Il rapimento di Arabella è un film del 2025, scritto e diretto da Carolina Cavalli. L’opera ha debuttato nella sezione Orizzonti all’ultima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. L’attrice protagonista, Benedetta Porcaroli, ha ricevuto il premio come miglior interpretazione femminile. Le riprese del progetto sono avvenute nell’estate 2024 in Veneto. A settembre si sono spostate a Ravenna.
La pellicola esplora tematiche, che riguardano soprattutto la crescita. E’ un road movie, anche di carattere interiore, che porta le due piccole donne, poi, a fare i conti con la realtà. Le protagoniste sono fortemente accomunate dalla voglia di evasione.

Il rapimento di Arabella – Trama
Arabella (Lucrezia Guglielmino) è una bambina vivace e allegra. Ha costante bisogno di attenzioni, specie quelle paterne. Suo padre (Chris Pine) è indifferente alla figlia e ha spazio solo per il suo ego. Per questo motivo la piccola decide di scappare via. Con l’obiettivo, finalmente, di attirare l’attenzione del genitore.
Durante il tentativo di fuga, Arabella incontra una ragazza, Holly (Benedetta Porcaroli). Studentessa di fisica molto intelligente, la giovane per un attimo si rivede nella bambina. La piccola decide di assecondare queste fantasie e questi bisogni strani, con la promessa di essere portata lontano. Le due, dunque, iniziano un viaggio verso La Creuz.
Nel frattempo Holly e Arabella conoscono persone, vengono invitate in posti e si scoprono giorno dopo giorno. In città, al contrario, sono preoccupati per il rapimento della bambina. La polizia è sulle loro tracce. L’incontro fatale tra le due giovani donne e Granatina (Eva Robin’s) porta alla rottura definitiva dell’idillio. Una volta terminato il viaggio, Holly e Arabella devono affrontare la realtà. E anche un processo in tribunale.

Il rapimento di Arabella – Recensione
Il rapimento di Arabella è la seconda opera di Carolina Cavalli, dopo Amanda. Una delle particolarità di entrambe le pellicole, sono i dialoghi e personaggi ben scritti. Holly è la perfetta incarnazione dello studente, che passa la sua vita a studiare le teorie del complotto. Per questo ha grandi difficoltà a relazionarsi con le persone. Dall’altra parte Arabella, che è un personaggio molto infantile. E’ ingannevole e manipolatoria. Ma è solo una bambina.
Nonostante questi aspetti, resta difficile comprendere quale sia il motore del viaggio stesso. Quasi come se andasse perdendosi e come se ci fossero dei buchi di trama evidenti.
Menzione d’onore per alcune citazioni interessanti della pellicola. Nella scena finale Holly è con un gruppo di persone ed è chiaramente un riferimento a Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975). La cura, i colori e anche la tematica rimandano molto al cinema di Wes Anderson. Vi sono delle scene molto pop, come quelle dei matrimoni nella piccola cappella. O come quella della corsa nel prato tra le due protagoniste.
Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, ne Il rapimento di Arabella, vi sono delle soluzioni interessanti. C’è un utilizzo intensivo di primi piani. Uno dei tecnicismi più interessanti è stato il dolly-zoom su di Holly nel momento di realizzazione. In tutta l’atmosfera grottesca, la soluzione è stata più che azzeccata.

L’utilizzo del road movie
Il rapimento di Arabella è a tutti gli effetti un film di formazione. Entrambe le protagoniste scappano via da situazioni complicate. Holly spera di trovare la soluzione arrivando a La Creuz. La speranza è quella di parlare con Granatina e far sì che la piccola diventi una ballerina. In modo da avere una fonte di reddito. Ma nel frattempo le due incontrano persone, si confrontano. Cambiano e crescono. Il road movie è il genere perfetto per descrivere questo tipo di dinamiche.
Arabella si invaghisce di un ragazzino che incontra poco prima di partire per La Creuz. Holly si rende conto di piacere ad un poliziotto molto protettivo nei suoi confronti. Dunque le due attraversano un viaggio, che riguarda principalmente la crescita interiore. Alla fine della vicenda le protagoniste sono due persone completamente differenti.
Nel momento in cui il viaggio giunge al termine, le due si separano. Holly deve fare i conti con la legge, perché accusata di rapimento di una minore. Arabella deve tornare a casa dai genitori. Nel momento in cui il loro cammino insieme finisce, le due giovani vengono separate. Come se la presenza di una nella vita dell’altra avesse assolto definitivamente la sua funzione. Nonostante entrambe avrebbero avuto piacere nel continuare la loro fuga dalla realtà.

Conclusioni
Il rapimento di Arabella si discosta da qualunque prodotto italiano del momento. E’ grottesco, è parodistico, è tragico, è drammatico. I discorsi, i personaggi e le atmosfere sono fortemente surreali. Nonostante sia accessibile a tutti, non è detto che si riesca a coglierne immediatamente il potenziale. Specie un pubblico come quello italiano, abituato a tutt’altro.
E’ un progetto anticonvenzionale, non è la solita commedia, è un film straniante. C’è chi potrebbe storcere il naso alla visione della pellicola. Ciò non significa nulla, solo che lo spettatore medio non è pronto ad un cinema di questo tipo.
