Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere, la recensione

Nata dalla mente di J.D. Payne e Patrick McKay, Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere è una serie televisiva basata sul romanzo Il Signore degli Anelli e le sue appendici, entrambi composti dall’autore inglese J.R.R. Tolkien. La serie è ambientata durante la Seconda Era della Terra di Mezzo, migliaia di anni prima degli eventi narrati da Tolkien ne Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, poi trasportati sul grande schermo dal neozelandese Peter Jackson.

Un grandissimo progetto, una base letteraria di partenza di livello assoluto, un budget di oltre 500 milioni di dollari, una casa di produzione (Amazon Prime Video) tra le più prestigiose nel panorama televisivo. Quali migliori ingredienti potevano essere selezionati per riuscire a portare nelle televisioni una serie dal gusto deciso e potente e dai sapori indimenticabili?

Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del potere, trama

Nella Terra di Mezzo un antica minaccia sembra stia riprendendo vita. I segnali che vedono il ritorno del nemico dai mille nomi, più comunemente conosciuto come Sauron sono ormai molti, ma pochi sembrano accorgersi di tutto ciò. Tra questi vi è sicuramente Galadriel (Morfydd Clark), una nobile guerriera di razza elfica a cui Sauron ha sottratto il fratello molto tempo addietro. Sarà proprio quest’ultima, nonostante i veti da parte del regno elfico, a partire per una pericolosa spedizione per trovare, stanare e annientare definitivamente il male più pericoloso che il mondo di Arda abbia mai affrontato.

Una produzione mastodontica, nulla di mai visto nel panorama televisivo

Negli ultimi quindici anni il fantasy ha velocemente conquistato il mondo dell’audiovisivo, molti sono stati i prodotti di questo genere che a piccoli passi ma in modo efficace hanno fatto breccia nei cuori degli spettatori, portando a casa risultati a dir poco sorprendenti. Esemplificativo in questo senso è la serie HBO de Il Trono di Spade (2011 – 2019), accolta inizialmente con due milioni di spettatori alla prima stagione, per poi infrangere tutti i record d’ascolti con quella conclusiva. Lo stesso è stato qualche anno prima per la serie inglese Merlin (2008 – 2012) che dopo essere stata accolta con grande favore in patria, riuscì pian piano a conquistarsi ben 112 paesi nel mondo. Altre volte invece questo successo è immediato, e l’aria trionfale si percepisce già qualche settimana prima della messa in onda. E’ stato così per la serie Netflix The Witcher (2019 – in corso), attualmente uno dei prodotti di punta della casa, e una sensazione simile si percepiva anche per Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere.

Nonostante la serie avesse già da diversi mesi scatenato la rabbia più feroce da parte dei tolkieniani più accaniti, i trailer e le immagini riportate dalle varie testate avevano evidenziato una qualità visiva mai vista in una serie televisiva di questo genere, soprattutto nella stagione di debutto. Questo ha sicuramente infervorato i telespettatori di tutto il mondo che, è il caso di dirlo, sotto questo punto di vista non sono stati affatto delusi.

Le centinaia di milioni di dollari messi a disposizione per questi otto episodi si vedono tutti. Gli effetti speciali realizzati con la computer grafica sono di altissimo livello, e spesso raggiungono vette mai viste nell’universo televisivo. Il make up e i costumi dei personaggi, in particolare delle creature più oscure quali orchi e troll, sono incontestabili, praticamente perfette. Le scenografie sono anch’esse realizzate in maniera maniacale, dettagliate in tutte le loro finiture, mostrano la grande varietà e diversità dei mondi di questa terra, come le bellissime città costiere di Númenor, i bianchi palazzi immersi nei boschi elfici, le miniere rocciose dei nani e gli oscuri e sporchi tunnel sotterranei dei famelici orchi.

Una grandissima estetica, che non riesce però a oscurare alcuni importanti difetti di scrittura

Fin da quando Amazon annunciò il soggetto principale della serie, i fan più accaniti dei romanzi di Tolkien titubavano e nutrivano poche speranze sul fatto che la produzione avrebbe seguito la traccia lasciata dal romanziere inglese. I loro peggiori incubi sono divenuti realtà, Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere non solo si prende molte (forse troppe) libertà circa la Storia della Terra di Mezzo, ma inserisce al suo interno personaggi inediti, che nulla hanno a che fare con la “penna” fantasy per antonomasia. Questi non sono di per sé aspetti negativi, dare all’opera originale un aspetto maggiormente televisivo, racchiudendo eventi distanti millenni in pochi anni, e inserendo nella storia dei protagonisti nuovi poteva essere una manovra vincente.

Non è stato però così. La coralità della serie, che vede l’alternarsi di quattro principali storie in altrettanti diversi luoghi, non aiuta l’approfondimento dei personaggi. Molti rimangono lasciati da parte, quasi ci si dimentica della loro esistenza all’interno della serie. Ma questo non sembra essere un problema del solo spettatore, tanto che nella puntata finale la sorte di alcuni protagonisti come Theo (Tyroe Muhafidin), Isildur(Maxim Baldry), Arondir (Ismael Cruz Córdova) e Bronwyn (Nazanin Boniadi) rimane senza una conclusione, non compaiono e nemmeno vengono menzionati all’interno dell’episodio.

Tutto lo spazio è riservato a Galadriel, Elrond (Robert Aramayo) e Sauron. Quindi la domanda vien da sé, perchè creare dei nuovi character se poi non gli viene dato il giusto spazio e viene riservato loro solo un ruolo secondario?

Un grosso problema è poi il finale, che oltre a non definire la sorte di alcuni dei protagonisti risulta troppo frettoloso, banale e scontato. L’identità di Sauron era chiara già dai primi episodi, così come quella dell’uomo venuto dal cielo, e i meccanismi deviatori utilizzati dagli sceneggiatore per far germogliare dei dubbi nella testa dello spettatore non hanno mai preso forma.

Riassumendo un po’ il tutto, Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere è un prodotto comunque consigliato, una serie che sarà sicuramente rivoluzionaria sotto diversi punti di vista, un diamante grezzo, sul quale però in futuro dovrà essere fatto un attento lavoro sotto il profilo della scrittura della storia e dei personaggi al suo interno.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Il Signore degli Anelli - Gli Anelli del Potere è visivamente imponente, dai colori sgargianti ma che non riesce a esprimere tutto il suo potenziale a causa di alcune scelte narrative assai discutibili.
Davide Secchi T.
Davide Secchi T.
Cresciuto a pane e cinema, il mio amore per la settima arte è negli anni diventato sempre più grande e oltre a donarmi grandissime emozioni mi ha accompagnato nella mia maturazione personale. Orson Welles, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa e Federico Fellini sono gli autori che mi hanno avvicinato a questo mondo meraviglioso.

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