lunedì, 19 Aprile, 2021
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Miss Marx: un animo punk rock

Secondo uno studio della San Diego State University, il 2020 ha registrato un elevato numero di film diretti da registe donne. Tra le pellicole di spicco, le più celebri riguardano le super eroine: Wonder Woman 1984 (Patty Jenkins), Mulan (Niki Caro) e Birds of Prey (Cathy Yan).
È stato molto amato dal pubblico anche Emma, adattamento dell’omonimo romanzo di Jane Austen, diretto dalla statunitense Autumn de Wilde.
In Italia nel 2020 le registe donne hanno diretto film importanti: tra le pellicole più acclamate dalla critica figurano Le sorelle Macaluso di Emma Dante, Fellini degli spiriti di Selma dell’Olio e Miss Marx, biopic diretto da Susanna Nicchiarelli e presentato in occasione della 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Miss Marx racconta la vita di Eleanor, soprannominata Tussy, figlia del celebre filosofo ed economista Karl Marx. Il film ripercorre le tappe più significative della sua vita: la morte del padre, la lotta per i diritti delle donne e l’abolizione del lavoro minorile, la relazione travagliata con il socialista e drammaturgo Edward Aveling.

Miss Marx

Susanna Nicchiarelli si cimenta nuovamente in un film biografico, tornando a Venezia tre anni dopo Nico 1988 – biopic sugli ultimi anni di vita della cantante Christa Päffgen – che le era valso il Premio Orizzonti.
Oltre al genere, anche lo stile di ripresa utilizzato per Miss Marx è molto simile a quello del suo predecessore: inquadratura frontale e primi piani della protagonista, mirati a sottolineare lo sguardo intenso dell’attrice – l’inglese Romola Garai – forse alla sua miglior prova attoriale.
Sin dal primo minuto della pellicola, la regista conduce lo spettatore all’interno del mondo di cui Eleanor fa parte, aiutata dagli accuratissimi costumi di Massimo Cantini Parrini e dall’inserimento di materiali di archivio che irrompono nella scena, creando un contrasto tra passato e presente.

Uno degli elementi di forza del film è indubbiamente la colonna sonora punk rock, firmata da Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo e dai Downtown Boys.
Un accompagnamento musicale che volontariamente si scontra con lo stile dell’epoca, una tecnica utilizzata anche da Sofia Coppola per Marie Antoinette. Tuttavia, se nel film biografico sulla regnante francese anche la scenografia e i costumi erano caratterizzati da un’estetica contemporanea, in Miss Marx il conflitto tra contesto e colonna sonora è ancora più evidente. Uno stile musicale aggressivo, dinamico, che spinge ed invoglia la protagonista ad uscire dal suo corpo/prigione, per trovare finalmente la libertà.

Miss Marx


Il film di Susanna Nicchiarelli ha il merito – e l’astuzia – di portare sullo schermo un personaggio emblematico e poco conosciuto. Eleanor Marx è stata una donna complessa e straordinaria, sia per il suo impegno nel portare avanti le idee socialiste del defunto padre, che per la sua attività di traduttrice. E’ stata infatti la prima donna a tradurre in inglese Madame Bovary di Gustave Flaubert.


Miss Marx era appassionata anche di teatro: è rimasta leggendaria la sua interpretazione di Nora Helmer in Casa di Bambola di Henrik Ibsen. Un’opera incredibilmente somigliante alla sua vera storia d’amore con Edward Aveling.
Edward era un talentuoso commediografo, impegnato anch’egli nel sociale, ma dall’animo profondamente egoista e bugiardo. Ricoperto costantemente di debiti, non si è mai fatto scrupoli a sperperare il denaro di Eleanor o – peggio – a chiederlo in prestito ai suoi amici e al suo mentore Friedrich Engels. Un amore del tutto sbilanciato e mai suggellato dal matrimonio a causa del rifiuto di Aveling di divorziare dalla sua prima moglie.

Nell’esplorare il rapporto con l’amante, la regista alterna il presente con i ricordi di infanzia di Eleanor, che svelano una bambina molto intelligente ma legata alla ricerca dell’approvazione del padre, nonostante neanche quest’ultimo – si svela nel corso del film – fosse un santo con le donne ed in particolare con sua moglie Jenny.
L’infanzia è un periodo fondamentale nello sviluppo della personalità dell’essere umano, e non stupisce dunque che Eleanor abbia scelto di intrecciare una relazione con un uomo che avesse molto in comune con suo padre dal punto di vista emotivo.

Durante la messa in scena di Casa di bambola, miss Marx recita un monologo che avrebbe potuto scrivere lei stessa: “Tu non mi hai mai capita, avete agito molto male nei miei confronti, prima mio padre e poi anche tu. Non mi avete mai amata, vi sembrava solamente piacevole pensare di volermi bene. Quando ero a casa papà mi diceva le sue opinioni, io avevo le stesse opinioni. Se avessi avuto un diverso punto di vista, non glielo avrei confessato perché gli avrei dato un dolore”.

Miss Marx

La regista ha saputo cogliere non solo la fragilità di Eleanor ma anche il suo ruolo politico di fautrice dei diritti delle fasce più svantaggiate della popolazione. C’è una scena del film che sintetizza perfettamente le due facce di miss Marx: lei distesa su un tavolo, mentre una ragazza le colora i capelli con una tinta verdastra. Un gesto casalingo, quotidiano, ma dal grande impatto simbolico. I capelli impastati sono tirati all’insù ed ecco che Eleanor diventa Medusa, un essere mitologico dal tragico destino.

Eleanor, più che rappresentare una moderna eroina, incarna un archetipo letterario: così come Madame Bovary e Nora, anche lei insegue un amore tormentato, e il fatto che fosse la figlia prediletta di Karl Marx non autorizza a metterla su un piedistallo né a sminuire il suo operato politico.
Sarebbe dunque un errore ricorrere ad una lettura ideologica del film.
Susanna Nicchiarelli ha dimostrato che è possibile raccontare la vita di una donna complessa, impegnata, empatica, senza cadere nei soliti stereotipi.

Miss Marx

Eleanor non si condanna, semplicemente sceglie di essere libera a modo suo e lo fa nella sequenza più memorabile del film, quando spezza l’ordinarietà della messa in scena con un ballo scatenato e liberatorio sulle note di una cover di Dancing in the Dark di Bruce Springsteen.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozoni

SINOSSI

Miss Marx è un film appassionante e intimo. La regista mette da parte l'elemento nostalgia, scegliendo di attualizzare personaggi e situazioni, che non sono poi così lontani dalla nostra epoca. Romola Garai buca lo schermo con i suoi occhi grandi e profondi, restituendo a Eleanor la dignità e la memoria che merita.

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