Face/Off – Nic Cage e Travolta ballano in sincro su note di pallottole

Parlare di Face/Off – Due Facce di un Assassino (1997) di John Woo, oggi, può sembrare strano. Forse però soltanto un film come questo può toccare determinati tasti nel cuore degli spettatori, e generare una musica lieve, dolce, e col giusto livello di tamarraggine. Perché un buon strumento può generare diversi suoni e se è lo stesso artista che ti fa provare emozioni contrastanti allora si può restare destabilizzati, ma non indifferenti.

Gli ottimi dialoghi possono essere accompagnati da una recitazione che dire sopra le righe è dir poco? L’incredibile colonna sonora di John Powell può essere anche associata a cori angelici guidati da un Nicolas Cage che balla e urla con gli occhi spiritati? E soprattutto, può il volo di una colomba, simbolo di pace, precedere un John Travolta che si mette nella posizione di Gesù prima di far partire una sparatoria? Possono sembrare domande assurde, e il termine “assurdo” è calzante per il film in questione… ma il film solleva questi interrogativi e risponde suonando una musica tutta sua.

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Perché parlare di John Woo adesso? Perché con le ondate di prodotti orientali che sono arrivate negli ultimi anni, è giusto anche riscoprire certi registi orientali che hanno fatto la storia in occidente ben prima del tempo. Un altro da riscoprire soprattutto per alcune tematiche sarebbe Ang Lee, ma oggi non si parla di John Woo soltanto perché orientale… nello specifico Hongkonghese. Parliamo di lui perché è un regista action unico nel suo genere e che in occidente, a fine anni ’90, ha portato un po’ di quella follia che ha accompagnato tutta la sua carriera.

Face/Off – Trama

Sean Archer (John Travolta) è un agente dell’FBI che da sei anni dà la caccia a un famigerato terrorista, Castor Troy (Nicolas Cage). Troy è responsabile della morte del piccolo Michael, figlio di Archer, in un malriuscito tentativo di sbarazzarsi dell’agente. Castor si accompagna sempre con i soliti volti fedeli, tra cui suo fratello Pollux (Alessandro Nivola), suo braccio destro nonostante l’elevata ingenuità. Un giorno, con l’aiuto appunto di Pollux, il terrorista installa una bomba batteriologica nel Centro Congressi di Los Angeles. Durante la fuga dalla città però, l’aereo dei fratelli viene intercettato dalla squadra di Archer e, dopo una sparatoria, Castor cade vittima di un duro colpo e finisce in coma.

Negli effetti del terrorista, si scopre un floppy disk nel quale vi sono i progetti della bomba, ma non la sua ubicazione. Sean tenta di estorcere informazioni dai membri della banda di Troy, anche con la forza, ma senza successo. I suoi superiori gli riferiscono che l’unico che parlerebbe è Pollux, ma lo farebbe soltanto con suo fratello. Allora Sean viene portato in un centro specialistico in cui gli viene rivelato che grazie a un “rivoluzionario sistema chirurgico all’avanguardia”, si possono assumere le sembianze di Castor Troy. Con vari cambiamenti estetici, Sean dovrebbe indossare la faccia di Castor e andare in prigione per parlare con Pollux.

Archer è decisamente riluttante a un’idea simile, ma è l’unica persona che conosce Castor Troy così bene e non c’è molto tempo che resta per fermare la bomba. Il dramma è che la missione è top secret quindi non può dire nulla ai colleghi, al personale del carcere e soprattutto alla sua famiglia. La situazione in casa Archer non è tra le più rosee. Il rapporto con la moglie Eve (Joan Allen) è alquanto freddo e privo di passione dopo la morte del figlio e la continua ossessione nel braccare Castor. Sua figlia, Jamie (Dominique Swain), è ribelle e scontrosa verso i genitori e chiaramente diretta verso una cattiva strada.

Sean tentenna, ma alla fine si sottopone all’operazione entrando in carcere come detenuto sotto le sembianze di Castor Troy. La cosa che non sa Archer però, una volta dentro, è che una notte Castor si è svegliato, senza faccia, e trama una vendetta sadica nei confronti del suo cacciatore. E con la faccia di Sean a disposizione, e soprattutto una mente contorta come la sua, il piano di Troy prende forma. Si crea un conflitto a facce invertite, dove l’uno prenderà la vita dell’altro in una guerra di pallottole e sotterfugi senza precedenti.

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Face/Off – Cast

Face/Off si può dire che sia un film a due colonne che si scambiano di posto, e il palazzo regge lo stesso. John Travolta e Nicolas Cage sono i due protagonisti indiscussi del film, ma anche il resto del cast è adatto al ruolo. La moglie di Archer interpretata da Joan Allen è giusta nella parte. Traspare la freddezza nei confronti del marito, ma anche una voglia di riacquisire quel rapporto perduto… che purtroppo riacquisirà attraverso i modi del brutale Castor. Alessandro Nivola è Pollux, il fratellino di Troy. Un uomo debole, mentalmente parlando. Si nota l’inferiorità di carisma col fratello, ma tra i due c’è un bel rapporto. Cosa che non si può dire col resto della banda, fedeli, ma che usa più come utensili usa e getta che come soci.

Nick Cassavetes, regista di Le Pagine della Nostra Vita e La Custode di mia Sorella, fa la parte di uno sgherro fedelissimo di Castor, Hassler. Sua sorella, Sasha (Gina Gershon) è stata l’amante del terrorista per anni e avrà un ruolo importantissimo nella seconda parte di film. Il film è costellato di caratteristi importanti per quegli anni, tra cui il capo di Sean, Victor Lazarro, interpretato da Harve Presnell. Attore che magari potreste ricordare come suocero ricco imprenditore del protagonista in Fargo dei Fratelli Coen.

Nicolas Cage e John Travolta sono chiamati a un ruolo difficile, scambiarsi i ruoli da metà film in poi. Travolta dovrà portare in scena sia l’austero e fedele alle regole Sean Archer, che il pazzo Castor Troy, tutto con la medesima faccia. Cage anche dovrà fare lo stesso. Nella prima parte sarà fedele al suo personaggio, il folle terrorista… nella seconda dovrà interpretare un poliziotto che combatte un conflitto interiore, e sarà palpabile agli occhi dello spettatore.

Face/Off – Recensione

Face/Off è un gioco divertentissimo. È anche un film, che intrattiene da morire, certo, ma per lo spettatore sarà un’esperienza ludica vedere i due attori protagonisti scambiarsi di ruolo continuamente. Lo spettatore assisterà a scambi di volto, di frasi deliranti e soprattutto pallottole. Perché Face/Off è intrattenimento puro, azione, intreccio, tutto tiene l’attenzione del pubblico alle stelle. John Woo mette in atto una regola hitchcockiana e la esagera a non finire. Tu sai qualcosa che gli altri personaggi non sanno, perciò la suspence è alle stelle. Tu sai chi c’è realmente dietro quel volto che vedi, perciò l’effetto di una scena che dovrebbe essere commovente o comica… ha esattamente l’effetto opposto.

John Woo è un regista unico e lo si può notare anche nel suo personalissimo tocco che ha apportato nella leggendaria saga di Mission Impossibile. Se vedete Mission Impossible II, si possono notare un sacco di richiami al suo cinema e soprattutto a questo film. Non è un caso che in quel film, Ethan Hunt si scambi continuamente il volto col cattivo e viceversa, con maschere all’avanguardia. Il tocco di Woo si vede anche nelle scene action, esagerate sì, ma quanto creative. E non usano tante varietà di armi. Le pistole diventano estensioni del braccio e modi per comunicare.

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Il tocco di Woo si percepisce molto anche nella recitazione. Il sopra le righe e l’assurdo regna sovrano e la recitazione dei due protagonisti può risultare esagerata. Soprattutto Cage nella prima parte della pellicola farà dire allo spettatore “sì, ma troppo”. E lo si potrebbe dire di tutto il film, inutile nascondersi dietro a un dito. Eppure tutto è giustificato. Cage deve essere esagerato perché quando Travolta indosserà il suo volto, e viceversa, tu devi sapere perfettamente chi è chi. Un’interpretazione manierista, ma usata ottimamente. In modo che Travolta possa prendere quei manierismi e usarli nella seconda parte.

Conclusioni

Face/Off è un film d’intrattenimento eccezionale, esagerato e lo si ama per questo. Per le sue imperfezioni, che ci sono. Le interpretazioni sono davvero sopra le righe e non si può non ridere davanti a certe scene. Ma è proprio l’effetto che vuole suscitare il film. Pieno di scene iconiche e scambi action incredibili, però, la prova del tempo si fa sentire. Perché l’uso degli stuntman in certe scene si vede davvero tanto, complice l’avanzare della tecnologia e della risoluzione. Questa cosa è accaduta anche al secondo capitolo di Matrix, per intenderci. La scena coi tanti Agenti Smith che attaccano Neo ora pare una manica di figuranti che attaccano il protagonista, e molti non assomigliano per niente a Hugo Weaving.

Qui accade lo stesso. Grandi esplosioni e due saltano, ma non sono per niente Travolta e Cage. Detto questo, Face/Off è un tipo d’intrattenimento che manca oggi. Mancano questi film action assurdi da gustarsi mentre si mangiano popcorn. E tornare a rimpiangere un passato difettoso non è mai un buon segno per il presente. Forse, ora, c’è bisogno di un tocco diverso a Hollywood. Come a fine anni ’90 si fecero sentire John Woo e Ang Lee, nel 2013 arrivò Bong Joon-ho con Snowpiercer a dire la propria. Poteva essere un’ottima occasione, ma fu fermata quella tendenza sul nascere.

Ora con l’invasione di prodotti coreani e nipponici che stiamo vivendo forse possiamo avere voci fresche che portano la loro personale follia in generi stagnanti. Però, se il tocco d’oriente deve passare per Mickey 17, forse meglio un film come Face/Off. Che sarà pure difettoso ed esagerato, ma quanto intrattenimento d’alto livello. Tamarro e caciarone, ma con tanto cuore e perizia.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

CONCLUSIONI

Face/Off del 1997 di John Woo è un film action d'intrattenimento con sfumature di fantascienza che generano un plot assurdo ma portato in scena con tanta perizia tecnica e cuore a volontà. Le interpretazioni di Nicolas Cage e John Travolta sono esagerate, sì, ma si fan ricordare. Il turbinio di pallottole e sequenze action lasceranno lo spettatore senza fiato.

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