I Fantastici 55 grandi interpretazioni di Tom Cruise prima di Digger

5 grandi interpretazioni di Tom Cruise prima di Digger

Tom Cruise è tornato al cinema con Digger, l’ultima opera di Alejandro González Iñárritu. La reazione è stata divisa: da un lato c’è chi ha apprezzato l’eccesso e il grottesco della cifra stilistica del regista, unita all’interpretazione sopra le righe di Cruise. Dall’altro, invece, c’è chi ha mal digerito proprio i vezzi metatestuali e volutamente respingenti del film. Qui trovate la recensione per scoprire la nostra opinione. Al di là del riscontro critico, però, sembrerebbe che l’ultima fatica di Iñárritu sarà un fragoroso flop al botteghino. Si spera di no vista l’artidezza dell’operazione, ma le previsioni non sono rosee.

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Senza tener conto, però, né del pubblico né della critica; è Cruise ad essere il vero protagonista e mattatore della pellicola. Anch’esso sopra le righe, parodistico e grottesco, restituisce un’interpretazione memorabile e che dialoga anche con la sua figura pubblica come attore tuttofare. Ma Cruise non è nuovo ad interpretazioni che lasciano il segno. Troppo spesso ingiustamente sottovalutato, l’attore ha preso parte a svariati progetti di grandi registi, che gli hanno permesso di costruirsi una carriera invidiabile. Da Kubrick a P.T. Anderson, da Mann a De Palma; svariati geni della settima arte lo hanno voluto per le loro opere. Scopriamo, allora, cinque grandi interpretazioni di Tom Cruise.

Tom Cruise

Eyes Wide Shut (1999) – Stanley Kubrick

Può sembrare banale iniziare con l’ultima opera di Kubrick. Tom Cruise fu scelto per interpretare Bill, un facoltoso medico di New York, avvenente, a cui però viene confessato un indicibile segreto dalla moglie Alice, interpretata da Nicole Kidman (vera moglie di Cruise all’epoca delle riprese). Il film è una discesa psicologica nei meandri della mente del personaggio di Cruise, che si troverà a combattere contro questo segreto sprofondando, di riflesso, anche nelle società occulte della grande mela, entrando in contatto con ambienti nei quali non sarà il benvenuto. Trasposizione del romanzo di Arthur Schnitzler Doppio Sogno, Eyes Wide Shut è una delle pellicole dove Cruise meglio si cala nel personaggio, complice magari la maniacalità di Kubrick, oppure l’intesa con la moglie.

Magnolia (1999) – Paul Thomas Anderson

Stesso anno, ruoli completamente diversi. Cruise lavora con Kubrick nella sua ultima pellicola e con P.T.A nell’opera, invece, che finalmente lo farà scoprire al grande pubblico. Magnolia è un film-mondo dove svariate storie scorrono fiano a fianco, si intersecano e poi si separano. Un film dichiaratamente altmaniano, dove Cruise è uno dei tasselli del puzzle. Terza candidatura ai premi Oscar – dopo quelle per Nato il Quattro Luglio e Jerry Maguire – ma non vinse. Il personaggio di Cruise è un motivatore relazionale, Frank, con un rapporto irrisolto col padre. Il pianto di Frank al capezzale del genitore continua ad essere una delle scene più toccanti del film.

Tom Cruise

Collateral (2004) – Michael Mann

Collateral di Michael Mann è da molti considerato una delle sue vette artistiche. Capolavoro senza tempo di tutta la storia del noir anche grazie alle interpretazioni dei suoi attori protagonisti. Da un lato Jamie Foxx, che vinse l’Oscar in quella stagione dei premi per un altro film, Ray, quando era nominato anche per Collateral (in due categorie diverse). Dall’altro, appunto, Tom Cruise, nei panni di un glaciale sicario nichilista e letale. La potenza del film, al di là della grandiosità dell’estetica e della poetica di Mann, si concretizza proprio nel rapporto tra i due protagonisti.

Mission: Impossible (1996) – Brian De Palma

Impossibile non citare il capostipite della saga cinematografica che ancora oggi, dopo trent’anni, lo vede come protagonista e produttore. Mission: Impossible di De Palma è un cult, citato e stracitato da innumerevoli pellicole successive; è stata forse l’opera che ha restituito a Cruise l’aria da tuttofare intraprendente che mantiene ancora oggi. Il personaggio di Ethan Hunt si addice perfettamente a Tom Cruise, che ancora oggi lo interpreta restituendogli anche un significato metacinematografico non indifferente. La difficoltà estrema dei delle sue avventure si riflette nel modo in cui quelle scene sono girate: senza stunt e con il minimo di sicurezza. Cruise, il suo personaggio e la sua icona, diventa egli stesso parte della narrazione.

Tom Cruise

La Guerra dei Mondi (2005) – Steven Spielberg

Perché citare La Guerra dei Mondi di Spielberg? Perché pur non essendo, sicuramente, una delle vette del regista statunitense del nuovo millennio (qui per recuperare i suoi migliori 10 film post 2000), mantiene comunque la poetica spielberghiana – soprattutto post 11/09. In questo rientra perfettamente il personaggio di Tom Cruise: il classico protagonista alla Spielberg. Un uomo comune, Ray, con i suoi problemi e le sue paure, che si trova a dover affrontare qualcosa di più grande di lui. Il suo è un personaggio debole, che deve trovare la forza per poter prendersi cura dei due figli e riportarli dalla madre durante un’invasione aliena. L’ambiguità di Ray è perfettamente restituita da un Cruise che riesce ad essere al contempo un genitore impacciato, che ha poca voglia di fare il padre; ma con un senso di responsabilità molto forte.

Alessandro Bombace
Alessandro Bombace
Appassionato di cinema e filosofia da sempre, quando scrivo guardo ad entrambi per portare analisi il più profonde e originali possibili. Il giochino dei 4 film preferiti? 2001, Persona, Wall-E e Lilo & Stitch

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