Il prossimo 27 Marzo è in arrivo nelle sale cinematografiche una pellicola pazzesca e che riporterà lo spettatore alle atmosfere suggestive di Midsommar. Opus – Venera la tua stella è un horror/thriller a sfondo musicale con un cast pazzesco e colpi di scena che si susseguono a ritmo di pop. Si tratta del primo lungometraggio del regista Mark Anthony Green ed è distribuito dalla A24.
Trama
Dopo oltre 20 anni di totale silenzio, la star del pop Alfred Moretti annuncia improvvisamente un suo ritorno sulle scene. Per promuovere questo evento unico nel suo genere, Moretti invita un gruppo ristretto di giornalisti, critici e persone influenti nel suo ranch privato. Tra questi si trova Ariel Ecton, una giovanissima redattrice che sta cercando lentamente di farsi strada nel mondo editoriale. La ragazza accetta con entusiasmo, pronta a vivere una nuova avventura e a scrivere, finalmente, un articolo importante, di spessore. Ben presto, però, l’atmosfera sognante del ranch si sgretola e rivela una patina inquietante e pericolosa. Nella vita, come nell’arte, nulla è mai come sembra e sarà presto chiaro a tutti gli invitati che non c’è culto più pericoloso di quello della celebrità.

Il cast di Opus
Mark Anthony Green si avvale per Opus di un cast formidabile e scoppiettante. Nei panni della stella della musica Alfred Moretti, troviamo un magnetico ed inquietante John Malkovich, che con la sua assurda calma riesce a confondere e ammaliare lo spettatore. Ariel è interpretata da Ayo Edebiri, attrice che il pubblico ha amato in The Bear, ma che ricordiamo anche per pellicole come Bottoms. Edebiri fa risplendere anche qui il suo talento, un’interpretazione enigmatica e profonda. Nel cast anche Juliette Lewis, Stephanie Sunagami, Amber Midthunder e Murray Bartlett.
Il mito della celebrità in Opus
Opus riflette su un aspetto che condiziona la società contemporanea e non solo. Ricordiamo bene la febbre dei Beatles negli anni 60, dove le fan letteralmente si strappavano i capelli e impazzivano per la band. Le celebrità in genere hanno sempre scatenato le pazzie più profonde nel pubblico, con conseguenze talvolta decisamente pesanti. Il film di Mark Anthony Green riflette sulla patina di divinità che spesso viene affibbiata alle star, rendendole immuni alle regole che coordinano il resto dell’umanità. Tutti i personaggi pendono dalle labbra di Alfred Moretti. Qualunque gesto o parola egli esprima viene visto come un atto divino straordinario e geniale. In questo modo, anche le azioni più riprovevoli e manipolatorie sono totalmente approvate e giustificate.

Non si tratta di un discorso puramente aleatorio e metaforico, ma un aspetto che rispecchia in toto la visione che il grande pubblico ha della celebrità. Opus mette in evidenza delle circostanze estreme in cui seguaci e fan trattano Moretti come se camminasse a un metro dal terreno. Fin dove è disposto a spingersi l’essere umano per seguire la propria stella? L’aria che si respira all’interno del ranch diviene fin dai primi minuti ansiogeno e inquietante, tuttavia solo Ariel sembra accorgersene, l’unica che risulta disincantata rispetto al cantante. La pellicola sottolinea come il grande pubblico si scopre essere incapace di discernere la persona dalla star, andando, di fatto, incontro alla morte e alla perdizione eterna.

Un horror/thriller dal sapore di Midsommar
Qualche anno fa Ari Aster ha deliziato il pubblico mondiale con Midsommar. Oggi, Opus compie la stessa azione creando un’atmosfera idilliaca e bucolica simile a quella di Aster, ma più pop e accattivante. L’incubo dei protagonisti si svolge all’interno di un ranch favoloso e immerso nella natura, dove essi sono contornati da personaggi sorridenti e accondiscendenti, fin troppo sorridenti, tanto da risultare finti. Dietro al velo di serenità si nasconde una realtà tremendamente oscura. Green crea un horror/thriller che riesce a tenere alta l’attenzione dello spettatore, anche grazie a numerosi colpi di scena che lo sorprendono e lo incatenano allo schermo. Tutto questo non senza una vena comedy estremamente brillante e sottile, che scatena una risata dolce e amara, che diventa il leitmotiv di tutta la narrazione.

Opus equilibra perfettamente gli aspetti del thriller con quelli orrorifici, aggiungendo sapientemente una punta di splatter e body horror che immerge ancor di più il pubblico nell’atmosfera horror del ranch. La sensazione di straniamento che vivono i protagonisti, crea interesse nella visione, che spinge a voler capire cosa stia succedendo esattamente all’interno dei cancelli. Le interpretazioni pazzesche e magnetiche del cast, soprattutto di un John Malkovich sopra le righe, coinvolgono il pubblico e creano un favoloso distacco dalla realtà. La colonna sonora pop che si muove insieme ad Alfred Moretti, contribuisce a creare alienazione, percezione che rende ancora più vivo questo horror.
Conclusioni
Mark Anthony Green costruisce un horror/thriller sapientemente congegnato, con una punta di comedy e splatter che vanno a confezionare una pellicola straordinaria. Un cast pazzesco, immerso in un’atmosfera straniante e idilliaca, contribuisce alla riflessione sulla visione della celebrità. La star diventa letteralmente una divinità, giustificata e innalzata in ogni suo gesto o parola. Ed è questo l’aspetto più terrificante della storia.
