Ultima notte a Soho: 10 curiosità sull’horror di Edgar Wright

Uscito nelle sale italiane il 4 settembre del 2021, dopo esserne stata posticipata la proiezione per via della situazione pandemica, Ultima notte a Soho è il nuovo horror psicologico scritto e diretto da Edgar Wright. Nel cast ritroviamo delle stelle nascenti del cinema hollywoodiano come Anya-Taylor-Joy (La regina di scacchi, The Northman) e Thomasin McKenzie (Jojo rabbit) nei panni delle due protagoniste Sandie ed Eloise.

Eloise, trasferitasi a Londra per studiare moda, sogna di vivere negli anni 60; una notte, nella sua nuova camera, nel sonno viene catapultata indietro nel tempo. Qui segue le vicende di Sandie, una giovane talentuosa che vorrebbe diventare una cantante. Però, quello che all’inizio sembra essere un sogno, finirà per tramutarsi in un incubo.

Ma ora, senza dilungarci oltre, andiamo a scoprire alcune delle particolarità che caratterizzano questo film!

Ultima notte a Soho

Ultima notte a Soho: curiosità

  1. Partendo dalle fonti di ispirazione del regista per questa pellicola, ricordiamo due principali modelli: il thriller A Venezia… Un dicembre rosso shocking (Don’t look now) di Nicolas Roeg e Repulsione di Roman Polanski.
  2. Passando al titolo, questo ha avuto decisamente un’evoluzione travagliata. Infatti, pur risultando molto adatto alla trama, Ultima notte a Soho (originale Last night in Soho) non era neanche tra le prime scelte del regista. Il primo titolo considerato fu infatti Red lights area, per poi evolversi solo in Red lights ed infine in The night has a thousand eyes.
  3. Il titolo finale del film venne preso da una canzone, Last night in Soho, della rock band Dave Dee, Dozy, Beaky, Mick & Tich, uscita nel 1988. Anche il modo in cui il regista è venuto a conoscenza del brano in questione è abbastanza casuale e particolare. Qui, infatti, si ha l’intervento di uno dei più noti registi del cinema contemporaneo: Quentin tarantino. Tarantino, infatti, consigliò a Wright la canzone; essendo il film ambientato a Soho, il titolo era perfetto.
Ultima notte a Soho
  1. La sceneggiatura è opera di Wright e di Krysty Wilson-Cairns, sceneggiatrice nota soprattutto per aver scritto la pellicola pluripremiata 1917. La partecipazione di quest’ultima ha certamente contribuito a dare un effetto più cupo e sinistro al film. Gli interventi della Wilson-Cairns riguardano molto anche le scene ambientate negli anni 60: per quanto Wright volesse che gli spettatori riuscissero a legarsi al personaggio di Sandie a tal punto praticamente da innamorarsene, allo stesso tempo non voleva ci fossero dialoghi. È proprio grazie alla sceneggiatrice scozzese che queste scene non sono totalmente mute: ella fece notare come potesse risultare difficile trasmettere così tanto al pubblico senza parlare.
  2. Ultima notte a Soho è una pellicola di addio per due importanti attrici di Hollywood: si tratta di Diana Rigg, morta il 10 settembre 2020, poco dopo la fine delle riprese, e Margaret Nolan, morta il 5 ottobre dello stesso anno. Le due interpretano nel film Ms. Collins e la barista.
  3. Rimanendo in tema cast, l’attrice Thomasin Mckenzie rifiutò un ruolo nel nuovo Top gun: maverick per poter interpretare Eloise in Ultima notte a Soho.
Ultima notte a  Soho
  1. Come la McKenzie, anche l’attore Matt Smith rimase conquistato dal copione e, specialmente dalle scene di ballo, pur non sapendo effettivamente ballare. Ad ogni modo, prese appositamente lezioni di ballo, e possiamo certamente notare un ottimo risultato nel film!
  2. Da un punto di vista più tecnico, sono stati usati trucchi e tattiche particolari durante le scene in cui Sadie ed Eloise si scambiano durante i balli. La stessa Anya Taylor- Joy spiega durante un’intervista come le due attrici si scambiassero continuamente, passando dalla parte on screen a dietro la camera da presa. Quindi non si tratta di montaggi ma il lavoro è stato fatto tutto durante le riprese.
  3. Molto azzeccata è anche la scelta delle canzoni: si tratta di brani degli anni Sessanta, quindi che si adattano alla perfezione al film. Tra queste forse quella che colpisce di più è Downtown di Petula Clark, uscita nel 1965; la canzone, infatti, è presente in diverse parti del film, anche le più sinistre. Assume a tratti i toni quasi di una cantilena, creando maggiore suspense. Inoltre, questo è anche il brano scelto da Sandie per la sua audizione. La curiosità sta proprio nel fatto che è la stessa attrice Taylor-Joy a cantare nel film.
  4. Ultima notte a Soho, pur trattando tematiche attuali ed essendo una pellicola molto peculiare ed interessante, non ha riscosso grande interesse da parte della critica.  Infatti, insieme a The french dispatch, questo può essere considerato come il grande escluso dagli Oscar 2022, non ricevendo neanche una candidatura. Anche per le altre premiazioni cinematografiche i risultati non furono migliori: ottenne due candidature ai BAFTA 2022, per miglior sonoro e miglior film britannico e tre candidature per i Critics’ Choice Awards, come miglior film horror, e miglior attrice in un film horror a Anya Taylor- Joy e Thomasin McKenzie.
Ilaria Denaro
Ilaria Denaro
Studentessa unime, sono un’amante del cinema da sempre, spaziando dalle commedie romantico-umoristiche del caro vecchio Woody Allen, fino ai thriller di Fincher

ARTICOLI RELATIVI

ULTIMI ARTICOLI