (Thomas Haden Church). Gli apre la sua matrigna, Sharla (Gina Gershon), nuda dalla vita in giù e sboccata come un camionista. I due appena si vedono litigano e svegliano il padre di famiglia. Chris dice che si vuole rintanare da suo padre perché ha perso una partita di cocaina del suo capo, Digger Soames (Marc Macaulay). Ora i suoi uomini lo cacciano finché non trova il modo di risarcirlo. Allora Chris propone un folle piano al padre per avere una buona entrata di denaro subito e “senza rischi”.
A quanto pare la madre di Chris ed ex moglie di Ansel, Adele (Julia Adams), ha stipulato una polizza sulla vita remunerativa e ha intestato come beneficiario la giovane e ingenua Dottie (Juno Temple). Dottie è la sorellina di Chris, dolce e unico faro di speranza in una famiglia scombinata. Il piano di Chris è quello di far uccidere la madre da un professionista per intascare i soldi del premio. Viene a sapere che il migliore nell’ambito è un certo Killer Joe (Matthew McConaughey) e intendono pagarlo dandogli una parte dei soldi dell’assicurazione, una volta uccisa sua madre. Il padre è d’accordo col folle piano del figlio.
Killer Joe è un detective di Dallas che arrotonda come killer a pagamento. Si presenta per l’appuntamento con Chris alla roulotte, ma lui e il padre non ci sono. C’è solo Dottie che accoglie dolcemente il killer. I due hanno una dolce e allo stesso tempo inquietante conversazione, poi Joe viene chiamato da Chris. L’incontro non va come sperato perché il detective vuole esser pagato in anticipo. La famiglia non ha soldi per pagarlo e non sono affidabili agli occhi di Joe, che però si ferma e decide di proseguire col piano, a una condizione. Che ottenga come caparra la dolce Dottie, finché non otterrà i soldi. La famiglia acconsente malvolentieri, perché tanto il piano “pare ben strutturato”. Ma gli imprevisti sono all’ordine del giorno e il rischio che Joe possa tenersi per sempre Dottie è bello alto.

Killer Joe – Cast
Il film vede come attrattiva principale il personaggio che dà il titolo alla pellicola, ovvero il Killer Joe di Matthew McConaughey. Joe è affascinante e folle, e tutto questo traspare dai primi momenti, nonostante la sua estrema calma e “compostezza”. Con questo look da cowboy moderno e il fatto che faccia il killer a pagamento, risulta comunque il più “ordinario” tra i personaggi del film. Riesce a portare qualunque conversazione a un livello macabro e tetro con naturalezza. Forse un’ottima palestra d’allenamento prima di portare in scena l’iconico Rust Cole in True Detective. Joe è sicuramente uno dei ruoli migliori dell’attore, e che andrebbe ricordato di più tra gli appassionati.
Emile Hirsch è Chris, ovvero un giovane spacciatore che cerca di sperare sempre in un cambiamento. Sogna di gestire una fattoria e di andarsene, e ci tiene tanto a sua sorella. Purtroppo però ha ereditato dal padre Ansel l’esser vittima degli eventi. Emile Hirsh nel 2007 era stato protagonista del film cult Into The Wild, di Sean Penn. Qui in ruolo del tutto all’opposto del ruolo che lo ha reso famoso. E sicuramente ora si può dire che Hirsch non ha avuto la carriera che ci si aspettava dopo il film di Penn, ma non si può negare la bravura dell’attore. il padre di Chris, Ansel, è interpretato da Thomas Haden Church (Spiderman 3) che nei primi anni 2000 era stato candidato all’Oscar per Sideways.
La compagna di Ansel, la sboccata e sensuale Sharla, è interpretata da Gina Gershon (Face/Off, Rifkin’s Festival). La giovane e ingenua Dottie è interpretata da Juno Temple (The Offer) che è perfetta nel ruolo. È capace di dire cose davvero strane nel modo più dolce possibile. In mezzo a un film dove forse il migliore (moralmente parlando) dei personaggi ha la rogna, la Temple risulta la persona che qualunque spettatore vorrebbe proteggere durante la visione. Eppure il disagio è forte perché è lei l’oggetto del contendere tra le parti del film. Di sicuro la prova attoriale migliore dell’attrice è stata nella quinta stagione di Fargo, ma qui già dimostrava di essere una grande attrice.

Killer Joe – Recensione
Killer Joe è una pellicola folle e dal tono peculiare. Si potrebbe dire “da studiare”. In effetti è scritto da un premio Pulitzer, eppure questi approdi di grandi scrittori e drammaturghi nel cinema non sono sempre positivi o folgoranti. Vedasi McCarthy in The Counselor di Ridley Scott. Eppure qui si riesce a ottenere un tono grottesco/comico, ma allo stesso tempo macabro e volgare. I dialoghi sono scritti in punta di penna e la regia di Friedkin risulta cruda e onesta. Evita gli orpelli e virtuosismi e pone l’attenzione sulle conversazioni surreali che avvengono in situazioni ben costruite.
Il film riesce davvero a far venire un sorriso incredulo allo spettatore per ciò che accade, per i dialoghi assurdi e soprattutto per le scene che vengono a crearsi man mano. L’apice è tutto il terzo atto che è un delirio, non ci sono mezzi termini. La struttura teatrale è palpabile in certi momenti, ma Friedkin è talmente bravo a rendere tutto asciutto e dai ritmi cinematografici che neanche la si immagina la messa in scena a teatro. Non si sa per chi tifare in questa famiglia di “redneck”, e infatti non parrebbe neanche strano prendere le parti di Joe… in quanto persona che esegue un servizio e pretende un pagamento. Eppure fra tutti risulta il più malato a un certo punto, in mezzo a personaggi che vendono la propria figlia e che vogliono far uccidere la loro stessa madre.
Killer Joe dura davvero poco e tiene fede al genere a cui appartiene, ovvero il pulp. Ci sono dialoghi davvero gretti e perfetti nei tempi comici, e tutto ruota attorno a un plot semplice ed efficace. Eppure ciò che interessa di più sono le ripercussioni del piano concordato e soprattutto la relazione che viene a formarsi tra i personaggi. Il film riesce a bilanciare scene con dialoghi dolci a sequenze disturbanti ed esilaranti allo stesso tempo. Soltanto un maestro come Friedkin poteva bilanciare tutto questo e confezionare un grande e semplice film come questo. E se abbiamo potuto godere di ruoli iconici di McConaughey come in The Gentleman, Interstellar e The Wolf of Wall Street, è soprattutto merito di Friedkin.

Conclusioni
Killer Joe è un film apparentemente semplice che rimane impresso nella testa dello spettatore. Difficile dimenticarsi del film, soprattutto del climax che porta al delirante finale. La pellicola risulta un affresco grottesco di personaggi talmente bisognosi di soldi che sarebbero disposti a far uccidere persino i propri familiari. I soldi in ballo non sono neanche tanti, eppure la catarsi che si crea è esplosiva, assurda e purtroppo inevitabile, per via dei personaggi coinvolti. Il ritmo è ben sostenuto per tutta la durata breve, ma giusta, del film.
Di sicuro, in retrospettiva, è interessante capire dov’è nato il rinascimento di McConaughey e com’è l’ultimo film di Friedkin. Un attore che è riuscito a dare un taglio a determinati ruoli e a uscire dalla comfort zone. Ed è quello che richiede il film, di uscire dalla propria zona di comfort. Perché qualunque siano i vostri gusti, è difficile vedere un film come questo. Nel bene e nel male. Il terzo atto potrebbe disgustare alcuni e far desistere, ma Killer Joe merita la vostra attenzione come poche altre pellicole.

