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The Bear 2: la recensione della serie Disney Plus

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Dopo i numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali ottenuti, tra cui spiccano sicuramente il Golden Globe al miglior attore e le sei nominations ai prossimi premi Emmy, la serie televisiva The Bear si riprende Disney Plus con questa nuova stagione. Il ristorante più pazzo di tutta Chicago, forte di tutti i suoi componenti, riparte carico del successo della scorsa stagione con altri 10 nuovi episodi.

Se la prima stagione di The Bear aveva positivamente sorpreso pubblico e critica internazionale, questa seconda parte non può che aumentare ulteriormente la stima verso i confronti di FX e Disney Plus per la produzione e distribuzione del prodotto. The Bear 2 si presenta ancora più smagliante rispetto allo scorso anno.

La seconda stagione della serie sbarcherà su Disney Plus a partire dal 16 Agosto.

The Bear 2: trama

Prosegue in maniera accelerata la fondazione del nuovo ristorante The Bear, gestito da Carmy Berzatto (Jeremy Allen White) e da tutta la sua squadra di Chef. All’apertura mancano davvero poche settimane, e destino e sogni di molti dipendono dalla riuscita di questa nuova sfida.

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Carmy Berzatto

The Bear 2: scrittura e regia da stella Michelin

Eravamo rimasti a una cucina che era un vero e proprio campo di battaglia, dove i rossi fuochi dei fornelli e l’aria gelida rilasciata delle celle frigo si fondono per creare un ambiente ostile, dove solo l’ordine e la disciplina possono tenere testa agli inferni della ristorazione. C’è bisogno quindi di un cambiamento per Carmy e la sua equipe, una svolta non solo professionale ma anche e soprattutto personale.

I protagonisti Carmy, Richie (Ebon Moss-Bachrach), Sydney (Ayo Edebiri), Natalie (Abby Elliott) e Marcus (Lionel Boyce), tanto divertenti quanto colmi di drammaticità interiore, continuano il loro lungo viaggio verso una pace e stabilità alla quale devono venire a capo. Ognuno di loro non è però solo in questo percorso tortuoso e imprevedibile. Del resto, per la creazione di un magnifico piatto serve grande capacità di adattamento, di collaborazione e tanta tanta dedizione. La cucina come splendida metafora della vita.

Una scrittura che svetta nel panorama odierno dei prodotti televisivi, spesso incapaci di creare dei caracter così umani ed empatici. La sceneggiatura di The Bear è caratterizzata da dialoghi intensi, che colpiscono duro, mostrando fragilità e forze di chi li pronuncia. L’episodio sei è uno dei più belli, esilaranti e per certi versi tragico ritratto familiare che la televisione ha da offrire in questo momento. Tutto questo è anche il risultato di una regia attenta, in certi momenti quasi invisibile, che riesce a gestire il marasma di un cast corale dove ognuno dei presenti ha il suo giusto posto e spazio.

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Un immagine tratta dalla serie

Nuovi rinforzi al cast principale

Come ormai di consueto, una prima stagione vittoriosa sotto tutti i punti di vista non può che attirare a se l’interesse di interpreti eminenti, desiderosi di poter prendere parte a un progetto così riuscito, e che possa giovare ed illuminarne ulteriormente la loro figura, magari aggiungendo qualche statuetta in bacheca. In The Bear 2 fanno la loro comparsa niente poco di meno che Bob Odenkirk, Olivia Colman, Will Poulter e Jamie Lee Curtis. Un quartetto che non incide notevolmente sui risvolti narrativi di quelli che sono i veri protagonisti della storia, ma servono più che altro a schiarirne il contorno.

Discorso a parte va fatto invece per Molly Gordon (Claire), la quale entra pienamente nel vivo dell’azione, stravolgendo il non equilibrio di Carmy, facendogli provare delle sensazioni e una fiducia che molto probabilmente mai prima d’ora era riuscito a provare. Per quelli della “vecchia guardia” invece non si può che fargli ulteriormente i complimenti. Meravigliosi oggi come ieri, gli interpreti di The Bear stanno regalando non solo prove d’attore di grande livello, ma in maniera scultorea stanno plasmando una serie che, come già detto, vive essenzialmente della caratterizzazione dei personaggi che ne fanno parte.

Non ci sarà da sorprendersi se ai prossimi Golden Globe ed Emmy Awards, la serie riuscirà a portarsi a casa numerose statuette in merito alle performance attoriali. Per ora solo Jeremy Allen White vi è riuscito, ma per i suoi colleghi è solo questione di tempo.

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Ayo Edebiri

In conclusione

The Bear continua a sorprendere per la sua leggerezza ma allo stesso tempo complessità. Il soggetto semplice, non arzigogolato non fa altro che seguire i protagonisti in quelli che sono i problemi della vita. Un impresa lavorativa, un vecchio amore che torna a bussare alla porta, la malattia di un proprio caro e alcuni arrivi inaspettati, cosa c’è di più bello e imprevedibile della vita.

Ancora una volta i creatori di The Bear scelgono semplicemente di raccontare la quotidianità umana. E’ quale spettacolo potrà mai essere più bello di questo, la vita è una rappresentazione di cui è impossibile non solo conoscerne il finale, ma anche le salite e discese che portano ad esso.

The Bear 2: trailer

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

The Bear 2 è promossa a pieni voti. I creatori sono riusciti a migliorare quanto mostrato in precedenza e la serie è un meraviglioso turbinio di emozioni.
Davide Secchi T.
Davide Secchi T.
Cresciuto a pane e cinema, il mio amore per la settima arte è negli anni diventato sempre più grande e oltre a donarmi grandissime emozioni mi ha accompagnato nella mia maturazione personale. Orson Welles, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa e Federico Fellini sono gli autori che mi hanno avvicinato a questo mondo meraviglioso.

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