HBO MAXTrue Detective 2 - è da riscoprire?

True Detective 2 – è da riscoprire?

True Detective. Un grande nome, certo. Dalla mente dello sceneggiatore e scrittore Nic Pizzolatto, nel 2014 debuttò la prima stagione e le risposte che arrivarono furono scroscianti applausi. In pieno rinascimento della carriera attoriale di Matthew McConaughey, la serie sconvolse tutti. Non solo perché molti si accorsero del grande attore che è McConaughey, ma perché la coppia formata da lui e Woody Harrelson è divenuta storia della tv. La classica coppia da buddy comedy che però è intrisa di marcio, pessimismo cosmico e grottesco che avanza di episodio in episodio. Ma oggi si parla di True Detective 2, perché sì, ci sono altre stagioni.

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Torniamo indietro nel tempo. HBO si stava confermando come La grande realtà televisiva. Le piattaforme streaming non erano pervasive come ora e per la qualità una delle garanzie era di certo il canale via cavo che stava vivendo una popolarità incredibile con Il Trono di Spade alla sua quarta stagione circa. Quando si pensa alle grandi serie si pensa sempre a prodotti HBO, e tra questi c’è di certo la prima stagione di True Detective. E allora perché non si pensa alla serie nell’interezza? Nonostante per ora si contino 4 stagioni. Beh perché la serie è antologica, e ognuna affronta un discorso diverso anche se “sempre nello stesso universo narrativo”.

Ma la seconda stagione è un argomento spinoso da affrontare, e proprio per questo molto interessante. Nel 2014 non eravamo ancora consapevoli del termine “serie antologiche”, non è che si potessero fare grandi esempi. Anche se il discorso Rust-Marty era concluso, era come se il pubblico non volesse abbracciare nuovi personaggi, una nuova storia… il pubblico si domandava “ma dove sono i monologhi di Rust?”, “Perché non è come la prima?”. Beh semplice, la tv stava cambiando e ora siamo certo più abituati a stagioni diverse l’una dall’altra. Lo hanno dimostrato altre serie come The White Lotus o Fargo. Forse a più di dieci anni di distanza dalla seconda stagione, è giusto riguardare indietro e vedere se c’è qualcosa da riscoprire.

True Detective 2 – Trama

Vinci, California. Il detective alcolizzato Ray Velcoro (Colin Farrell) lotta con l’ex moglie Gena (Abigail Spencer) per la custodia di loro figlio Chad. Si sospetta che Chad non sia figlio biologico di Ray dato che Gena venne violentata da un aggressore nel periodo in cui rimase incinta. I due non hanno mai richiesto un test del DNA. Ray, all’epoca giovane poliziotto onesto, venne avvicinato da un gangster, Frank Semyon (Vince Vaughn). Semyon gli consegnò il responsabile e ciò che è avvenuto dopo ha pian piano causato la rottura con la moglie. Da quel momento Ray arrotonda lo stipendio lavorando fedelmente per il gangster, e fra i due pare esserci anche una sincera amicizia.

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Frank sta cercando di uscire dagli affari loschi di strada e sta aspettando la presentazione di un progetto importante per la città in cui ha investito molto, l’avvio di una nuova linea ferroviaria. Un progetto in cui hanno messo mani anche il sindaco e altri importanti investitori stranieri. Purtroppo alla presentazione manca un membro importante che doveva garantire l’avvio del progetto. Il consigliere comunale Ben Caspere. Caspere pare sparito, e purtroppo viene trovato il suo cadavere seduto su una panchina di una strada di collina. Privo di occhi e lasciato lì chissà per quale motivo.

Il cadavere viene trovato dall’agente dell’Highway Patrol, Paul Woodrugh (Taylor Kitsch) che ha viaggiato di notte sulla sua moto in balia della frustrazione. È stato sospeso per, “a quanto pare”, aver accettato del sesso orale da un’attrice che aveva violato la libertà vigilata. Sulla scena del crimine si trovano anche Ray e l’agente Antigone Bezzerides (Rachel McAdams). Bezzerides stava indagando su un traffico di prostitute sospetto della zona e questo pare esser collegato al caso Caspere. Quindi tre unità diverse si occuperanno del caso, con tre intenti diversi. E parallelamente cercherà di occuparsene anche Frank che con la morte di Caspere pare esser stato tagliato fuori ed esser stato fregato dei soldi dell’investimento.

True Detective 2 – Cast

Il cast di questa stagione è molto interessante da riscoprire con gli occhi di oggi. Colin Farrell all’epoca si vedeva che voleva cambiare, il pubblico e soprattutto la critica, erano ancora incerti su di lui. Lo si vedeva ancora come il belloccio sovrastimato. Ora si può dire che le cose siano cambiate e col senno di poi, la sua incredibile bravura la si può scoprire anche in film dell’epoca. Come Miami Vice, In Bruges e Sette Psicopatici. Oggi ha una candidatura agli Oscar per Gli Spiriti dell’Isola e numerosi premi televisivi per il suo incredibile lavoro in The Penguin. Ma anche qui, non scherza. Il Velcoro di Farrell è grigio, marcio dall’interno, il perfetto detective corrotto che ha visto la sua vita sgretolarsi per sempre pezzo dopo pezzo.

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Affianco a Farrell c’è Vince Vaughn che all’epoca si stava cominciando a staccare dall’etichetta di attore comico. Anche con ruoli come quello in Hacksaw Ridge. Qui interpreta Frank, un gangster con una sua morale, che vuole uscire dal giro ma la vita glielo impedisce. Innamorato della moglie Jordan (Kelly Reilly) con la quale vorrebbe costruire una famiglia, ma pare che ancora la vita si mette di mezzo. Altri co-protagonisti importanti sono Rachel McAdams (Send Help) che qui interpreta un ruolo diverso da quelli che eravamo abituati. La ragazza dolce diciamo. Qui è un personaggio deluso dalla vita, sempre con l’arma pronta e con un passato traumatico.

Taylor Kitsch (American Primeval) non ha avuto forse la carriera che ci si aspettava, colpevoli anche alcuni flop cinematografici come John Carter o Battleship. Qui è chiamato a fare un poliziotto veterano, pieno di cicatrici fisiche e metaforiche, con tanto conflitto interiore e poca accettazione su chi è davvero. Ci sono altri attori interessanti che completano l’affresco noir di Vinci. Ci sono Fred Ward, Ritchie Coster (Il cavaliere oscuro), James Frain e la piacevole partecipazione di Rick Springfield. Quest’ultimo non interpreta sé stesso come ha fatto in Californication, ma porta in scena l’ambiguo psichiatra dr Pitlor.

True Detective 2 – Recensione

Non è la prima stagione. E questo è un male? Nel 2015 lo era, forse non eravamo pronti. Perché questa seconda stagione fa di tutto per far capire la diversità con la prima. Nella regia, nella sceneggiatura, nell’ambientazione e soprattutto nel genere. Perché smette di essere thriller e abbraccia il noir, che segue tutt’altre regole. All’epoca le prime puntate furono fatali perché molti giudicarono il prodotto lento e sconclusionato. Eppure anche la prima stagione era lenta da morire e accadevano molte meno cose. Il fulcro era la coppia Rust-Marty. Qui si abbraccia un disegno diverso e si abbandona la sporca Louisiana per barcamenarsi nella corrotta e grigia California. Fatta di intrighi e movimenti di droga, politica e polizia comprata.

Con il passare del tempo e delle puntate si capisce bene dove vuole arrivare la serie, con scene oniriche che ricordano il cinema di Lynch e un intrigo che si fa chiaro solo da metà in poi, come in ogni noir che si rispetti. Ci sta lo smarrimento iniziale. Si sfida chiunque a non rimanere spaesati nella prima metà di Chinatown. True Detective 2 sfida lo spettatore e lo fa in continuazione. Emblema è il finale della seconda stagione che potrebbe far “spaventare” il pubblico e addirittura far mollare la visione. E invece bisogna avere pazienza e vedere cosa vuole raccontare Pizzolatto. Si percepisce la sua mano salda di scrittore anche in questa stagione, e riesce a tenere le briglie di una storia che può sembrare molto complicata all’inizio.

Gli archi dei personaggi sono ben delineati e se vogliamo c’è molto più pessimismo che nella prima stagione. Qui gli “happy ending” scarseggiano e se ci sono, sono agrodolci. Molte sequenze acquisiscono senso solo nelle ultime puntate, esempio le scene oniriche. Ma è tutto perfetto? Certo che no. Forse mancano scene impattanti a livello registico come il piano sequenza della prima stagione… forse si poteva fare un lavoro migliore col personaggio della McAdams che appare troppo nebuloso. E soprattutto nelle prime puntate c’è un frangente narrativo importante su un personaggio che non si è mai visto, e tutti ne parlano come se lo conoscessimo. Ma non sono errori che costano la gradevolezza del prodotto e soprattutto non lo affossano come “una delle peggiori stagioni di sempre”.

Conclusioni

La seconda stagione di True Detective è da riscoprire non solo per farle togliere l’enomea di “tracollo televisivo”. Ma anche come prodotto a sé è valido e affascinante. Le prove attoriali sono di livello, Colin Farrell regge davvero uno dei personaggi noir più interessanti della tv e la coppia che forma a schermo con Vince Vaughn non è da sottovalutare. I toni noir, accompagnati dalle ammalianti canzoni malinconiche di Lera Lynn e Leonard Cohen, non sono forse per tutti. Ma l’intrigo, che è un intrigo e non deve essere tutto chiaro dal primo minuto, si fa sempre più interessante a ogni puntata che passa. E come ogni noir che si rispetti… si parte da un omicidio per carpire un mondo corrotto fatto d’intrighi forse troppo grandi per i protagonisti.

Una stagione diversa dalla prima, eppure è il suo forte. Pizzolatto decide di lasciare le paludi incestuose per concentrarsi sulla corruzione, in diverse salse. La corruzione monetaria, dello spirito e soprattutto dei valori della nostra società. Ogni stagione deve essere a sé e raccontare qualcosa di diverso. Anche nella terza si affronteranno temi diversi e anche lì ci sarà una fascinazione diversa, anche se si ritornerà alla formula “coppia investigativa”. Un gran peccato che Pizzolatto abbia lasciato il ruolo di showrunner dopo la terza stagione. Ma nel 2015 la HBO voleva sperimentare e sconvolgere. Forse sconvolse troppo perché è ancora ricordata come un tracollo di qualità, eppure, riguardando indietro… i tracolli sono ben altri. E soprattutto con l’avvento delle piattaforme streaming, del “tutto e subito”, e del poco coraggio… bisogna forse portare l’attenzione a prodotti passati che avevano davvero qualcosa da dire, anche se imperfetti.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

True Detective 2 è una serie noir intrigante con protagonisti Colin Farrell e Vince Vaughn, ambientata nell'immaginaria città californiana di Vinci, ricca di corruzione e ambientazione di un crimine orrendo che smuove tre forze di polizia diverse. Pronte a calpestarsi a vicenda.

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