The Big Bang Theory torna ufficialmente su HBO a luglio 2026 con Stuart Fails to Save the Universe, uno spin-off della serie (qui la recensione) che prende ufficialmente una piega inaspettata. Dopo Young Sheldon e Georgie & Mandy’s First Marriage, il franchise abbandona ufficialmente il territorio della sitcom faamiliare per avventurarsi nella fantascienza.
Al centro della storia c’è l’impacciato Stuart Bloom, il proprietario della fumetteria interpretato da Kevin Sussman, uno dei personaggi più amati della serie originale.
Secondo la sinossi ufficiale, Stuart scatenerà accidentalmente un “Armageddon multiversale” dopo aver rotto un dispositivo costruito da Sheldon e Leonard. Si ritroverà così responsabile del ripristino della realtà. Una premessa assurda e irresistibile, perfetta per un personaggio che nella serie originale si aggirava sempre ai margini del gruppo.

The Big Bang Theory: uno spin-off ambizioso firmato Chuck Lorre
Stuart Fails to Save the Universe è co-creata da Chuck Lorre, Bill Prady e Zak Penn, che ne sono anche sceneggiatori e produttori esecutivi. Lorre, creatore di Due uomini e mezzo e Il metodo Kominsky, ha ammesso di essere completamente fuori dalla sua zona di comfort con questo progetto. «C’è molta CGI e tante cose tecniche speciali», ha dichiarato al Banff World Media Festival. “Si tratta di cercare di incorporare un po’ di quel mondo di fantascienza in una commedia. Sono completamente fuori dal mio elemento, che è quello che volevo.” Zak Penn, noto per aver scritto Ready Player One e The Avengers, porta invece la sua esperienza nel genere fantascientifico. Insieme, i tre hanno scritto 10 episodi della serie.
Nel cast figurano anche Lauren Lapkus nel ruolo di Denise, Brian Posehn in quello di Bert e John Ross Bowie in quello di Barry Kripke, tutti personaggi già presenti nella serie originale. Stuart Fails to Save the Universe si preannuncia come uno degli appuntamenti televisivi più originali e attesi dell’estate 2026.
