Prime VideoWelcome to Derry prima stagione - It ritorna, nel passato

Welcome to Derry prima stagione – It ritorna, nel passato

Welcome to Derry (2025) è una serie tv targata HBO, disponibile si Prime Video, che si pone come prequel della trasposizione cinematografica del 2017 di It, romanzo celebre di Stephen King. Andy Muschietti si è occupato di adattare per il grande schermo l’iconica storia di King in due capitoli. It – Capitolo 1 nel 2017 e It – Capitolo 2 nel 2019. Nella versione di Muschietti abbiamo fatto la conoscenza di giovani volti che si sono rivelati promettenti, ma la vera star che è esplosa nell’immaginario collettivo è Bill Skarsgård. Attore trasformista che recentemente ha portato in scena il vampiro per eccellenza nel Nosferatu di Robert Eggers (2025).

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Bill Skarsgård ha portato in scena un iconico Pennywise, il clown danzante, che era di certo il punto forte dei film di Muschietti. Sopra le righe, certo, ma gigione, inquietante e soprattutto magnetico. Forse era così tanto spaventoso che non si sa quale bambino davvero si avvicinerebbe a un pagliaccio così. In questo specifico particolare ha fatto un lavoro migliore Tim Curry nella miniserie cult anni ’90. Ma non toglie nulla al magistrale lavoro che Skarsgård ha messo nel personaggio che ormai pare essere in simbiosi col pagliaccio demoniaco.

La serie tv si pone come approfondimento dei due capitoli di Muschietti, raccontando l’avvento di Pennywise 27 anni prima dell’arrivo del gruppo dei Perdenti. È ufficiale che ogni stagione tornerà indietro di 27 anni e avrà sempre Derry come ambientazione, con un totale di tre stagioni annunciate. Interessante come progetto, ambizioso, ma rischioso. C’era un grosso dubbio sulla fattibilità della cosa, data la natura di prequel e la consapevolezza che Pennywise ha fatto i suoi porci comodi fino all’arrivo dei protagonisti di It. Scopriamo se sono riusciti in casa HBO a togliere i dubbi e a regalarci un prodotto d’intrattenimento valido.

Welcome to Derry – Trama

1962, Derry nel Maine. L’omertosa e inquietante cittadina appare molto più cattiva negli anni ’60. Un bambino proveniente da una famiglia problematica, Matty Clements (Miles Ekhardt), si rifugia nel cinema Capitol e guarda il musical The Music Man. Scoperto dalla maschera di turno, viene aiutato nel fuggire dal proiezionista di colore, Hank Grogan (Stephen Rider), e da sua figlia, Ronnie (Amanda Christine). Matty scappa dal cinema e viene soccorso da una famiglia in auto, che è molto di più di quanto sembra. Derry fa sparire il bambino, o meglio dire, It (Bill Skarsgård) lo porta via. L’essere mutaforma che prende spesso le sembianze del clown Pennywise.

Soltanto dei bambini che di rado avevano rapporti con Matty si domanderanno il reale motivo della sua scomparsa, dato che verrà facilmente accusato Hank Grogan dalla polizia per l’assenza di un’alibi e il colore della sua pelle. Questi bambini sono Teddy Uris (Mikkal Karim-Fidler), il suo amico Phil (Jack Molloy Legault) e Lilly(Clara Stack), una ragazzina emarginata per i suoi “problemi mentali”. Nel frattempo, a Derry, arriva il maggiore di colore, Leroy Hanlon (Jovan Adepo), che viene subito aggredito di notte da individui mascherati. Pian piano verrà inserito in un programma top secret dell’esercito che pare sapere più di quanto appare. Affiancato dal soldato Dick Halloran (Chris Chalk), un altro soldato di colore, ma dotato di poteri particolari.

Nel frattempo, Pennywise, è tutt’altro che fermo. Terrorizza in modo sempre più grottesco i bambini, accresce l’odio cittadino e il razzismo verso il povero proiezionista e i membri di colore dell’esercito. La famiglia di Leroy lo raggiunge a Derry, la moglie attivista Charlotte (Taylour Paige) e il figlio curioso e intelligente Will (Blake Cameron James). Il bambino avrà difficoltà a integrarsi, ma farà amicizia con un altro coetaneo, Ricardo “Rich” Santos (Arian S. Cartaya), nerd e innamorato di Marge (Matilda Lawler), vecchia amica di Lilly anche se emarginata da tutti. Sarà compito dei bambini scagionare il padre di Ronnie, spiegare gli strani avvenimenti di Derry e affrontare il sempre più temibile Pennywise.

Welcome to Derry – Cast

Il cast della serie riserva molte sorprese quindi ovviamente non ci saranno spoiler a riguardo e parleremo del cast annunciato e presente all’inizio. I bambini sono stati molto bravi e ottimi volti che possono promettere bene negli anni a venire. Risultano subito simpatici e teniamo per le loro sorti. Jovan Adepo come soldato e padre fa un buon lavoro, ma forse appare troppo preoccupato durante l’azione e si perde quella freddezza per cui viene scelto all’inizio dai suoi superiori. Chris Chalk è bravo nel ruolo dell’enigmatico Dick Halloran, chiamato a portare in scena una persona che ha la mente tormentata da diverse voci e allucinazioni.

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Non è da meno Clara Stack, che tra i bambini è quella che si avvicina di più inizialmente all’essere “quella che vede le cose strane“. L’alchimia fra i piccoli è ottima, si crede alle loro relazioni. E soprattutto si crede alle reazioni che hanno di fronte all’impossibile. Molto più che gli adulti, si può dire. Ma la vera chicca del cast è Bill Skarsgård. Non appare in tutti gli episodi, prende piede soprattutto nella seconda metà. Qui pare acquisire addirittura più potenza scenica che nei film. La sua presenza si sente anche fuori scena e non scade mai nel ridicolo, a differenza magari del Capitolo due (2019) dove era un po’ manierista come performance in alcuni punti.

Skarsgård è sicuramente un attore trasformista che verrà ricordato, che purtroppo si sta legando tanto a determinate maschere. Rischia di essere risucchiato dal personaggio e si spera di vederlo interpretare tanti altri ruoli. Forse Il Corvo non è stata la migliore delle prove, ma basta vedere il suo lavoro ne Le Strade del Male per capire che può dare tanto anche senza renderlo irriconoscibile come in Nosferatu.

Welcome to Derry – Recensione

Welcome to Derry si può definire una sorpresa. Non perfetta, ma sicuramente con tanto cuore e perizia. Si sente l’amore per l’opera di King e la volontà di approfondire quella mitologia specifica. I dubbi all’inizio sul tipo di format sono stati spazzati via nell’ultimo episodio (niente spoiler) con rivelazioni importanti sulla natura della serie, di Pennywise e forse sui piani futuri. Ma se le prossime stagioni metteranno la stessa cura per i personaggi e l’intreccio, allora si può dire che Derry è in buone mani.

La regia della serie è altalenante, non si cala mai troppo, ma la differenza fra alcuni registi scelti e Muschietti è palpabile. Nel bene e nel male, si vede quando un regista è cinematografico e quando è televisivo. Come ne Gli Anelli del Potere, le puntate dirette da Juan Antonio Bayona spiccavano sulle altre, qui Muschietti dimostra di meritarsi il grande schermo. Certo, se si impegna come in questa serie e non come in The Flash (2023) magari. Gli effetti visivi, anch’essi altalenanti. Si passa da sequenze molto ben realizzate e mai viste in televisione a effetti talmente grotteschi da parere alle volte ridicoli.

L’elevato grottesco di alcune sequenze è voluto, figlio anche dell’opera originale per carità, ma forse un’eleganza in più sarebbe stata meglio. Ma fatto sta che l’intrattenimento è alto nel prodotto HBO. La casa di produzione televisiva si dimostra ancora sul pezzo e osa tanto, mostrando sequenze tanto orride e terrificanti con protagonisti bambini. Dove altre serie non oserebbero, qui gli sceneggiatori non risparmiano nessuno. Non importa quanto piaccia, quanti anni abbia e quanto sia importante. Un plauso va fatto agli autori per questo.

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Conclusioni

Welcome to Derry è un’ottima serie d’intrattenimento, che propone tensione che raramente si vede in prodotti di questo tipo e materiale interessante da poter espandere in ulteriori stagioni. Si percepisce tanto cuore e un’ottima direzione attoriale per volti ben noti, e soprattutto nuovi su cui si ripongono speranze. Tra scelte stilistiche azzardate, che a volte ripagano e a volte no, il coraggio della serie è alto e non va trascurato. Si compiono scelte interessanti nella scrittura, ci si occupa di tematiche importanti e attuali e compie bene il suo compito di far saltare il pubblico dalla poltrona.

C’è una buona costruzione negli otto episodi, anche se il finale è affrettato e non privo di esagerazioni… ma tutto ciò non devasta per nulla l’intrattenimento derivato. Ci sono pro e contro, sta a ognuno capire i propri limiti. I pro della serie, però, sono tanti e vanno riconosciuti, su tutti una scrittura abbastanza solida, un comparto tecnico non trascurabile e soprattutto performance di alto livello. Bill Skarsgård su tutti. Tutti gli 8 episodi della prima stagione sono disponibili in Italia su Sky e Now.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Welcome to Derry (2025) è una serie HBO di intrattenimento che fa bene il suo lavoro. Emoziona e fa saltare sulla sedia nei momenti giusti, sia per il terrore che per svolte narrative non scontate. Il grottesco presente può far storcere il naso ma la narrazione e il cuore mostrato compensano molto.
Francesco Ombres
Francesco Ombres
Scrittore di romanzi, appassionato da tutta la vita della narrazione e soprattutto del cinema. Con uno sguardo attento alla sceneggiatura, cerco sempre di prestare attenzione a come l’intento dell’artista venga veicolato al pubblico. Per me ogni genere può essere intrattenente e avere potenziale, e soprattutto ogni recensione deve essere chiara e priva di dogmi.

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