Quentin Tarantino è un regista che farà sempre discutere di sé e ne abbiamo parlato in passato. In questi ultimi tempi ne abbiamo parlato dopo l’uscita di The Whole Bloody Affair nei cinema, ovvero la versione in un unico film di Kill Bill. E negli ultimi anni sta tirando stoccate non indifferenti alla Hollywood contemporanea. Ma oggi bisogna parlare di un capitolo spesso trascurato quando si parla dell’iconico regista, ovvero di Jackie Brown (1997). Il terzo film del regista e rimasto un unicum nella filmografia del regista, almeno fin ora. Non sappiamo ancora come sarà il suo decimo e ultimo film cinematografico.
Jackie Brown è un film unico in quanto non originale. È un adattamento del romanzo noir di Elmore Leonard, Punch al Rum. Torniamo indietro nel tempo e contestualizziamo il progetto, capendo perché questa pellicola sia ancora trascurata nelle discussioni degli appassionati. Tarantino folgorò chiunque col suo debutto, Le Iene. Il suo secondo film, Pulp Fiction, è considerato tutt’ora uno dei film più importanti e belli della storia del cinema. Fare qualsiasi cosa dopo due film del genere non è sicuramente facile. Ed è incredibile quanto sia strano associare Jackie Brown a un Tarantino così giovane.
Perché il suo terzo film pare una pellicola girata da un regista ormai esperto, quasi alla terza età, che riflette sul suo percorso con un finale malinconico. Tarantino si dimostra molto più maturo della sua età dell’epoca e tira fuori un’atmosfera molto più vicina a un C’era una volta a Hollywood che a un Pulp Fiction. Sappiamo che l’intento originale del film era riportare sullo schermo la coppia Travolta-Jackson, e di avere come protagonista niente meno che Sylvester Stallone. Travolta e Stallone rifiutarono e in compenso avemmo un De Niro inedito e Robert Forster (Breaking Bad) come protagonista assieme a Pam Grier.

Jackie Brown – Trama
1995. Jackie Brown (Pam Grier) è un’hostess che arrotonda il suo striminzito stipendio contrabbandando denaro sporco per un trafficante d’armi, Ordell Robbie (Samuel L. Jackson). Quest’ultimo è in una delle sue case in compagnia di una delle sue amanti, Melanie (Bridget Fonda), e di un suo caro amico. Il maldestro e appena uscito di galera Louis Gara (Robert De Niro). Ordell viene a sapere che un suo collaboratore, Beaumont (Chris Tucker), è stato arrestato dalla polizia e c’è bisogno di pagare la cauzione per evitare che parli troppo.
Ordell si reca da Max Cherry (Robert Forster), un garante di cauzioni. Col suo aiuto riesce a far uscire Beaumont, ma quella stessa sera usando uno stratagemma lo uccide a sangue freddo. Il trafficante ha una grossa somma di denaro che lo aspetta con la quale spera di godersi la pensione, ma tutti i suoi collaboratori gli stanno mettendo i bastoni fra le ruote. Si aggiunge anche Jackie, suo malgrado. Viene fermata nel parcheggio dell’aeroporto da due agenti Dargus (Michael Bowen) e Ray Nicolette (Michael Keaton).
Anche Jackie, una volta arrestata dalla polizia, viene tirata fuori di prigione sotto richiesta di Ordell. Max si occupa della cosa, ma dal primo momento in cui vede Jackie… scatta qualcosa in lui. E sappiamo che fine fa fare Ordell ai suoi collaboratori beccati dalla polizia. Ma Jackie è molto più furba di quello che sembra e organizza un piano molto articolato per tenere buono il trafficante. Il suo piano prevede non solo di salvarsi dalla prigione, ma di fregare Ordell, i due agenti e nel frattempo intascarsi anche una grossa somma di denaro che sta per arrivare dal Messico.

Jackie Brown – Cast
Come detto in precedenza era stato scelto Stallone per Max, ma non se ne fece più niente. Robert Forster venne poi scelto e si può dire che è stata una scelta splendida. Venne anche candidato all’Oscar per questo film. Ci sarebbe stato anche Stallone, considerando che c’è un bel discorso riguardo la vecchiaia che arriva e considerando l’aspetto di Sly, si può dire che sarebbe stata un’ottima auto critica. Ma la coppia che Forster forma con Pam Grier è affascinante. Abbiamo anche Michael Keaton (Batman) nel ruolo del poliziotto che tampina Jackie.
In questo film abbiamo un Robert De Niro inedito, soprattutto perché Louis era un ruolo molto più vicino a un Travolta (Inizialmente scelto). Ma De Niro voleva assolutamente lavorare con Tarantino e davvero è stranissimo vederlo in un ruolo simile, ma non meno interessante per questo. Samuel L. Jackson è Ordell, un trafficante d’armi con vestiti dai colori sgargianti e i capelli lunghi e il pizzetto intrecciato. Un uomo che vive nel caos e crede di poterlo controllare in quanto uomo di successo, e pagherà questa sicurezza.
Bridget Fonda è Melanie, un personaggio svampito, leggero e costruito apposta per essere uno dei più fastidiosi a cui si possa pensare. Ma sopra tutti c’è Pam Grier. Una donna nera sui quaranta, affascinante ma arrivata in una fase della vita piena di dubbi e preoccupazioni. Molto furba e abile nel mentire, e soprattutto nell’usare il suo fascino a suo vantaggio. A differenza di Melanie e di tutte le altre donne che circondano Ordell, Jackie non usa il corpo per assecondare i suoi piani.

Jackie Brown – Recensione
Il film è davvero strano incastonato nella filmografia del regista. Non solo per il film in quanto tale, ma anche pensarlo come suo terzo film. Quando con il film successivo, Kill Bill, riesce a dar sfoggio a tutta la sua tecnica e si diverte un mondo a fare un’esperienza quasi paragonabile a una giostra. Invece con questo terzo decide di tirare il freno a mano. Come farebbe un autore a fine carriera riflettendo sulla sua filmografia e decostruendo ciò che ha fatto. Qui la violenza è tirata al minimo e le famose scene iconiche alla “Tarantino” sono quasi assenti. Ma quando lo si vede si percepisce perché abbia voluto adattare proprio questo libro.
Punch al Rum pare proprio una storia fatta apposta per Tarantino e il regista decide di farla sua come meglio crede. Jackie Brown paga purtroppo il venire dopo Pulp Fiction e prima di quel fenomeno che divenne Kill Bill. E paga soprattutto una prima metà di film non diciamo farraginosa, ma complicata. Almeno alla prima visione. Si deve capire dove si va a parare e a una prima visione solo nella fase finale si capisce perfettamente dove Tarantino voleva portarti. E siccome non c’è “l’esplosione finale”, questo film ha avuto meno rivalutazioni col tempo… a differenza di C’era una volta a Hollywood o The Hateful Eight che all’inizio lasciarono smarriti molti.
Altri film grazie a esplosioni di violenza o un terzo atto scoppiettante, sono stati rivalutati. Jackie Brown è un film che soprattutto a una seconda visione mostra le sue vere carte e anticipa forse temi che affronterà il regista più avanti nella sua carriera. Ci sono molte scelte che si legano alla “legge del contrappasso” tanto legata alla poetica del regista… e traspare molto la forza della protagonista Jackie. Che riesce davvero a mettere sotto scacco persone che l’hanno sottovalutata in quanto donna. Un po’ come Shoshanna in Bastardi Senza Gloria che riesce addirittura a bruciare tutti i gerarchi nazisti nel suo piccolo cinema.

Conclusioni
Jackie Brown è un noir crepuscolare, dalla fotografia ammaliante e dalla colonna sonora indimenticabile e funzionale alla trama. Dal cast anticonvenzionale con scelte che volutamente limitano il crescendo della pellicola. Quentin Tarantino è uno dei pochi che può prendere in un noir del genere De Niro e gli fa interpretare il goffo tirapiedi strafattone, con la comicità molto fisica. Samuel L. Jackson lo scardina da Pulp Fiction e gli fa interpretare un personaggio all’antitesi del predecessore.
Il film acquista fascino a ogni visione e soffre molto un plot farraginoso che purtroppo è figlio del genere. Il Noir ha questa caratteristica, che è sia un fascino ma anche una condanna per certi prodotti. La seconda stagione di True Detective ha molte cose in comune con questo film di Tarantino. Ma il tempismo è tutto nella vita e forse il 1998 era troppo presto per questo film… Ma nell’attesa del suo ultimo film, è giusto ritornare indietro e guardare questa pellicola con occhi diversi.
Questo non è di certo un film da mettere a tarda notte per intrattenersi. Non è una storia di vendetta all’ultimo sangue come Django Unchained o l’esplosione di sangue di Kill Bill. Ma è una storia che trasuda noir e pulp da ogni poro ed è più Tarantiniana di quanto si pensi. Anche se la matrice è meno originale delle altre. Un film meno iconico, ma siamo sicuri che col passare del tempo e con l’arrivo del suo ultimo… verrà rivalutato e visto con occhi diversi. Già oggi lo riusciamo a vedere con occhi migliori che nel 1998. Non è il capolavoro definitivo, ma un film avanti per i suoi tempi.

