Studio Ghibli: le curiosità che non conosci

Di recente sono tornati al cinema i film d’animazione dello Studio Ghibli grazie alla rassegna Un mondo di sogni animati di Lucky Red. Secondo il programma, dal 1 luglio al 17 agosto tornano al cinema i film di Hayao Miyazaki, ovviamente non tutti, ma alcuni titoli. Ovvero: La città incantata, Principessa Mononoke, Nausicaa della Valle del Vento, Porco Rosso, Il Castello Errante di Howl.

Il primo proiettato al cinema in Italia è stato La città incantata, ora è la volta di La Principessa Mononoke. I film dello Studio Ghibli si trovano in gran parte su Netflix, ma i fan più accaniti non hanno sicuramente resistito all’idea di poterli riassaporare al cinema. Visto che se ne riparla con grande entusiasmo, oggi vogliamo proporvi alcune curiosità sui film a opera dello studio cinematografico d’animazione fondato nel 1985 da Hayao Miyazaki e Isao Takahata, tristemente scomparso nel 2018.

Studio Ghibli

Origine del nome e disegni

Innanzitutto, perché lo Studio Ghibli si chiama così? Il nome deriva da Ghibli, vento caldo del Sahara, ma può ricondursi anche a un aereo italiano degli anni 30, dal momento che Hayao Miyazaki è un grande appassionato di storia dell’aviazione, fra le altre cose. Infatti gli aerei sono presentissimi nei suoi film, e anche la confezione di volare anche come singoli esseri umani. Quanto a come si pronuncia il nome, i giapponesi lo pronunciano “Gibli”, quindi in teoria dovremmo farlo anche noi, ma ormai in Italia si è diffusa la pronuncia che tiene conto dell’h.

Ma andiamo più nello specifico ai film. Questa è una curiosità che renderà felici gli amanti della tradizione. I disegni dello Studio Ghibli sono un manifesto di tradizione per Hayao Miyazaki che ritiene superiore il tocco umano all’animazione in CGI. Quindi, ha disegnato anche da solo diverse scene dei suoi film. Un esempio è Ponyo sulla scogliera, dove quasi tutte le scene con il mare, le onde, ecc. Sono state disegnate a mano da lui. Miyazaki è profondamente affascinato dal connubio fra tecnologia e mano umana.

Cerca di prenderne gli aspetti più vantaggiosi, cosa che si vede ne La città incantata: tutti i disegni sono realizzati in analogico e solo dopo migliorati in digitale. Insomma, vengono prima realizzati a mano, si scannerizzano e al computer quello che si fa è solo l’animazione e qualche miglioramento. Una tecnica che aggiunge a questi film una grande aura di “naturalezza”.

Studio Ghibli

Influenze e tematiche del film dello Studio Ghibli

Non molti sanno che Miyazaki ha intrapreso la carriera di fumettista dopo aver conseguito la Laurea in scienze politiche ed economia. Da sempre interessato quindi a problematiche politiche e sociali, nei suoi film, anche grazie a straordinari collaboratori, ha sempre messo profondità e analisi accurata di eventi storici e politici rilevanti.

Un’enorme attenzione viene data da Miyazaki all’infanzia, sappiamo bene che tantissimi dei suoi protagonisti sono bambini o comunque molto giovani (come Sophie de Il castello errante di Howl, anziana solo d’aspetto per un maleficio). A questa idea si connette l’obiettivo di, attraverso le sue pellicole, trasmettere ai bambini un rinnovato senso dell’appartenenza al pianeta e di rapporto con la natura, minato dal sempre più fervente mondo virtuale. L’universo Ghibli è profondamente legato anche all’ambientalismo che come il pacifismo sono valori che Miyazaki condivise con Isao Takahata. Ha spiegato Miyazaki a Nausicaa.net:

Questo porta all’idea che il mondo non è solo per gli uomini, ma per ogni forma di vita, e agli uomini è concesso di vivere in una parte del mondo. Non è che possiamo convivere con la natura fintanto che viviamo in modo rispettoso, e che la distruggiamo perché diventiamo avidi. Quando ci accorgiamo che anche vivere in modo rispettoso distrugge la natura, non sappiamo che fare. E credo che se non ci mettiamo nella posizione di non sapere cosa fare e partire da lì, non possiamo risolvere i problemi ambientali o i problemi che coinvolgono la natura.

Studio Ghibli

I libri e lo Studio Ghibli

Eppure, le ambientazioni non sono mai attuali e raramente sembrano reali, i mondi dello Studio Ghibli sono fantastici, lo sappiamo. Anche se si legano all’attualità in maniera davvero impressionante.

Questo perché una grande influenza nei lavori di Miyazaki è costituita dal Ciclo di Earthsea, una serie di romanzi di Ursula K. Le Guin, dove il protagonista Ged è un ragazzo che deve diventare un mago. Non è la prima né l’unica volta che dei libri costituiscono ispirazione per Miyazaki. Zappiamo che la saga di Diana Wynne Jones ha ispirato Il castello errante di Howl.

Altre ispirazioni letterarie e di fonti sono i libri di Roald Dahl, che fu aviatore e scrittore per l’infanzia, e quindi parla principalmente del mondo dell’aviazione che come detto nei film Ghibli è assai presente. Alice in Wonderland e in generale la poetica di Lewis Carroll costituiscono, si capisce molto bene, un grande punto di riferimento per Miyazaki. A partire dal fatto che i bambini siano protagonisti principali delle vicende, fino alla costruzione di un mondo magico quasi onirico in diverse opere.

Una magia che, ora sappiamo, sarà possibile rivivere al cinema.

Silvia Argento
Silvia Argento
Laureata triennale in Lettere Moderne e due magistrali in Filologia Moderna e Editoria e scrittura cum laude. È docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e redattrice, autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità».

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