lunedì, 19 Aprile, 2021
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Poltergeist – Demoniache presenze, su Prime Video il film cult di Tobe Hooper

Alle piattaforme streaming, colpevoli per alcuni di aver “ucciso” il cinema, va comunque riconosciuto il merito di “ripescare” film imperdibili, veri e propri fenomeni cult che possono essere apprezzati anche dalle nuove generazioni. Tra i film Prime Video è presente una delle saghe fantahorror più fortunate degli anni Ottanta: Poltergeist. La celebre trilogia che vedeva la famiglia  Freelings alle prese con terrificanti spiriti maligni, spaventò all’epoca gli spettatori di tutto il mondo. Poltergeist – Demoniache presenze, primo capitolo della saga, per la verità suscita ancora oggi un certo trasalimento.

Poltergeist

Sarà che la pellicola porta la firma di quello che è considerato il maestro del genere horror a basso costo: Tobe Hooper. Prima di lui il cinema dell’orrore era quello vampiri, dei lupi mannari e di tutte quelle creature soprannaturali che avevano affollato la letteratura di fine Settecento e Ottocento. Poi arrivò questo bizzarro professore universitario del Texas e  ci lasciò intendere che l’orrore non era così trascendente e che anzi poteva alloggiare a pochi passi da noi, magari nella famiglia che ci viveva accanto. Chi non ricorda gli Hewitt, gli spietati cannibali che in Non aprite quella porta (1974) torturavano e uccidevano brutalmente chiunque avesse la malaugurata idea di bussare alla porta della loro dimora? Chi conosce il cinema di Tobe Hooper sa bene come il suo stile, soprattutto quello d’inizio carriera, sia davvero inconfondibile. I primi B-movies di Hooper contengono scene estremamente violente e lo stile attraverso il quale ci sono mostrate è volutamente sporco, amatoriale, affinché tutto sia il più possibile realistico.

Poltergeist

Con Poltergeist questo non accade. Siamo all’inizio degli anni Ottanta,  Hooper è giunto a Hollywood e in nome del grosso budget, il re del brivido rinuncia a quell’approccio slasher che aveva caratterizzato i suoi film. Poltergeist inoltre, sebbene sia stato diretto da Hooper, è stato scritto e prodotto da Steven Spielberg, considerato il cantastorie del cinema mainstream. Era impossibile che nel film di lui non ce ne fosse traccia.

Solo a guardare l’inizio di Poltergeist pare di trovarsi in una di quelle pellicole spielberghiane degli anni Ottanta. Tutto sembra filare liscio nella rassicurante Cuesta Verde, tanto che la cittadina californiana ci ricorda il tranquillo quartiere di Los Angeles, quello in cui Elliot accolse E.T.  Qualcosa di strano però accade d’improvviso nella villetta dei Freelings. Carol Anne, la più piccola dei pargoli è affascinata dallo schermo della televisione. Sembra che all’interno ci siano  invisibili presenze dalle quali si sente profondamente attratta ed annuncia così ai genitori turbati:“Sono arrivati”. Poco dopo, nella bella casa californiana, cominciano ad accadere fenomeni inquietanti: gli oggetti si spostano improvvisamente, gli elettrodomestici si accendono e si spengono senza una ragione.  L’atmosfera fiabesca dell’inizio del film diventa minacciosa.  A prendersi gioco dei Freelings sono i Poltergeist, spiriti molto violenti che risucchiano Carol Anne attraverso il ripostiglio della cameretta e la conducono in un’altra dimensione.  Per riavere indietro la piccola, i genitori si affidano ad esperti del paranormale. Sarà tutt’altro che facile riportare la bambina a casa. L’abitazione dei Freelings, infatti, è stata costruita, per bieche ragioni di denaro, su un cimitero. Le anime dei dannati sono tornate dall’Aldilà per vendicarsi di tale  affronto.

Poltergeist

C’è ancora oggi chi sostiene che a dirigere Poltergeist sia stato Steven Spielberg.  Impegnato nello stesso anno (1982) con le riprese di E.T. l’extraterrestre, pare che il regista, a causa di obblighi contrattuali,  non avrebbe potuto dirigere due pellicole contemporaneamente. In effetti l’apporto creativo di Spielberg, soprattutto nella prima parte del film, è innegabile. Lo si vede nell’incanto con cui Carole Ann è attratta dalla tv. Lo si percepisce nello stupore con cui la famiglia Freelings inizialmente assiste agli strani fenomeni che avvengono nell’abitazione. E che ne è allora di Hooper, di quell’autore audace, irriverente, che negli anni Settanta aveva raccontato il disagio di un America sconvolta da sanguinosi eventi politici? Di quell’America che aveva assistito sbigottita all’omicidio del suo Presidente e che era uscita traumatizzata dalla guerra del Vietnam? In Poltergeist la presenza di Hooper la si percepisce eccome.

Poltergeist

Forse il suo stile è meno grottesco, meno rozzo ma il tocco del regista è ben riconoscibile. Come nella sequenza in cui uno degli esperti di paranormale si ritrova a mangiare una bistecca piena di vermi e subito dopo si scarnifica il volto mentre si guarda allo specchio. Hooper non sembra voler neanche rinunciare a quel suo modo di essere critico nei confronti degli eventi politici del suo Paese. La direzione nella quale stava andando l’America reganiana non gli piaceva affatto. La rivoluzione conservatrice che aveva puntato tanto sull’idea tradizionale della famiglia alla base della società, a lui probabilmente sembrava una farsa. E l’idea della casa dei Freelings, tipica famiglia della middleclass americana, che diventava il teatro di un vero e proprio incubo gli doveva essere piaciuta parecchio.  

Poltergeist

Attorno ai film  cult accade talvolta che nascano vere e proprie leggende. Poltergeist ha la triste fama di essere un film maledetto. Una serie di avvenimenti luttuosi colpirono alcuni protagonisti della saga. Scomparve anche la piccola Heather O’Rourke (Carol Anne) a soli dodici anni a causa di una malattia. Qualche anno fa è stato realizzato un remake. Si tratta di una  ghoststory ambientata in epoca contemporanea che  vede Sam Raimi nella  veste di produttore. Va riconosciuto al regista de La Casa di aver avuto il coraggio d’impiegare energia e denaro in un progetto che, come spesso accade, delude le aspettative. L’unico merito di Poltergeist del 2015, infatti, è quello di ricordarci che  i classici, forse, non andrebbero mai toccati.  

 

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

Poltergeist è uno delle più celebri pellicole degli anni Ottanta. Girato da Tobe Hooper e scritto da Steve Spielberg, il film miscela sapientemente elementi del fantastico con quelli del genere horror all'interno di una storia che ci tiene inchiodati davanti allo schermo fino alla fine.
Mariana De Angelis
Laureata in storia e critica del cinema con una tesi sul cinema classico hollywoodiano. Amante del cinema di genere con un'insana passione per l'horror, soprattutto quello americano di serie b.

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