Metal Lords, la recensione del nuovo film Netflix

Metal Lords, un nuovo School of Rock?

Netflix ne sa una più del diavolo. Tra le mille produzioni che affollano la piattaforma a volte qualcosa riesce ad emergere anche se centra solo in parte l’obiettivo per cui è nato. E’ il caso di Metal Lords, un teen-movie in salsa metal che nel suo genere riesce a piacere non solo al target a cui è rivolto, ma anche a chi l’adolescenza l’ha vissuta da un po’. Diretto da Peter Sollett e basato su una sceneggiatura di D.B Weiss, qui anche in veste di produttore, si propone d’essere il ” figlio” di School of Rock, la commedia diretta da Richard Linklater con protagonista Jack Black. Ci è riuscito? E’ ancora presto per dirlo. Quel che è certo è che lo ricorda molto in diversi passaggi e scene, ma sarà il tempo a decretarne il successo. Sta di fatto che Metal Lords ha riportato all’attenzione mediatica un genere di musica, l’heavy metal, forse ancora troppo bistrattato.

La trama

Hunter e Kevin sono due quindicenni disadattati alle prese con tutti i problemi dell’adolescenza. Uniti da anni di amicizia, frequentano la Glennwoon Lake High School e sono i fondatori di una band metal, gli Skull F*cker. E’ Hunter, tra i due, il vero fanatico della musica metal, mentre Kevin sembra un po’ essere trascinato in questo mondo fatto di riff, chitarre elettriche e batteria. Sognano il riscatto sociale e una posizione di prestigio nella scuola e l’occasione si presenta nel momento in cui si avvicina la Battaglia delle Band. Per partecipare all’evento, però, occorre loro un bassista. Durante la ricerca, Kevin conosce Emily, una talentuosa violoncellista che soffre di scatti d’ira. La missione non sarà facile e le dinamiche relazionali e amorose metteranno a dura prova l’amicizia tra Hunter e Kevin.

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Metal Lords, un film per metallari (e non solo)

Chiaramente Metal Lords incontrerà il gusto dei cosiddetti metallari, perché il film è pieno zeppo di riferimenti al genere musicale. Iron Maiden, Slayer, Pantera, Metallica, Anthrax e tantissimi altri affollano la camera di Hunter e sono ispiratori di un vero e proprio stile di vita (e d’abbigliamento) che il ragazzo ha fatto suo. Tutto questo sotto la direzione di Tom Morello, acclamato chitarrista dei Rage Against the Machine che qui veste il ruolo di supervisore della musica. Morello è anche autore dei pezzi originali dei Skull F*cker, la band messa su dai ragazzi. Hunter, ben interpretato da Adrian Greensmith, utilizza la musica come veicolo per evadere da una realtà insoddisfacente che lo emargina sempre più. L’heavy metal sembra essere il mezzo perfetto per esprimere la rabbia di questa condizione dentro il quale la società lo ha rinchiuso. Metal Lords, così come fece School of Rock ai tempi, vuole mettere a tacere una volta per tutte l’idea che il metal e il rock siano generi musicali aggressivi con sfumature, perché no, sataniche. Kevin, interpretato da Jaeden Martell, dal canto suo è rimasto per tutta la vita all’ombra del suo amico e l’incontro con Emily farà emergere problematiche tra i due fino ad allora nascoste.

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Tanta musica si, ma anche problematiche adolescenziali

Se si dovesse definire Metal Lords con una frase si potrebbe dire che è un film sull’heavy metal, eppure non dimentica di creare un contesto funzionale attorno ai suoi personaggi. L’adolescenza e le sue problematiche, tuttavia, avrebbero meritato più spazio e approfondimento. Emily soffre di attacchi d’ira incontrollati e prende delle medicine non ben specificate; e poi il sesso e la tossicodipendenza; i primi amori e il difficile rapporto con i genitori; l’emarginazione sociale e il sentirsi a disagio all’interno della società, tutti temi che il film tocca senza scavare a fondo. I protagonisti necessitavano di un background interiore che li rendesse pluridimensionali, anche perché sono davvero adorabili nel loro essere disadattati. Al di là di questo, anche se non è una mancanza su cui passare sopra alla leggera, il film è una commedia assolutamente piacevole con un buon ritmo, una regia dinamica quel tanto che basta ad andare in parallelo con la frenesia del metal e una gamma di colori assolutamente in linea con il target adolescenziale a cui è principalmente rivolto.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Metal Lords è lo School of Rock della nuova generazione, ha tutta l'aria di volerlo essere. Il film è impregnato di musica heavy metal e si pone l'obiettivo di sdoganare (semmai ce ne fosse ancora bisogno) l'idea che sia un genere di musica aggressivo a sfondo satanico. Divertente e ironico, tuttavia pecca nel non aver dato sufficiente profondità ai suoi personaggi e al contesto in cui vivono, poiché tocca temi importanti e delicati come il sesso e la malattia mentale solo superficialmente.
Redazione
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