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Jeanne Du Barry, il ritorno da protagonista di Johnny Depp

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Jeanne Du Barry è un biopic storico basato sulla vita dell’omonima cortigiana, che è stata l’ultima favorita del re di Francia Luigi XV. Il film è scritto e diretto da Maiwenn, qui alle prese con la regia del suo sesto lungometraggio.

Inizialmente annunciato come flop, il film si è rivelato meno deludente di quanto non fosse stato dipinto prima dell’uscita nei cinema, regalando una resurrezione cinematografica a Johnny Depp, al suo primo ruolo dopo Minamata (2021).

Jeanne Du Barry, la trama

Francia, seconda meta del diciottesimo secolo. La giovane Marie-Jeanne Bécu, una “ragazza del popolo”, figlia di una cuoca e di un monaco, vive nella casa di un funzionario parigino nella quale lavora sua madre.

Questi si prende a cuore l’educazione di Jeanne e la manda in convento. Quando tornerà a casa, quindicenne e bellissima, susciterà la gelosia della moglie del funzionario, che deciderà di mandarla via di casa.

Così seguirà il suo destino: diventerà l’amante di un conte che poi sposerà, trasformandosi nella contessa Jeanne Du Barry e conquistando la possibilità di accedere al palazzo di Versailles.

Da qui inizierà la sua scalata sociale, fino al cuore e al letto di Luigi XV. La vita a Versailles, però, si rivelerà difficile.

Maiwenn nei panni di Jeanne Du Barry

La scalata al potere di una donna del popolo

Questo film, incentrato sulla figura della giovane e passionale cortigiana Jeanne Du Barry, racconta la vita di una donna libera che deve trovarsi un posto nel mondo. E lo fa sfruttando sia la propria mente brillante che il proprio corpo attraente.

Frutto di una relazione proibita tra una donna di umili origini e un religioso, fin da subito Jeanne si mostra divergente rispetto alle donne del suo tempo e del suo contesto sociale: colta, curiosa di apprendere, viene incoraggiata a farlo da un uomo che si fa carico della sua educazione.

Poi si ritrova nella rigida realtà del convento, in cui una mente e un corpo liberi come i suoi sono destinati a non trovare spazio. Per lei, che non disdegna i piaceri della carne, il destino sarà quello di incappare in un uomo potente che le garantirà una vita agiata.

Lo stesso uomo che la incoraggerà, al pari di sua madre, a diventare l’amante di Luigi XV, acconsentendo a sposarla e garantendo ad entrambi uno status più elevato: all’epoca, infatti, solo le donne sposate potevano entrare a far parte della corte di Versailles.

Maiwenn in una scena del film

Donne potenti alla corte di Luigi XV

Ben presto, Jeanne si troverà nelle mani un potere più grande di quanto avesse mai immaginato: quello di essere la favorita, cioè una sorta di regina in pectore. D’altra parte, la vera regina, la religiosissima Maria Leszczyńska, non gode di particolare influenza politica e non ama stare sotto i riflettori.

La sua predecessora nel ruolo di favorita è niente di meno che la mitica Madame De Pompidou, una donna tanto in grado di sedurre il sovrano quanto di tessere relazioni internazionali in ambito politico.

La sua eredità è pesante, e Jeanne lo sa ma non se ne preoccupa più del necessario: la sua enorme vitalità, la sua sensualità e la sua innocenza saranno le armi vincenti che la terranno legata al re.

Oltre allo spirito libero e anticonformista che la contraddistinguono: tra le altre cose, sarà la prima donna a dare scandalo vestendo abiti maschili alla Corte di Versailles.

Maiwenn e Johnny Depp in una scena del film Jeanne Du Barry

La competizione tra donne

Maiwenn racconta bene la sottile competizione tra donne, che inizia dal momento in cui Jeanne Du Barry si avvia ad essere la favorita di Luigi XV: soprattutto con le figlie del re, che non la tollerano per via della sua impudenza.

Quando la regina Maria muore e il rapporto tra il sovrano e Jeanne può uscire alla luce del sole, crescerà l’intolleranza da parte delle figlie nei confronti della favorita.

Un nuovo conflitto si scatenerà con l’arrivo a corte della promessa sposa del Delfino, la giovanissima Marie Antoinette, che costituirà allo stesso tempo una minaccia e un’opportunità per Jeanne.

Se da una parte è destinata a offuscarla in qualità di futura regina, dall’altra è colei che può farla accettare al resto della corte, legittimandola. Cosa che Marie Antoinette, alla fine, deciderà di fare.

Jeanne, un’anima pura

Raccontando la storia di Jeanne, Maiwenn opera una scelta fondamentale: decide di non rappresentarla come una semplice arrampicatrice sociale a caccia del riscatto, ma come una donna spontanea, entusiasta. A modo suo, pura.

Il messaggio passa, sia attraverso il bel viso pulito e sorridente della stessa Maiwenn che per l’abbigliamento del quale si ammanta il suo personaggio: solo abiti bianchi, a simboleggiare la sua innocenza.

Anche quando fa il suo ingresso trionfale a braccetto del re in occasione della cena di nozze del Delfino con Marie Antoinette. “E’ un affronto”, commenterà la principessa Victoire.

I suoi vestiti si fanno scuri solo quando un grande lutto la colpisce da vicino e le toglie il sorriso: il suo dolore sarà terreno fertile per le cattiverie delle persone che le sono nemiche.

Nel film appare pura quanto l’amore che prova per il re: solo sul letto di morte, alla fine, gli dirà “Ti amo”, ma resterà fedelmente al suo capezzale (quasi) fino all’ultimo respiro.

Asia Argento nei panni di Jeanne Du Barry in Marie Antoinette di Sofia Coppola

Maiwenn e Jeanne Du Barry: differenze e somiglianze

Interrogata sul perché abbia deciso di raccontare la storia di Jeanne Du Barry, Maiwenn ha risposto: “Me ne sono innamorata quando ho visto Marie Antoinette di Sofia Coppola, che aveva affidato quel ruolo ad Asia Argento.

E da allora è diventata quasi un’ossessione per me. Mi pareva meritasse un film tutto per sé: per questo ho iniziato ad approfondire la sua vicenda e a scriverne la sceneggiatura”.

Viene lecito pensare che ad attirare tanto la regista sia anche una certa somiglianza della vicenda di Jeanne con un aspetto della sua biografia personale.

Le loro origini sono diversissime: se Jeanne era una figlia illegittima di estrazione popolare, la regista che ne racconta la storia è la figlia di una coppia di artisti, che ha esordito al cinema a soli 5 anni.

Tuttavia ci sono somiglianze per quanto concerne una relazione sentimentale. Come Jeanne, infatti, in giovanissima età – a soli 15 anni – Maiwenn avrà una storia con il regista Luc Besson, allora 29enne e conosciuto quando lei aveva 12 anni.

Si tratterà di una relazione importante che darà vita a una figlia, Shanna, e al film più famoso girato da Besson, Leon (1994), basato sulla loro relazione.

L’incanto si spezzerà non alla corte del Versailles ma sul set di un film, Il quinto elemento (1996), sul quale il regista conoscerà Milla Jovovich e perderà la testa per lei lasciando Maiwenn, all’epoca 20enne.

A Jeanne Du Barry spetterà una sorte meno beffarda: accanto al suo re resterà fino alla morte di lui, avvenuta nel 1774: a parte qualche amante passeggera, però, lui sarà e resterà sempre l’ultima favorita di Luigi XV.

Maiwenn in una scena del film

Jeanne Du Barry, il cast

La regista e protagonista del film, Maiwenn, è un’apprezzata attrice di cinema con una lunga carriera all’attivo: il suo primo film risale al 1981 ed è L’Année prochaine si tout va bien di Jean-Loup Hubert.

Oltre ai due film sopraccitati di Besson, nei primi anni Duemila Maiwenn ha preso parte a due film di Claude Lelouch: Le Genre humain, première partie: Les Parisiens (2004) e Le Courage d’aimer (2005). Ha preso parte da protagonista a tutti i film che ha diretto come regista.

Accanto a Maiwenn, nel ruolo del sovrano assoluto di Francia Luigi XV, c’è un interprete reduce da un periodo molto difficile: Johnny Depp. Protagonista di spiacevoli battaglie in tribunale con l’ex moglie Amber Heard, sta lentamente riprendendo in mano la propria vita e carriera.

Per lui questo è il ritorno al cinema dopo il ruolo del fotografo William Eugene Smith protagonista di Il caso Minamata (2021). Per lui, ormai, è passata l’epoca dei grandi kolossal hollywoodiani con imponenti budget. Se in passato ha optato per film commerciali come la saga dei Pirati dei Caraibi, oggi partecipa a progetti di entità più modesta.

Nei panni incipriati e imparruccati del re francese risulta credibile, e con la co-protagonista si percepisce una buona chimica. Tuttavia, per lui, i giorni da sex symbol sono tramontati: e forse non è un male.

Nei panni del Delfino di Francia, Luigi XVI, c’è il vero figlio di Maiwenn avuto con il secondo marito Jean-Yves Le Fur: Diego Le Fur, 19 anni, al suo esordio cinematografico.

Jeanne du Barry, una scena del film

Jeanne Du Barry, le considerazioni finali

Jeanne Du Barry è un film storicamente accurato che racconta la storia di una donna forse troppo moderna per i tempi in cui ha vissuto. Una donna che è stata nelle grazie di un grande sovrano francese fino alla sua morte e che spesso è stata dimenticata dagli storici.

A ridarle dignità, dopo Sofia Coppola con Marie Antoinette, è stata Maiwenn. La regista, che forse ci si è parzialmente identificata, le ha restituito dignità, luce e passione.

Sarebbe interessante assistere ai fatti che sono accaduti quando su Jeanne la-Favorita-del-Re si sono spenti i riflettori, senza sentirli raccontare da una voce narrante fuori campo. Sapere che cosa è rimasto della donna che era stata in grado di incantare Luigi XV.

Eppure, a volte, è bene far calare il silenzio su un grande dolore.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Jeanne Du Barry è un film storicamente accurato che racconta la storia di una donna forse troppo moderna per i tempi in cui ha vissuto. Una donna che è stata nelle grazie di un grande sovrano francese fino alla sua morte e che spesso è stata dimenticata dagli storici. A ridarle dignità, dopo Sofia Coppola con Marie Antoinette, è stata Maiwenn. La regista, che forse ci si è parzialmente identificata, le ha restituito dignità, luce e passione. Sarebbe interessante assistere ai fatti che sono accaduti quando su Jeanne la-Favorita-del-Re si sono spenti i riflettori, senza sentirli raccontare da una voce narrante fuori campo. Sapere che cosa è rimasto della donna che era stata in grado di incantare Luigi XV. Eppure, a volte, è bene far calare il silenzio su un grande dolore.
Giulia Bucelli
Giulia Bucelli
Lettrice e spettatrice onnivora, non crede nello snobismo. Tuttavia non fa mistero della sua passione per il cinema orientale, gli horror e Alfred Hitchcock. Non si perde nemmeno un film di Cronenberg e Lanthimos.

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Jeanne Du Barry è un film storicamente accurato che racconta la storia di una donna forse troppo moderna per i tempi in cui ha vissuto. Una donna che è stata nelle grazie di un grande sovrano francese fino alla sua morte e che spesso è stata dimenticata dagli storici. A ridarle dignità, dopo Sofia Coppola con Marie Antoinette, è stata Maiwenn. La regista, che forse ci si è parzialmente identificata, le ha restituito dignità, luce e passione. Sarebbe interessante assistere ai fatti che sono accaduti quando su Jeanne la-Favorita-del-Re si sono spenti i riflettori, senza sentirli raccontare da una voce narrante fuori campo. Sapere che cosa è rimasto della donna che era stata in grado di incantare Luigi XV. Eppure, a volte, è bene far calare il silenzio su un grande dolore.Jeanne Du Barry, il ritorno da protagonista di Johnny Depp