Dopo il successo condiviso in Wicked (Qui la nostra recensione) e Wicked: For Good (Qui la nostra recensione), Ariana Grande (Don’t Look Up) e Jonathan Bailey (Jurassic World – La rinascita) potrebbero tornare presto a dividere il palcoscenico. Secondo indiscrezioni, i due attori sono nelle prime fasi di pianificazione per una nuova produzione di Sunday in the Park With George, il celebre musical di Stephen Sondheim e James Lapine, vincitore del Premio Pulitzer. Il revival sarebbe previsto per il 2027 a Londra, nello spazio prestigioso del Barbican Theatre, con la regia di Marianne Elliott.
Il progetto, ancora in una fase delicata e non ufficialmente annunciato, coinvolge numerosi elementi produttivi che dovranno allinearsi nei prossimi mesi. Tuttavia, fonti vicine alla produzione parlano di un cauto ottimismo riguardo alla disponibilità di Grande e Bailey per l’estate londinese del 2027, in quello che sarebbe uno degli eventi teatrali più attesi del decennio.

Un classico senza tempo tra arte, amore e creazione
Sunday in the Park With George trae ispirazione dal celebre dipinto Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte di Georges Seurat e racconta, attraverso musica e immaginazione, il processo creativo dell’artista e il suo complesso rapporto con l’amore. I ruoli di George e Dot, originariamente interpretati a Broadway da Mandy Patinkin e Bernadette Peters, richiedono interpreti capaci di unire virtuosismo vocale e profondità emotiva.
Grande e Bailey, che hanno consolidato un forte sodalizio artistico negli ultimi anni, avrebbero già preso parte a prime letture informali, distinguendosi per affinità scenica e sensibilità musicale. Per Bailey, inoltre, il progetto rappresenterebbe una nuova collaborazione con Elliott, figura centrale nella sua affermazione teatrale.
Se confermato, il revival si inserirebbe nel rinnovato interesse londinese per l’opera di Sondheim, mentre il centenario della sua nascita, previsto per il 2030, si avvicina. Un segnale chiaro: la sua eredità artistica continua a dialogare con nuove generazioni di interpreti e spettatori.
