Recensioni FilmAmanda: tra amicizia, solitudine e vuoto esistenziale

Amanda: tra amicizia, solitudine e vuoto esistenziale

Amanda, uscito nel 2022, è il lungometraggio d’esordio della regista Carolina Cavalli. È stato presentato in anteprima nella sezione Orizzonti Extra della 79esima edizione del Festival del Cinema di Venezia e al Toronto International Film Festival. Ha ricevuto numerose critiche positive ed è stato incluso dal The Guardian nella top 15 dei migliori film del 2023 nel Regno Unito. Con questa pellicola Cavalli ci regala un prodotto inedito nel panorama italiano, una commedia amara che utilizza il linguaggio dell’assurdo per raccontarci la solitudine e la disperata ricerca di uno scopo. Benedetta Porcaroli (Vangelo secondo Maria, Il Gattopardo) è perfetta nella sua glaciale interpretazione dell’esclusa e sfacciata protagonista. Il film fa parte di quella corrente di opere create da artisti che silenziosamente stanno donando una seconda vita al cinema italiano.

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Amanda

Amanda: Trama

Amanda (Benedetta Porcaroli) ha 25 anni, non ha un lavoro, non ha amici e non ha uno scopo. Proviene da una famiglia borghese che ha la sede della sua ricchezza nella farmaceutica, dove potrebbe lavorare anche Amanda, ma preferisce girare per le strade di una città indefinita, frequentando feste, cinema e cercando amici. Un giorno scopre che lei e una ragazza di nome Rebecca (Galatéa Bellugi) erano migliori amiche prima che lei partisse per Parigi. Così Amanda decide di riconquistare l’amicizia di Rebecca, che non riesce quasi più ad uscire dalla sua stanza e che sta portando avanti un percorso con una psicoterapeuta. Nel frattempo, passa le giornate cercando di riempire quel senso di noia e vuoto che la attanaglia e di conquistare delle piccole vittorie che la fanno sembrare normale agli occhi degli altri. Cose come trovare un fidanzato, fare sesso o sembrare costantemente occupata.

Amanda

Amanda: Recensione

Carolina Cavalli, attraverso delle grandi scelte registiche autoriali, una sceneggiatura pungente e uno stile ben riconoscibile, cerca di portare il cinema italiano ad un altro livello. Il film dimostra che anche nel nostro paese è possibile pensare fuori dagli schemi. Pensare a storie contemporanee che siano il prodotto di sperimentazione e ricerca e che possano avere un riconoscimento anche al di fuori dei confini nazionali. Il linguaggio di Amanda strizza l’occhio a grandi autori internazionali, che hanno consolidato un loro modo di raccontare il mondo e le persone che lo abitano. Cavalli, influenzata da questo tipo di arte, crea un luogo senza tempo aumentando il senso di alienazione che perdura per tutto il film e che è legato alla sua protagonista. La regia di Cavalli riesce a raccontare il senso di vuoto dei protagonisti, che è uno dei temi centrali della pellicola.

Noia e immobilismo

Amanda è una ragazza che non segue la logica, ci si scontra. Schietta, ironica ed esclusa, cerca di trovare la sua strada. Il suo mondo è toccato da un immobilismo perenne e anche quando sembra che la ruota cominci a girare, in realtà è tutto frutto dell’illusione. Il tutto contornato da una borghesia annoiata e grigia, che è il contesto sociale da cui viene Amanda. Una borghesia che ha tutto ma che è emotivamente annullata. Le case che sono enormi, spaziose e grigie rispecchiano l’interiorità di questi personaggi che si muovono solo grazie alla forza dell’abitudine.

Così Amanda è espressione di questo contesto, in cui la lotta o la responsabilità non sono richiesti e dove niente ha davvero importanza. Un mondo con cui Amanda è in lotta e che cerca di sovvertire trovando a tutti i costi qualcosa per cui vivere veramente. È quando si trova davanti a Rebecca che per la prima volta nella sua vita desidera davvero qualcosa che deve conquistarsi da sola. Qualcosa che non si compra con i soldi, ma che ha bisogno di cura per crescere e germogliare: l’amicizia. Entrambe capiranno ben presto di avere molto in comune e Amanda avrà la possibilità di instaurare una vera connessione con qualcuno.

Insomma, Amanda e Rebecca sono le due facce della stessa medaglia e rappresentano l’espressione di una certa parte delle nuove generazioni che, cresciute in determinati contesti, si sentono sperdute e inermi di fronte al loro futuro. Una massa di persone in cerca del loro posto nel mondo e costantemente in lotta tra l’illusione e il vuoto.

Comicità dell’assurdo

La regista racconta la storia di Amanda usando l’ironia, il dramma e una comicità che ha caratteristiche assurde e grottesche. Cavalli fa un lavoro eccezionale, quasi chirurgico, attraverso la sceneggiatura, nel calibrare ogni elemento comico. La comicità deriva da situazioni illogiche, come camminare mangiando un piatto di riso o da come i personaggi reagiscono in modo freddo e apatico a ciò che gli accade intorno. All’interno del film troviamo elementi che derivano dal teatro dell’assurdo. Vuoto esistenziale e incomunicabilità sono infatti al centro della storia e accompagnano Amanda da tutta la vita.

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Benedetta Porcaroli è perfetta per il ruolo di Amanda. La sua interpretazione è calibrata, straniante e i suoi occhi, che sembrano esternare un bisogno di rassicurazione, parlano più delle parole.

Amanda

Conclusione

Carolina Cavalli, con Amanda, contribuisce insieme ad altri artisti, ad aprire un varco nel cinema italiano. Il suo film è un prodotto d’autore che grida la sua verità e che abbiamo sicuramente bisogno per ridare qualità al nostro cinema.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Emozioni
Interpretazioni

SOMMARIO

Un film che contribuisce a dare linfa vitale al cinema italiano.
Cristian Bucolo
Cristian Bucolo
Adoro il cinema e la scrittura. Ho sempre sognato di innamorarmi ballando il tip-tap, fare viaggi interstellari, cercare tesori dell’Antico Egitto o viaggiare nel tempo. Ho pensato che non avrei mai provato l’emozione di queste esperienze, ma poi ho scoperto la settima arte e la recitazione. Adoro i film di Damien Chazelle, la comicità nelle sceneggiature di Billy Wilder e mi affascinano le pellicole di John Huston. Credo che il cinema possa farti guardare il mondo da un’altra prospettiva e scrivendo vorrei poter contribuire a diffondere questa visione.

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