HomeRecensioni FilmOnora il padre e la madre, l’ultima regia di Sidney Lumet

Onora il padre e la madre, l’ultima regia di Sidney Lumet

Acclamato dalla critica e considerato un maestro del cinema, il regista statunitense Sidney Lumet, scomparso nel 2011, ci ha lasciato un patrimonio cinematografico di grande rilievo di cui fanno parte pellicole come Serpico (1973) e Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975) solo per citare qualche titolo. Tra i vari successi del noto regista ricordiamo l’ultimo dei suoi film Onora il padre e la madre, un thriller avvincente incentrato sulla storia di due fratelli che in cerca di un modo per fare soldi danno avvio ad una serie incontrollata di eventi luttuosi.  

Tra i protagonisti di Onora il padre e la madre riconosciamo tre volti noti al grande schermo e molto apprezzati dal pubblico, Ethan Hawke, Philip Seymour Hoffman e Albert Finney. Nel cast figurano anche Marisa Tomei, Aleksa Palladino e Michael Shannon.

Onora il padre e la madre – La trama

Andy Hanson è un dirigente immobiliare che per risolvere i suoi problemi economici escogita di rapinare una gioielleria. Si rivolge quindi al fratello Hank, anche lui sempre alla ricerca di soldi, per coinvolgerlo nell’operazione. Nonostante la titubanza iniziale, Hank accetta di prendere parte al piano, ma non sa ancora che la gioielleria in questione è proprio quella dei loro genitori. Quando Andy lo informa delle sue reali intenzioni, Hank è sul punto di tirarsi indietro ma si lascia persuadere dalle parole del fratello che lo rassicura sulla buona riuscita del colpo. Sarà Hank a rapinare la gioielleria, perché Andy ha lavorato in quel posto e qualcuno potrebbero riconoscerlo, e una volta conclusa l’impresa l’assicurazione ripagherà i loro genitori.

Onora il padre e la madre

Hank incapace di gestire da solo questa situazione all’insaputa di Andy assolda Bobby, un delinquente che eseguirà il colpo al suo posto, riservandosi per sé il ruolo di autista. Tuttavia qualcosa va storto e quella che doveva essere un’operazione semplice e senza spargimento di sangue si trasforma in una tragedia: durante la rapina Bobby viene ferito da un colpo di pistola sparato da Nanette, l’anziana madre di Andy e Hank. Prima di morire Bobby spara a sua volta alla donna che finisce in coma. È solo l’inizio di un susseguirsi di eventi luttuosi.

L’assenza di valori e le miserie umane in primo piano

Con un ritmo incalzante e un flusso narrativo pieno di colpi di scena, Onora il padre e la madre mette in scena la natura imperfetta e scellerata dell’uomo attraverso un ritratto familiare a tinte fosche. Un thriller avvincente e disarmante in cui Lumet con atteggiamento disincantato descrive la perdita di valori in una società ormai abbrutita dall’avidità e dalla dissolutezza. Sono insaziabili i personaggi qui delineati, immiseriti dalla loro bassezza morale, incapaci di provare sentimenti autentici persino nei confronti di chi li ha messi al mondo. Nulla giustifica il male che si rivela nelle loro azioni, nemmeno la necessità o le circostanze contingenti, e se esiste un ordine soprannaturale ciascuno di loro dovrà sperare di “arrivare in paradiso mezz’ora prima che il diavolo si accorga che è morto”, come dice il brindisi irlandese a cui fa riferimento il titolo originale, Before the Devil Knows You’re Dead.

Onora il padre e la madre

Onora il padre e la madre – Una narrazione destrutturata funzionale alla trama

La sceneggiatura di Kelly Masterson si avvale di numerosi flashback volti non solo a creare un’atmosfera di suspense, ma anche a mostrarci la psiche dell’uno o dell’altro personaggio, facendoci conoscere i loro vizi, depravazioni e soprattutto le motivazioni sottese alle loro azioni. Andy ha una vita apparentemente perfetta, una moglie avvenente e una posizione sociale di un certo prestigio. In realtà la tossicodipendenza lo sta divorando, rischia di perdere il lavoro e di rovinare il rapporto con sua moglie che intanto lo tradisce con Hank, il fratello minore. Quest’ultimo non sembra cavarsela meglio, indebitato fino al collo, divorziato e sempre in arretrato con gli alimenti della figlia, si lascia trascinare dagli eventi diventando vittima della sua stessa inettitudine e artefice della propria sfortuna.

Onora il padre e la madre

Non c’è rimedio al Male

La lezione di Lumet pone lo spettatore davanti a una verità angosciante, pessimistica e amara: il Male esiste e si aggira tra noi, nella gente comune, nella realtà quotidiana e immanente con cui entriamo in contatto ogni giorno. E se ci aspettiamo che arrivi un deus ex machina a risolvere le miserie umane portando un esempio di integrità morale e di rettitudine, le nostre aspettative saranno disattese dall’assenza di una controparte e dalla consapevolezza che nessuno tra questi personaggi è innocente. Nemmeno il padre Charles, colpevole non solo di essere completamente disinteressato ai problemi dei figli e di non aver fatto nulla per cambiare le cose, ma anche perché, una volta scoperta la verità, si rivelerà incapace di comprendere le loro ragioni e, con il suo scellerato gesto finale, dimostrerà di non essere migliore di loro.

Onora il padre e la madre – In conclusione

In definitiva con Onora il padre e la madre Lumet realizza un thriller travolgente in grado di affrontare il tema eterno dell’inevitabilità del male attraverso la storia tragica di una famiglia apparentemente perbene. L’uso ricorrente del flashback dona alla pellicola una struttura caleidoscopica, per cui il racconto torna più volte nello stesso punto per approfondire la personalità dei vari personaggi e le loro misere vite. La sensazionale triade costituita dai noti interpreti Ethan Hawke, Philip Seymour Hoffman e Albert Finney riesce nel suo intento di coinvolgere il pubblico e indurlo ad una riflessione amara sulla condizione umana. Sorprendente il finale.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Onora il padre e la madre mette in scena la natura scellerata e perversa degli uomini attraverso un ritratto familiare in cui nessun componente sembra salvarsi dal giudizio del regista. Un'opera di grande spessore che si avvale dell'interpretazione di un trio formidabile.
Alessia Pennino
Alessia Pennino
Il cinema ha sempre rappresentato per me il rifugio perfetto dalle vicissitudini quotidiane, un porto sicuro dalla realtà, ma anche la dimensione ideale in cui sogni e desideri prendono forma. Ho sempre coltivato un interesse profondo per quest'espressione artistica, immaginandomi un giorno di scrivere recensioni per poter esprimere il mio punto di vista.

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