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Disco Boy: la recensione

Vincitore dell’Orso d’Argento per il miglior contributo artistico al Festival di Berlino 2023, Disco Boy è interpretato da Franz Rogowski. L’attore è attualmente nelle sale italiane con il film Passages di Ira Sachs, con protagonisti anche Ben Whishaw e Adele Exarchopoulos. Disco Boy è scritto e diretto dal regista italiano Giacomo Abbruzzese, già candidato al Cèsar per il corto America.

La pellicola è una coproduzione internazionale (Italia, Francia, Belgio, Polonia), e la fotografia è a cura di Helene Louvart, che ha ritirato il prestigioso premio alla Berlinale 2023. Sempre nella stessa manifestazione, il film ha ricevuto il premio KINEO e GCHR per i Diritti Umani, oltre alla candidatura ai Nastri d’Argento 2023 come miglior esordio. La straordinaria colonna sonora invece è curata dall’artista di musica elettronica Vitalic, che ricrea delle sonorità veramente uniche nel suo approccio alla pellicola.

Disco Boy: il cast

Franz Rogowski è Aleksej, un immigrato bielorusso che si arruola nella legione straniera per il periodo necessario ad ottenere il passaporto per la cittadinanza francese. L’esordiente attore gambiano Morr Ndiaye è Jomo, il capo del nucleo armato rivoluzionario del Delta del Niger. Mentre l’attrice, modella e attivista ivoriana Laëtitia Ky interpreta Udoka, sorella di Jomo e colei che attiverà con Aleksej quella connessione trascendentale che dà il senso alla pellicola. Il resto del cast è composto da Leon Lucev (Paul), Michal Balicki (Mikhail), Matteo Olivetti (Francesco) e Robert Więckiewicz (Gavril).

Disco Boy

Disco Boy: trama e recensione

Aleksej è un immigrato bielorusso che fugge dal suo passato. Una volta raggiunta Parigi, si arruola nella Legione Straniera per ottenere il passaporto francese. Nel delta del Niger, Jomo, giovane rivoluzionario, è a capo di un battaglione di rivoluzionari. Essi combattono contro le compagnie petrolifere che hanno devastato il suo villaggio.

Sua sorella Udoka sogna di fuggire, consapevole che ormai tutto è perduto. E’ inevitabile che i loro destini si intrecceranno, al di là di ogni possibilità, vitale o mortale. Il viaggio per raggiungere l’Europa è abbastanza difficile per Aleksej, e la guerra rappresentata in Disco Boy, rimanda alla posizione imperialista di un paese europeo, in questo caso la Francia.

Viene in mente quello che sta succedendo attualmente in Niger con la situazione politica abbastanza compromessa a seguito del golpe armato di Niamey avvenuto lo scorso luglio. A seguito di questo, è evidente che molto spesso la finzione anticipa la realtà.

Franz Rogowski Disco Boy

Un viaggio nella percezione dell’oscurità umana

Raggi infrarossi in una scena d’azione, ma anche la trasmigrazione delle anime che emergono in maniera sottile. Vi è anche una citazione anche del cinema di Nicolas Winding Refn con il metaforico triangolo al neon nel finale musicale. Disco Boy è una pellicola interessante dalla trama piuttosto semplice, che però ha bisogno di una certa attenzione per essere metabolizzata. Da clandestini immigrati fino all’arrivo della legione straniera, ma con una morte improvvisa per la difficoltà dell’impresa.

L’arruolamento nella legione straniera riesce al nostro Aleksej, il cui obiettivo è la cittadinanza francese. Nel Niger si è creato un movimento contro lo sfruttamento del petrolio, provoca la morte dei vari pescatori e dei villaggi. 

Quì emerge la critica contro l’imperialismo esterno, e in questo scenario particolare Aleksei si ritroverà contro questa realtà proprio per il salvataggio degli ostaggi francesi. Lo sguardo e la malinconia del personaggio lo accompagnano costantemente nella sua mente, dopo questo omicidio.

La mancanza del dialogo è fondamentale perchè si esprime attraverso le immagini, ma soprattutto con il corpo degli attori protagonisti. In una forma psichedelica, essi riescono ad esprimere tutte le emozioni e il senso profondo della pellicola. 

Laëtitia Ky Disco Boy

Le influenze cinematografiche della pellicola

La vita migliore qual è? Trasferirsi in Francia e perdere il suo amico per l’arruolamento in questa fantomatica legione straniera? La presa di coscienza avviene in maniera silenziosa in una catarsi nella danza finale che dimostrerà tante cose. La scelta di Franz Rogowski come protagonista non è stata assolutamente casuale.

Dopo averlo visto nella pellicola Victoria, il regista Giacomo Abbruzzese aveva capito che era l’attore giusto per il ruolo principale. Questo perchè Rogowski ha una capacità espressiva che va oltre la voce e il suo corpo.

Anche il genere della pellicola è difficilmente classificabile. Questo cuore di tenebra rimanda fortemente al capolavoro di Francis Ford Coppola, Apocalypse Now, ed è un viaggio all’interno dell’inconscio, dopo i traumi della guerra. La fuga dal paese di Aleksej si alterna a quella di Jomo che è una corsa alle armi per cercare l’emancipazione.

Da una fuga, si deve affrontare un altro percorso, che andrà a determinare il disturbo da stress post traumatico del protagonista. Le influenze vengono sia dal film di Coppola, Predator di John McTiernan e il cinema di Apitchapong Weerasethakul. In particolare di quest’ultimo si va a pensare ad elementi di Tropical Malady e Lo Zio Boonme che si ricorda delle vite precedenti.

Berlinale 2023

Conclusioni

Disco Boy è un’esperienza cinematografica fra le più interessanti della scorsa stagione cinematografica, dove l’aspetto sensoriale viene particolarmente valorizzato. La paura diventa la necessità di una fuga, e proprio quest’aspetto emerge di più nella pellicola. Il pensiero di un futuro migliore, è quello che spinge Aleksej a fuggire, il cui passato è pressochè sconosciuto.

Sebbene il film mostri queste situazioni, l’uso delle armi dimostra che per entrambi non esiste libertà senza guerra. Lo scontro fra le due anime guerriere sarà inevitabile, e la loro interazione sarà ripresa in maniera molto particolare da Abbruzzese stesso. Il neocolonialismo e l’immigrazione sono rappresentate in maniera distinta, dove Aleksej e Udoka si incontreranno e si riconosceranno in un certo senso nella discoteca.

Jomo non ne vuole sapere di fuggire, ma di restare per combattere e cambiare le cose a differenza di sua sorella. Infatti dice con lo sguardo rivolto alla camera Noi non saremo schiavi. Tuttavia quest’aspetto è profondamente diverso nella personalità di Udoka, che solo alla fine troverà il suo collegamento sensoriale con Aleksej. Tutto questo attraverso una danza perfettamente coordinata con l’ex legionario in mezzo al neon triangolato di una discoteca.

Disco Boy è una pellicola da riscoprire e soprattutto da ascoltare. Perchè le sue sonorità sono affascinanti almeno quanto il suo aspetto visivo. Un incredibile mix di emozioni unito al viaggio nell’anima dei suoi protagonisti rende l’impianto filmico diretto da Abbruzzese incredibilmente moderno e unico nel suo genere.

Il trailer

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Disco Boy rappresenta l'esordio in lungometraggio di Giacomo Abbruzzese, e si regge sulla mimica espressiva di Franz Rogowski. La pellicola è stata premiata alla Berlinale 2023 con l'Orso d'Argento per il miglior contributo artistico.
Francesco Maggiore
Francesco Maggiore
Cinefilo, sognatore e al tempo stesso pragmatico, ironico e poliedrico verso la settima arte, ma non debordante. Insofferente, ma comunque attento e resistente alla serialità imperante, e avulso dai filtri dall'allineamento critico generale. Il cinema arthouse è la mia religione, ma non la mia prigione.

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