MagazineTrailer ingannevoli e come evitarli

Trailer ingannevoli e come evitarli

Una piaga relativamente recente

Chiunque, almeno una volta nella vita andando al cinema, è entrato in sala in anticipo per godersi i trailer (parte integrante dello spettacolo a tutti gli effetti). Costituiscono un primo assaggio di quello poi delizierà gli occhi degli spettatori dopo la release ufficiale ma sono anche diventati una vera e propria arma a doppio taglio. Si, perché ad oggi sembra in costante aumento il fenomeno dei trailer ingannevoli, ovvero dei teaser che presentano al pubblico dei dettagli molto accattivanti che poi però nel prodotto finale non trovano conferma. Negli anni più recenti sono fioccati anche casi di proteste e, perché no, addirittura di denunce. Spesso ci si chiede come mai un semplice trailer di lancio possa animare le folle a tal punto (trattasi pur sempre di pubblicità) ma è anche vero che il punto di vista sulla questione andrebbe invertito: come mai viene propinato un anticipo ingannevole e traditore? Qual è il motivo della strategia mirata delle case di produzione? L’unica domanda importante, la cui risposta rimane ancora parzialmente in sospeso, è se effettivamente questo comportamento sia legale.

- Pubblicità -

Facendo un passo indietro verso un piccolo preludio storico si può dire che l’affermazione dei trailer (ingannevoli e non) parta addirittura dagli anni 20 del 1900. La NSS (National Screen Service) di New York cominciò a mettere a disposizione delle case di produzione la possibilità di commissionare la realizzazione di piccoli spezzoni di video da proiettare nelle pause in sala. Tutto questo avveniva nell’arco di uno o due minuti, anche perché i film proiettati al tempo erano più che altro muti e l’unico trailer ingannevole che poteva esistere era la parte scritta che necessariamente doveva essere abbinata al video anzidetto. Subito si percepì la potenza di un prodotto del genere che, a ben vedere, poteva entusiasmare il pubblico a tal punto da trascinarlo in sala già a partire dalla volta dopo. Questa nuova realtà guadagnò così tanto seguito che l’utilità marginale del suo progressivo crescere portò la NSS stessa a dover pagare delle royalties alle società produttive per poter implementare i trailer dei loro film. Vedendo quindi che questo elemento scenico poteva essere anche remunerativo, tutta Hollywood cavalcò l’onda. Non tutti i trailer poi furono effettivamente commissionati ma vi sono esempi di registi che hanno puntato loro stessi a crearne uno per i loro film (su tutti, si ricordano Stanley Kubrick e Alfred Hitchcok). Proprio quest’ultimo passò alla storia per aver letteralmente “accompagnato” gli spettatori in un tour guidato del Bates Motel.

Stando a questi dati è lecito presumere che la nascita del trailer sia di per sé anche una conquista o più semplicemente un istinto nobile. Tuttavia, di recente si sta affermando un fenomeno diametralmente opposto: quello dei trailer ingannevoli. Sempre più lunghi e divisi in più “puntate” le minipresentazioni che i film odierni offrono dicono tanto, forse troppo. Spesso e volentieri ve ne sono anche di diversi che si susseguono nel tempo per ingolosire lo spettatore e attirarlo in sala (aggiungendo di volta in volta dettagli in più). In altre occasioni i dettagli che vengono aggiunti sono addirittura finti e il film non conferma quel piccolo particolare che poteva far vibrare di gioia i fan. I casi da analizzare sarebbero tantissimi ma di seguito se ne propongono solo alcuni (i più significativi) che possano, in qualche modo, far luce sulla natura di questa diabolica tendenza.

I trailer ingannevoli con benevolenza

Un caso studio interessante in fatto di trailer ingannevoli è senza dubbio il trailer di Harry Potter e il principe mezzosangue. Nell’entusiasmante assaggio che la Warner Bros. ha voluto regalare si percepisce nettamente la volontà di puntare sul rapporto col passato come leitmotiv dell’opera. Si vede Silente fare la conoscenza di Tom Riddle (successivamente Lord Voldemort) e la caccia agli Horcrux è praticamente nell’aria. Oltretutto il clima bellico che si respira lascia presagire che la battaglia per Hogwarts è ormai imminente. Nulla di tutto questo verrà confermato nel film; o meglio, a livello di montaggio le scene che sono state scelte come pubblicità sono solo una piccola parte del tutto, pur non essendo nel concreto delle scene false. Forse soltanto la regia ha avuto colpe, dato che il sesto capitolo della saga potteriana è inteso da molti come un sostanziale flop.

Altro esempio di trailer ingannevole dal volto angelico è il trailer de I Fantastici 4 (il film del 2015). Nelle scene di presentazione si vede Jamie Bell in prima linea e si capisce che lo stesso sarà colui che, successivamente all’incidente cosmico, darà corpo alla cosa. Le parti a lui dedicate sono anche più di una; quindi, la sua centralità si pensava fosse indubbia. Invece nel film vero e proprio si vede solo l’ombra di Bell (essendo molte delle scene suddette non presenti). Trattasi di inganno? No, in questo caso fu un taglio di post-produzione. Il regista valutò che, per esigenze di lunghezza, la sua presenza fosse marginale e che quindi fosse meglio puntare sulla cosa piuttosto che sull’umano che c’era dentro.

Questi due casi rappresentano gli esempi meno eclatanti di differenze tra il prodotto iniziale e quello finale. Non vi sono elementi successivamente sottaciuti (personaggi che non esistono o scene portanti che sono state volutamente derubricate). C’è solo una maldestra decisione di tagliare parti di realtà esistenti per risistemare il tutto in forza di esigenze di tempo. Più che di trailer ingannevoli si tratta quindi di sviste artistiche.

trailer ingannevoli

Trailer ingannevoli in mala fede

I seguenti casi di trailer ingannevoli sono invece l’esempio di come non si tratti sempre di errori di assemblaggio ma si possa parlare, più nel concreto, di una strategia volutamente mirata all’inganno. Non sono accuse eccessive se si pensa che, in uno dei due, sono partite anche delle cause. È il caso di Yesterday, film del 2019 che questiona l’effettivo successo che i Beatles potrebbero raggiungere se fossero una band dei giorni odierni. Nel trailer c’è una scena in cui si vede Ana de Armas fare parte del cast; nel film, la sua presenza è solo un miraggio e si attende la fine per capire che non arriverà. Due spettatori hanno quindi deciso di fare causa alla Universal per pubblicità ingannevole, avendo speso dei soldi per vedere su Amazon Prime l’allora nuovo film della loro beniamina. La richiesta era altissima (5 milioni di euro di risarcimento) è per questo forse che la cosa per i due spettatori non è andata in porto. Tuttavia, si tratta di una vera e proprio stoccata per la casa di produzione che ha dovuto rivedere qualcosina per non perdere fama e credibilità. Se non fosse che in quegli anni si sapeva che l’attrice avesse problemi di ambientamento in America, questa scelta sarebbe stata considerata imperdonabile. Il secondo caso di trailer volutamente ingannevole è Morbius, nelle sale solo da pochi giorni, il quale presenta nel trailer una scena in cui si vede un murales con sopra Spiderman (e un riferimento poco carino allo stesso). Si sa, la Marvel ha abituato i fan a dettagli da scovare e decifrare ma la cosa sta sfuggendo di mano. Fino a che si può parlare di Easter egg la situazione è a posto ma nel momento in cui viene introdotto un dettaglio poi assente nel film, allora la situazione si fa insostenibile. La bassissima qualità del film e i costanti rinvii ai quali è stato sottoposto gettano poi ulteriore legna al fuoco e unitamente alle speranze che si sono create in fase di promozione genera un risultato pessimo. Questi sono proprio caso studio in quanto all’interno del prodotto vi sono elementi totalmente tagliati, mancanti e assenti che probabilmente vedrebbero in una class action la miglior arma a disposizione per combattere uno stato di cose del genere. Il consiglio per evitare di cadere in tranelli simili è di valutare di che tipo di film si tratta: se si ha a che fare con uno stand alone (una pellicola che può anche sussitere da sola senza sequel eventuali) allora la visione del trailer non va a inficiare troppo il risultato finale. Ma se si tratta di un franchise dove ogni capitolo è collegato all’altro, allora sarebbe bene evitare la visione (se poi tra il teaser e la successiva distribuzione nelle sale passa troppo tempo, allora qualcosa di strano nell’aria c’è).

trailer ingannevoli
Federico Favale
Federico Favale
Anche da piccolo non andavo mai a letto presto. Troppi film a tenermi sveglio. Più guardavo più dicevo a me stesso: "ok, la vita non è un film ma se non guardassi film non capirei nulla della vita".

CONDIVIDI POST:

IN TENDENZA ORA

RACCOMANDATI