Non sarai sola, un folk-horror dall’insolita prospettiva umana

Folk-horror che si ispira chiaramente a The VVitch di Robert Eggers, ma il punto di vista nei confronti della stregoneria è diverso e inusuale, inaspettatamente umano.

Non sarai sola, un folk-horror sottovalutato ma da riscoprire

Passato in sordina, ma molto in sordina. Non sarai sola (in originale You Won’t Be Alone) diretto dall’esordiente Goran Stolevski avrebbe meritato molta più considerazione da parte di pubblico, critica e fan dell’horror. Invece, nonostante l’uscita italiana che risale al 7 luglio, non sembra aver smosso più di tanto l’opinione pubblica. Sarebbe un case study da approfondire, ma al momento ci preme parlare del film in sé e non dei problemi di distribuzione, perché merita che se ne parli. Presentato al Sundance Film Festival, Non sarai sola raccoglie la lezione di Robert Eggers che, negli ultimi anni, è stato un po’ il fautore della rinascita del folk-horror con The VVitch. A quest’ultimo sono poi susseguiti Midsommar di Ari Aster, Il Rituale di David Bruckner e tanti altri. E’ un filone che non manca di dare soddisfazioni, oggi come in passato. Il film di Stolevski attinge da tradizioni e leggende macedoni (lui è metà australiano e metà macedone), gira in lingua macedone e ambienta la storia in una Macedonia remota dove il soprannaturale e il pregiudizio sono dilaganti, anche se non sono gli aspetti principali attorno a cui gira il racconto.

La trama di Non sarai sola

Siamo in Macedonia nel XIX secolo. Nevena è una bambina il cui destino è segnato sin dalla nascita. Un antico spirito del luogo chiamato “Vecchia zitella Maria” fa visita a sua madre quando lei è ancora in fasce e cerca di rapirla. Sul momento rinuncia a portare con sé la bambina, perché stringe un patto con la donna: Nevena resterà con lei fino al compimento dei sedici anni, dopodiché tornerà a reclamarla. Per suggellare il patto rende muta la piccola. Tutto questo perché Maria è desiderosa di qualcuno che le tenga compagnia. Nevena cresce e ormai adolescente viene tramutata da Maria in una strega, ma la “madre adottiva” si rende conto di non essere in grado di occuparsi di qualcuno e la abbandona. Prima di lasciarla sola, però, le insegna a prendere la forma delle sue vittime. In completa solitudine, Nevena vaga sperduta per i boschi e incuriosita sempre più dalla vita degli esseri umani si avvicina sempre di più.

non sarai sola

Affidarsi alla suggestione visiva delle immagini

Non sarai sola, dicevamo poco sopra, si ispira indubbiamente a Robert Eggers, ma non solo per la ripresa a livello narrativo del folklore popolare, ma anche nella resa visiva dello stesso. Molto suggestivo, costruisce un’atmosfera efficace che combacia perfettamente con il tono scelto per raccontare la storia. Un storia di stregoneria atipica, sicuramente non come potremmo aspettarcela. Gli ambienti però sono quelli rurali e boschivi, ideali per far da cornice alle leggende popolari tramandate di generazione in generazione. Nevena è una creatura bellissima, innocente e indifesa, che porta sulle spalle un destino che non ha scelto. Sara Klimoska si rivela perfetta per il ruolo. L’attrice riesce a trasmette bene il senso di smarrimento e confusione del suo personaggio nel momento in cui si affaccia alla vita da “mangiatrice di lupi” (così chiamano le streghe gli abitanti dei villaggi circostanti). Altrettanto bene esprime la curiosità verso gli esseri umani che la guiderà da quel momento in poi anche se la porterà a commettere atti riprovevoli. Una particolarità caratteriale di Nevena che, ampliando il discorso riguarda anche il film, è il contrasto tra la natura e il calore umano. Per quanto riguarda la fotografia, la prevalenza di colori scuri e di un’atmosfera grigia e spenta stride con l’insolita prospettiva umana che Stolevski decide di dare alla storia.

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Una storia di streghe, ma non solo

Nel cinema horror le streghe sono dei personaggi dal background ben definito. Difficile che venga dato spazio ad altri loro aspetti oltre l’ asservimento al Diavolo e tutto ciò che ne consegue. Di solito nascondono dietro una bellezza effimera il loro vero e ripugnante aspetto ed esercitano la magia nera per profitto personale e per fare del Male. Le streghe di Non sarai sola sono molto diverse. La Vecchia Zitella Maria e Nevena con la trasformazione non sembrano aver perso il loro lato umano. Ciò che più risalta è l’importanza data all’esplorazione dell’identità proprio tramite Nevena. Assume le sembianze di una contadina (una bella e brava Noomi Rapace), poi di un uomo e infine di una bambina. L’innocenza e l’ingenuità che la guidano le permettono di rapportarsi al mondo con un tenero stupore infantile che di certo da una strega non ci aspettiamo. L’archetipo della strega viene così abbandonato per seguire altre vie narrative, decisamente più interessanti e inusuali.

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Un horror d’autore

Goran Stolevski ha dato vita ad un horror d’autore che segue alla lettera la linea produttiva (e distributiva) della A24. Il film è coraggioso, appassionato, intenso e intriso di una vena poetica percepibile sin dall’inizio e ben distribuita lungo tutta la durata. Per essere un esordio è davvero notevole, c’è poco da dire. Una critica o meglio una speranza per il futuro è che riesca a distaccarsi un po’ di più dai suoi modelli e ispirazioni. Al momento va bene, è pur sempre un esordio e qualche leggerezza si può perdonare, ma per i prossimi lavori ci vorrà più personalità.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Non sarai sola di Goran Stolevski è un horror d'autore sottovalutato, ma che merita di essere riscoperto. Ispirato dal lavoro di Robert Eggers, racconta di una stregoneria atipica. Le streghe di Stolevski non hanno perso la loro natura umana pur trasformandosi in creature asservite al Diavolo. L'archetipo della strega viene abbandonato per seguire nuove linee narrative. L'unico appunto da fare è che, per i prossimi film, speriamo di vedere più personalità e meno ispirazione.
Tiziana Panettieri
Tiziana Panettieri
E’ un amore di lunga data quello tra me e il cinema, cominciato con cult come Halloween, IT e L’Esorcista e alimentato negli anni con il meglio dell’horror e del cinema di genere. Ammetto, però, d’aver subìto il fascino del cinema asiatico, mediorientale e sudamericano. Sono onnivora, non mi precludo nulla senza aver prima provato.

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