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Comandante, Favino si conferma al timone della filmografia italiana

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Comandante è il nuovo film diretto da Edoardo De Angelis e con protagonista Pierfrancesco Favino. Il film ha inaugurato con la sua proiezione l’80. Mostra internazionale d’Arte cinematografica, venendo proiettato in anteprima mondiale il 30 Agosto 2023 a Venezia.

La pellicola è un film storico basato sulla reale impresa del sommergibile Comandante Cappellini e della sua ciurma, capitanata dal comandante Salvatore Todaro (Pierfrancesco Favino). L’idea di fare un film su questa storia ispira il regista in seguito al discorso dell’ammiraglio Giovanni Pettorino per celebrare i 153 anni della Guardia costiera.

Comandante

Comandante – Trama

La storia inizia dalla biografia di Salvatore Todaro, in pensione di invalidità a causa di alcune ferite riportate in seguito a un incidente. Il comandante si presenta come un uomo tenace e devoto al proprio lavoro, scegliendo quindi di prendere il comando del sommergibile Cappellini. Questa decisione lo porterà a lasciare sulla terra ferma la moglie Rina (Silvia D’Amico) e la loro figlia appena nata.

Nel sommergibile si imbarcano anche altri ragazzi, congedati dai propri cari sicuri di non rivederli, data la scarsità di armamenti e innovazioni della flotta italiana. Uno degli elementi che contraddistingue i membri di questo gruppo è la varietà di dialetti e di tradizioni, ancora presenti in Italia. Nonostante questo elemento inizialmente incuriosisce i componenti della flotta, gradualmente a causa delle difficoltà del combattimento, le differenze iniziano a pesare sulla convivenza.

Il climax della narrazione avviene in seguito all’attacco sferrato ai danni del Kabalo, piroscafo belga, appartenente quindi a una nazione neutrale al conflitto. La comparsa di questa imbarcazione porta sullo schermo una nuova flotta di personaggi che espandono l’orizzonte in cui erano stati costretti a vivere i protagonisti.

Il racconto non esaspera eccessivamente questa situazione piena di tensione e le immagini di guerra si alternano a momenti di convivialità e di leggerezza. Quello che emerge è un racconto che esalta e celebra il grande coraggio di un gruppo di ventenni che scelgono di sacrificarsi spontaneamente per il bene dei propri compagni. Le loro disillusioni vengono trasformate in coraggio grazie alla grande umanità del comandante.

Comandante

Comandante – Recensione

Le tematiche trattate dalla pellicola sono attualizzabili, infatti il racconto che si svolge interamente all’interno del sommergibile, o sulla sua superficie, sembra svolgersi ai confini del tempo e della storia. Comandante, proprio per questo, può essere considerata una pellicola in cui fondamentale non è la dimensione del conflitto, ma quella teatrale. Gli spazi ridotti fanno nascere continui faccia a faccia tra i protagonisti, che esaltano la centralità dei dialoghi, accentuando le sfumature di dialetti diversi, ma anche, con l’affacciarsi della ciurma belga, di più lingue.

Salvatore Todaro rappresenta un vero e proprio eroe, omaggiato dal titolo del film, in quanto militare e vera anima non solo dell’imbarcazione, ma dell’intera missione. Pierfrancesco Favino si immedesima completamente in quest’uomo partendo soprattutto dal riconoscibile accento veneto. Il pluripremiato attore italiano era riuscito ad ultimare questo tipo di lavoro anche per le pellicole Il traditore, in cui prende le vesti del mafioso Tommaso Buscetta e Hammamet, in cui, nel personaggio del Presidente, rappresentava Bettino Craxi.

Nonostante l’importanza delle tematiche, le immagini che compaiono sullo schermo non sempre sono convincenti. I bombardamenti e le scene di guerra, che dovrebbero essere centrali nel racconto, spesso sono marginalizzate. Le esplosioni non sembrano reali, soprattutto per chi ha visto Oppheneimer, ostacolando la focalizzazione dello spettatore con i personaggi. Tra gli stratagemmi spesso vi è quello di non riprendere direttamente un’esplosione, magari riportando l’inquadratura sotto una forma più sonora e subacquea. Le bombe infatti non si vedono prendere fuoco e si ascolta semplicemente il rumore, con inquadrature fuori campo.

Comandante

L’umanità è la vera forza

Il film può essere attualizzabile alla narrazione mediale contemporanea, ricca di racconti di conflitti; inoltre è un invito a guardare sempre il lato umano e ad accettare le differenze. Dal racconto emerge come le differenze più profonde spesso possono trovarsi all’interno del proprio gruppo, sottolineando come nelle situazioni di serenità diventa più naturale familiarizzare con gli altri, mentre nei momenti di difficoltà sia più complesso.

Nonostante il film racconti una storia vera, il suo scopo non è quello di osannare il protagonista come un eroe statico e paradisiaco, invincibile e forte mentalmente. Negli abissi del mare la pellicola esplora anche la profondità della mente umana, complessa, in continuo contrasto e fragile.

Il regista ha scelto di rappresentare questa storia perché lo colpiva il modo in cui Todaro intendeva la forza. Questa tematica, fondamentale in questo film, si esplicita nell’espressione ripetuta ciclicamente dal comandante nel film: “Io affondo il ferro, ma l’uomo lo salvo”. Inoltre il militare, che era un uomo complesso, riusciva ad essere lucido anche nei momenti più difficili, distinguendo la guerra, in cui non si faceva nessuno scrupolo, dagli uomini che erano impegnati a farla, creature inermi che in qualche modo andavano salvate. La sua forza non era solo offensiva, ma era anche intesa come l’aiuto verso il prossimo. Il comandante diventa così un uomo che nella totalità dei suoi difetti si distingue come modello da seguire.

Comandante

In conclusione

Come affermato anche da Edoardo De Angelis, Comandante è un film politico, che include al proprio interno un valore etico, morale e politico. La pellicola inizialmente sembra non rispecchiare i precedenti lavori del regista, anche se ne coglie i tratti distintivi: l’unione tra la sperimentazione tecnica e linguistica associata all’importanza dell’attimo che diventa il climax di ogni scena.

Il film fa riflettere sull’importanza dell’umanità in tempo di guerra, dato che non si combatte un’altra nazione, ma si uccidono altri uomini. Quello che fa diventare il comandante Todaro un eroe è l’essere riuscito a preservare la propria umanità durante la guerra, nonostante non si riconosca negli ideali dello stato fascista. Sono questi gli elementi che esaltano la sua fragilità, rendendolo un umano e un punto di riferimento sia per i propri compagni, che per i soldati del Kabalo, che saranno riconoscenti della sua grande generosità.

Comandante – Cast

Comandante ha un cast internazionale formato da attori belgi e italiani. Tra i giovani membri della ciurma ci sono Giuseppe Brunetti e Gianluca Di Gennaro, mentre Massimiliano Rossi interpreta Marcon, braccio destro di Todaro. Tra gli attori belgi ci sono Johannes Wirix e Johan Heldenbergh, quest’ultimo nei panni del comandante del Kabalo.

Comandante – Il trailer

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

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