Batman (1989) di Tim Burton – Un fenomeno che supera il film

Negli ultimi decenni Batman è diventato uno dei personaggi più reinterpretati e ridefiniti della storia del cinema contemporaneo. Ogni nuova incarnazione ha provato a rileggerne il mito, scavando nella psicologia, nel trauma, nella dimensione politica o in quella puramente spettacolare. In questo panorama, il film diretto da Tim Burton nel 1989 occupa un posto particolare: viene spesso considerato l’atto di nascita del cinecomic moderno, il punto in cui il fumetto smette di essere percepito come materiale infantile e diventa fenomeno culturale di massa.

Eppure, riguardato oggi, Batman appare come un’opera sospesa tra rivoluzione e incompiutezza. Da un lato è il film che ha restituito al personaggio un’aura oscura e gotica, allontanandolo definitivamente dall’immaginario televisivo camp degli anni Sessanta; dall’altro è un prodotto profondamente figlio del suo tempo, in cui l’estetica sembra prevalere sulla costruzione narrativa. Il suo successo ha cambiato Hollywood, ma il film in sé merita uno sguardo più lucido, meno nostalgico, capace di distinguere l’importanza storica dalla qualità effettiva dell’opera.

Pubblicità
Batman

Batman – Trama

La storia della travagliata produzione del primo film di Batman è arcinota. Dai primi tentativi di realizzazione nei primi anni ’80, ai passaggi di mani della sceneggiatura. Fino a far arrivare lo script nelle mani di un giovane Tim Burton. Un autore che è arrivato alla realizzazione di questo film tramite vari vicissitudini che non approfondirò. Dopo il successo del suo secondo lungometraggio – Beetlejuice – la Warner Bros. gli propone il progetto. Burton scatena le polemiche per la scelta di Michael Keaton per il ruolo di Bruce Wayne/Batman, polemiche che si attenuano con l’annuncio di Jack Nicholson (Shining) nel ruolo del Joker. In poche parole venne creato il classico canovaccio produttivo che praticamente ogni film sul cavaliere oscuro affronterà da lì ai successivi 35 anni.

La storia diventerà un classico: Gotham City, metropoli corrotta e criminale. Jack Napier, braccio destro di un boss mafioso, cade in una vasca di acido e rinasce come Joker. Da quel momento si scontra con Batman per il controllo – morale e simbolico – della città.

Batman

Batman – Recensione

Per comprendere il film bisogna però guardare a cosa era Batman prima del 1989. Nella percezione popolare era ancora legato alla serie anni ’60 con Adam West, bambinesca e slapstick (indimenticabile lo spray anti-squalo). Nei fumetti, invece, il personaggio stava vivendo una rinascita grazie a opere come Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller (Sin City) e The Killing Joke di Alan Moore, che riportavano Batman alle origini oscure e gotiche. Burton deve molto a questo contesto.

Il film diventa subito iconico: prima ancora dell’uscita esplode la “batmania”. Burton porta sullo schermo una Gotham City sporca, corrotta e fumosa, vicina all’immaginario creato da Bob Kane – creatore del Crociato Incappucciato. Le influenze sono evidenti: dall’espressionismo tedesco di Metropolis e Il gabinetto del dottor Caligari, ai noir anni ’30 e ’40, fino al cyberpunk di Blade Runner. Un’estetica ricchissima che ha reso Batman un fenomeno culturale.

I limiti dietro l’estetica

Il film sembra ricco di tutto questo, ma in realtà è semplice fumo negli occhi che ci nasconde la vera identità del film.

Pubblicità

Dietro l’immagine, il film mostra i suoi limiti. È una sequenza di scene accostate, abitate da maschere più che da personaggi. Tutto è sopra le righe, eppure incorniciato in una serietà che non regge. Il caso più evidente è il Joker: Nicholson prova a dargli profondità e all’inizio sembra riuscirci, ma presto il personaggio si riduce a marionetta di una storia senza direzione. Lo stesso vale per Bruce Wayne: oggi la sua doppia identità è stata indagata in mille modi, ma qui non c’è nulla. Keaton è un attore dentro un costume – splendido, certo – ma privo di sostanza, quasi trascurato dal regista. Burton sembra più interessato all’improbabile triangolo amoroso Bruce WayneVicky Vale (Kim Baisinger)–Joker, che però risulta incoerente e poco credibile. La trama è debole, i motivi dello scontro tra Batman e Joker sono appena accennati, e restano vaghi anche per lo spettatore.

Un fenomeno culturale più che un grande film

Online molti riconoscono i difetti del film, ma pochi hanno il coraggio di dirlo apertamente. Nostalgia? Falsi ricordi?

 Batman ha sicuramente elementi iconici che sono entrati nella mitologia del personaggio – la Batmobile, il celebre “I’m Batman” – ma restano episodi isolati. L’estetica diventa la vera protagonista: scenografie e costumi straordinari che spesso sono stati scambiati per grande narrazione visiva. A guardare bene, però, mancano una storia solida e personaggi memorabili.

Forse questo Batman fa oggi lo stesso effetto che faceva quello degli anni ’60 al pubblico del 1989: affascinante ma datato. Eppure ha rivoluzionato il modo di pensare i cinecomics, influenzando autori come Bryan Singer (X-Men) e Sam Raimi (Spider-Man). Resta un film importante, ma più per ciò che ha rappresentato che per ciò che è. Lo riassume bene lo stesso Burton: «È stato più un fenomeno culturale che un grande film.»

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

CONCLUSIONI

Una rilettura critica del Batman di Tim Burton: film iconico e rivoluzionario che però privilegia l’estetica alla solidità narrativa. Importante per l’impatto culturale, meno convincente come opera compiuta.
Simone Cigna
Simone Cigna
Sono cresciuto tra la Terra di Mezzo, i viaggi nel tempo di Hill Valley e i pugni di Rocky sul ring. Il cinema per me è tutto questo: avventura, emozione e memoria. Se qualcuno lo ha girato, io lo voglio vedere perché ogni film, anche il più piccolo, nasconde un mondo da scoprire. Amo Scorsese e Kubrick, ma anche la poesia malinconica di Wong Kar-wai: il bello del cinema è che non smette mai di sorprendermi.

CONDIVIDI ARTICOLO:

ARTICOLI RECENTI

TI POTREBBERO INTERESSARE

Una rilettura critica del Batman di Tim Burton: film iconico e rivoluzionario che però privilegia l’estetica alla solidità narrativa. Importante per l’impatto culturale, meno convincente come opera compiuta.Batman (1989) di Tim Burton - Un fenomeno che supera il film