Recensioni FilmHot Summer Nights – Sull’America di provincia, l’amore estivo e l’operazione nostalgia

Hot Summer Nights – Sull’America di provincia, l’amore estivo e l’operazione nostalgia

La trama del film:

Daniel Middleton, il protagonista di Hot Summer Nights è un teenager introverso e problematico che dopo la tragica e inaspettata morte del padre si è completamente chiuso in sé stesso, tentando addirittura il suicidio. La madre decide dunque di fargli trascorrere l’intera estate da una zia alla lontana che vive a Cape Cod.

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È l’estate del 1991, l’anno in cui la località marittima è destinata a soccombere dinanzi ad una violenta tempesta senza precedenti. Prima del suo arrivo però Daniel ha modo di trascorrere il più movimentato ed indimenticabile periodo della sua vita.

Hot Summer Nights di Elijah Bynum si rivela una bizzarra e riuscita operazione nostalgia capace di dialogare con malinconia con lo spettatore
Daniel – Hot Summer Nights – Estetica vintage e citazionismo anni ’90

Dopo aver conosciuto Hunter Strawberry, piccolo criminale e spacciatore della zona, decide di volersi mettere in affari con lui. I due mettono su un fruttuoso giro di distribuzione di marijuana grazie all’aiuto di un pezzo grosso.

Quella stessa estate però Daniel conosce McKayla, ragazza amata e desiderata da tutti e proprio per questa ragione incredibilmente sfuggente.

Daniel se ne innamora follemente. La sua voglia di spingersi sempre oltre, però è non può far altro che condurlo verso guai e conseguenze inaspettate.

Un film dimenticato, un guilty pleasure senza pari

Nel 2013 uno script bizzarro sull’innamoramento estivo ma dal gusto insolito e atipico poiché contaminato tanto da elementi crime, quanto da elementi grotteschi – e forse per questo realmente interessante – comincia a circolare e far parlare di sé all’interno della ormai celebre Black List.

Quest’ultima altro non è che un sondaggio annuale delle sceneggiature più apprezzate e ritenute ricche di potenziale, ma nonostante ciò, non ancora prodotte e realizzate.

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Hot Summer Nights dell’esordiente Elijah Bynum resta per l’intero 2013 sulla vetta della Black List di quell’anno, tanto da ottenere poco più tardi la sua chance ufficiale. Bynum viene infatti contattato dalla pressoché indipendente Imperative Entertainment che gli garantisce i finanziamenti per la realizzazione del suo esordio, prodotto in collaborazione con Bradley Thomas e Dan Friedkin.

Le voci corrono.

Peter Farrelly entra far parte della produzione e il cast si fa sempre più ricco, a partire da un giovane Timothée Chalamet, ancora ignaro della stellare scalata hollywoodiana da lì ad un passo e reduce dall’esperienza con Jason Reitman per Men, Women & Children e da quella ben più imponente e discussa con Christopher Nolan per Interstellar.

Polaroid e bizzarria

Nonostante siano ruoli minori, Chalamet appare evidentemente destinato a ruoli di primo piano, centrali. Ecco dunque che Bynum legge quest’esigenza e lo sceglie come protagonista del suo film, spalleggiato da giovani interpreti altrettanto promettenti e incisivi come Maika Monroe e Alex Roe.

Il film viene realizzato in un periodo estremamente breve rispetto ai canoni hollywoodiani e nel marzo 2017 viene presentato in anteprima mondiale al South by Southwest dove raggiunge un indice di gradimento assolutamente elevato e insperato.

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La newyorkese A24, oggi più celebre che mai, acquisisce interamente i diritti di distribuzione del film garantendogli un periodo limitato nelle sale, precedente ad un rilascio diretto su servizi streaming e televisivi.

Qualche tempo dopo, Hot Summer Nights raggiunge l’Italia poiché presentato nella sezione Alice nella Città parallela alla 13° edizione della Festa del Cinema di Roma, dove la critica sembra accoglierlo invece in modo più negativo o comunque tiepido.

Il film svanisce e i diritti di distribuzione in Italia non vengono nemmeno discussi.

Hot Summer Nights di Elijah Bynum si rivela una bizzarra e riuscita operazione nostalgia capace di dialogare con malinconia con lo spettatore
Daniel e Hunter – Criminali e innamorati per caso

Hot Summer Nights diviene improvvisamente un film dimenticato che pochi fan, appassionati e amatori e soprattutto non residenti negli Stati Uniti possono recuperare soltanto ricorrendo allo streaming illegale, o in alternativa ad una edizione home video statunitense destinata ad esaurirsi nel corso di pochi mesi.

Il film di Bynum assume definitivamente su di sé la carica di instant cult, pur sempre per quei pochi fan/appassionati/amatori che non possono far altro se non appassionarsi ai contenuti, personaggi e tecnicismi creati da Bynum, nella consapevolezza però di trovarsi di fronte ad un prodotto certamente non di serie A e volutamente di serie B.

Hot Summer Nights appartiene per questa nicchia di spettatori folli e appassionati, a quel contenitore pressoché illimitato definito comunemente: Guilty Pleasures.

Per chi non lo sapesse, si definisce guilty pleasure (letteralmente piacere colpevole) il piacere proibito che ci mette in imbarazzo e che se rivelato potrebbe addirittura pregiudicare la nostra immagine.

World building e citazionismo cinefilo e stilistico

Il film di Bynum si colloca temporalmente nel 1991 scegliendo come ambientazione Cape Cod, Massachusetts.

L’operazione nostalgia è evidente fin dalle prime sequenze, all’interno delle quali il world building, ossia la costruzione dell’universo narrativo e spaziale viene condensato in pochi minuti di voice over, rapide inquadrature aeree di luoghi in cui qualcosa di molto specifico – e importante – è avvenuto e primi piani dilatatissimi di bambini e più semplicemente individui comuni che al centro di inquadrature e sequenze statiche introducono rapidamente lo spettatore ai personaggi e luoghi che sta per conoscere attraverso racconti popolari, dicerie locali e così via.

Ecco dunque che Bynum intercetta il nucleo di quel cinema americano sulla provincia e la realtà locale circoscritta e costantemente delimitata da usi, costumi e modalità d’azione e dialogo.

Hot summer nights
Daniel e McKayla – Un amore inatteso e potente

Gran parte di ciò che Hot Summer Nights presenta e racconta appartiene proprio a quest’ottica: legare un personaggio a ciò che generalmente viene detto e “denunciato” su suo conto, senza minimamente cercare di capire quanto è realtà e quanto è menzogna.

Il forte gusto citazionista del film sorprende e diverte legandosi a questo discorso di racconto popolare e voci locali, nella sua capacità davvero ambiziosa e riuscita di riportare alla mente degli spettatori ricordi cinematografici tra i quali: Say Anything…, Dazed and Confused, Drive me crazy, Empire records, 10 things I hate about you e Cry-Baby.

Incontriamoci una notte d’estate

L’elemento centrale, o meglio, la traccia narrativa preponderante è quella del racconto sentimentale o più tecnicamente del cinema rom-com.

Sono due le storie d’amore – nonostante questa definizione sia soltanto parziale – che scorrono parallele lungo gli svolgimenti non sempre funzionali e spesso caotici del film. Ma nonostante ciò, entrambi i racconti sentimentali nella loro diversità fanno centro risultando fortemente emozionali, sinceri e innocenti.

Un’innocenza destinata però a svanire molto presto a causa dell’ombra cupa sempre più insistente e desiderosa di sfogarsi, tanto della morte intesa in senso generale, quanto della violenza d’animo, legata principalmente al personaggio di Hunter Strawberry (Alex Roe), il bello e dannato del film che ama e uccide senza alcuna pietà e distinzione di sentimento/emozione.

Diametralmente opposta la vicenda sentimentale che unisce invece Daniel Middleton (Timothée Chalamet) e McKayla Strawberry (Maika Monroe).

Hot Summer Nights di Elijah Bynum si rivela una bizzarra e riuscita operazione nostalgia capace di dialogare con malinconia con lo spettatore
Dancing in the dark – Hot Summer Nights

I due si conoscono in una calda notte d’estate come molte altre, nel bel mezzo di un cinema all’aperto nel quale vengono proiettati nella modalità “Classic Double Feature” due capolavori della storia del cinema americano, ossia The Sting e The Graduate. Lei sta litigando con il ragazzo che l’ha portata lì fuggendo addirittura dalla sua auto. Lui si gode la visione dei due film in solitaria, quando improvvisamente la più bella e conosciuta ragazza del posto sale in auto, suggerendogli di allontanarsi da lì e sostanzialmente chiedendogli un passaggio in auto fino a casa.

È proprio in questa sequenza che Bynum racchiude il significato più profondo e quell’emozione assolutamente unica e irripetibile dell’innamoramento estivo e inaspettato. Ossia nella guida notturna, durante la quale Daniel e McKayla non fanno altro che guardarsi e sorridere mentre una canzone d’amore accompagna i loro pensieri. Si tratta di I Don’t Want to Cry di Chuck Jackson.

Non tutto comincia, non tutto si conclude. Così come gli sguardi tra Daniel e McKayla si perdono nel buio della notte con grande delusione di lui e con triste consapevolezza di lei, anche i loro nomi sfuggono dinanzi ad una conoscenza che potrebbe avvenire in una realtà differente, ma che non può appartenere a questo periodo delle loro vite, poiché Daniel è destinato a soccombere, mentre McKayla a sparire, allontanandosi una volta per tutti da quei volti, sentimenti e luoghi senza più voltarsi indietro.

Un amore minato dal pericolo

Daniel nell’allontanarsi in auto nella notte chiede infatti il nome di lei che si risolve nel sorriso silenzioso e così fortemente emozionale di McKayla che non può far altro se non accettare il sentimento e al tempo stesso rifiutarlo, poiché lei sa, poiché entrambi sanno.

“Qualunque cosa tu voglia dire aspetta. Se vorrai dirmela ancora, una volta che l’estate sarà finita, allora me la dirai”

Contaminazione tra generi: teen rom-com e crime

Ciò che più è stato lamentato del film di Bynum è la sua fortissima e spesso caotica contaminazione tra generi fin troppo distanti gli uni dagli altri.

Preme perciò ricordare come il filone teen rom-com sia da sempre legato a tracce narrative secondarie, talvolta di ordine crime, altrimenti fantascientifiche o ancora horror, fantasy e drammatiche.

Hot Summer Nights di Elijah Bynum si rivela una bizzarra e riuscita operazione nostalgia capace di dialogare con malinconia con lo spettatore
Hot Summer Nights e il registro crime

Certamente gran parte dell’aspetto stilistico e narrativo crime del film non sembra funzionare, ma non tanto per questioni di interpreti o di logicità – scambiata fin troppo spesso con la credibilità di una narrazione, sia essa letteraria o cinematografica –, quanto per il suo risultare inevitabilmente privo di mordente e capacità attrattiva, poiché davvero secondario e per certi versi insignificante rispetto a quella traccia e scrittura che dimostra invece grandissima potenza simbolica ed evocativa e che conquista il cuore e l’interesse dello spettatore, ossia quella sentimentale.

Il problema non è dunque la contaminazione, quanto il bilanciamento tra toni e registri di un film che fin dalle prime sequenze e battute di dialogo manifesta una fortissima volontà di sacrificarne uno per elevarne un altro.

Consapevolezza e attesa del sentimento nella tempesta emotiva e atmosferica di Cape Cod

L’estate vissuta da Daniel (un ottimo – ma questo non sorprende – Timothée Chalamet) a Cape Cod è fatta di disagi adolescenziali, prove di maturità e incoscienza e poi ancora perdita della propria innocenza e consapevolezza di un innamoramento inaspettato e potente nei confronti di McKayla.

Un temporale estivo di emozioni, turbamenti, malinconie, volontà di crescita e di osare sempre più, nell’inseguimento cieco di un amore complesso e di un’adrenalina scaturite da un pericolo che scioccamente a Daniel e Hunter appare come la forma di divertimento e realizzazione più grande e soddisfacente.

L’uragano Bob e la tempesta emotiva sentimentale si scagliano su Cape Cod

Tutto questo però non si limita ad un discorso metaforico di scombussolamenti psicologici, traducendosi piuttosto in un fatto concreto che conduce il film verso un’ennesima derivazione di genere, ossia il disaster movie.

Il finale di Hot Summer Nights trova infatti la sua soluzione ponendo i giovani innamorati e criminali per caso dinanzi al pericolo probabilmente più rilevante dell’intero film, quello che li trova una volta per tutte fortemente vulnerabili e indifesi, cioè un violento uragano destinato a cancellare vite, distruggere strade e abitazioni e perciò porre definitivamente la parola fine all’estate del 1991 di Daniel, Hunter, McKayla e Amy.

Che cosa resta di Hot Summer Nights

Se è vero che Hot Summer Nights non è affatto un film totalmente riuscito e piuttosto problematico a causa di una sceneggiatura indecisa, confusa e non sempre coraggiosa come vorrebbe sembrare nel suo continuo alternarsi di registri teen e adult, è altrettanto vero che l’esordio al lungometraggio di Elijah Bynum si rivela come un film estivo di particolare e insperata intensità e sincerità.

Hot Summer Nights di Elijah Bynum si rivela una bizzarra e riuscita operazione nostalgia capace di dialogare con malinconia con lo spettatore
Ricordi di malinconia e tenerezza

Un film capace di ricordare a tutti noi quegli innamoramenti estivi inattesi e potenti come pochissimi altri, e dunque quegli sguardi e quelle risate perdute nel buio e nel caldo estivo delle notti trascorse alla guida di un’auto lungo strade silenziose, col sottofondo musicale giusto e con quelle parole destinate a non ripetersi più, piuttosto a vivere malinconicamente nei ricordi… restandoci probabilmente per sempre.

Nota di merito rispetto all’incredibile e variegata colonna sonora fortemente anni 90 che si muove tra Linda Ronstadt, Louis Jordan, The Modern Lovers, Mott The Hoople, Suicide e David Bowie.

“… e capì che se amava la ragazza, la cosa migliore era lasciarla andare…”

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Hot Summer Nights di Elijah Bynum si rivela una bizzarra e riuscita operazione nostalgia capace di dialogare malinconicamente con lo spettatore rispetto ai ricordi di quegli innamoramenti estivi adolescenziali e innocenti potenti e sinceri come pochissimi altri. Un film che è ballata romantica, ma anche crime, sotto le stelle di un caldo cielo notturno anni '90.
Redazione
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