Il compianto Wes Craven è stato autore di alcune delle più importanti opere horror del cinema, dando vita a franchise come Scream e Nightmare – Dal profondo della notte. Eppure, anche i registi più acclamati possono incappare in un passo falso e, per Craven, uno dei più evidenti è Cursed – il maleficio, il film del 2005 che lo riunì con Kevin Williamson, sceneggiatore del primo Scream, con l’intento di reinventare il genere dei licantropi.
Realizzato con un budget di circa 38 milioni di dollari, Cursed – il maleficio ne incassò appena 29 al box office, rivelandosi un pesante insuccesso commerciale e ricevendo un’accoglienza negativa dalla critica. A peggiorare ulteriormente la situazione fu la versione distribuita nelle sale, condizionata dalla classificazione PG-13. Quando il film arrivò in DVD, Craven pubblicò anche un montaggio non classificato, ripristinando diverse scene più violente e sanguinose e mostrando così ciò che il film avrebbe potuto essere senza le limitazioni della distribuzione cinematografica.
Non sorprende, quindi, che la versione non classificata risulti vicina allo spirito del cinema di Craven. D’altronde, con lo stesso regista e sceneggiatore di Scream, i punti di contatto tra i due film sono numerosi. Cursed – il maleficio combina l’horror con una struttura da giallo: un licantropo sta uccidendo delle persone, ma la sua identità rimane nascosta. Come in Scream, non mancano sospetti, depistaggi e ribaltamenti, con una differenza fondamentale: la minaccia soprannaturale coinvolge direttamente i protagonisti.
La storia segue due fratelli, Ellie (Christina Ricci) e Jimmy (Jesse Eisenberg), aggrediti da un vero licantropo. L’attacco li condanna a trasformarsi e, studiando le creature soprannaturali, Jimmy scopre che l’unico modo per spezzare la maledizione è uccidere il licantropo responsabile della loro trasformazione. Da quel momento, chiunque può diventare un sospettato e la ricerca del colpevole assume un carattere frenetico.

La versione non classificata mostra il vero volto di Cursed – il maleficio
Il problema principale della versione cinematografica è però rappresentato proprio dalla classificazione PG-13, che limita drasticamente la componente horror. Sangue, violenza e persino alcune parolacce vengono ridotti al minimo, finendo per depotenziare un film che dovrebbe fare della brutalità del licantropo uno dei suoi principali punti di forza. Il risultato è un horror sorprendentemente poco incisivo, soprattutto considerando la natura della storia.
Il montaggio non classificato, invece, ripristina diverse delle uccisioni eliminate dalla versione cinematografica e rende la violenza molto più esplicita. Le morti, inizialmente spesso relegate fuori campo, acquistano così un impatto decisamente maggiore, trasformando alcune delle sequenze più importanti in momenti realmente disturbanti. Non si tratta soltanto di una maggiore quantità di sangue: mostrare le conseguenze degli attacchi permette di percepire maggiormente la pericolosità della creatura e, di conseguenza, aumenta la tensione e la posta in gioco.
Cursed – il maleficio rimane tutt’altro che un film perfetto e presenta diversi problemi di sceneggiatura e di tono. Tuttavia, il montaggio non classificato rappresenta senza dubbio la versione più interessante dell’opera di Craven. Se la versione PG-13 finisce per risultare un horror di licantropi eccessivamente addomesticato, quella non classificata restituisce almeno in parte al film la componente violenta e sanguinosa che avrebbe dovuto caratterizzarlo.
Per questo motivo, Cursed – il maleficio merita una seconda possibilità. Non sarà certamente tra le opere migliori di Wes Craven, ma la sua versione non classificata permette di rivalutare almeno in parte un film che, al cinema, è stato penalizzato proprio da quelle limitazioni che ne hanno ridotto l’efficacia. Un’interessante curiosità per gli appassionati di horror e, soprattutto, per i fan di Craven e Kevin Williamson.
In Italia, Cursed – il maleficio è attualmente disponibile su Prime Video tramite noleggio o acquisto.

