Nemico Pubblico – Public Enemies (2009) di Michael Mann è un film che racconta della caccia da parte dell’FBI al famigerato criminale John Dillinger e a tutta la cerchia di collaboratori a lui collegata. La pellicola che possiamo vedere ora arrivò nel 2009, ma era un progetto che girava nei corridoi di Hollywood già da tempo. Inizialmente doveva essere addirittura una miniserie per HBO prodotta da Robert De Niro. L’emittente televisiva abbandonò il progetto che finì sotto l’attenzione del noto regista Michael Mann e niente di meno che Leonardo DiCaprio. Sarebbe risultato sicuramente un film interessante e diverso con lui protagonista. Però il destino ha deciso diversamente.
DiCaprio dovette abbandonare e concentrarsi su Shutter Island. Inizialmente il progetto “John Dillinger” fu abbandonato, poi però si presentò Johnny Depp come protagonista. Per la sceneggiatura, Mann si affiancò a Ronan Bennett e Ann Biderman basandosi su Public Enemies: America’s Greatest Crime Wave and the Birth of the FBI, 1933-43 di Bryan Burrough. Quest’ultimo doveva scrivere inizialmente la miniserie HBO. L’autore, una volta letta la sceneggiatura disse: “Non è storicamente accurata al 100%. Ma è di gran lunga la cosa più aderente ai fatti che Hollywood abbia mai tentato. Per questo mi sento al tempo stesso eccitato e intimamente tranquillo“.
Parliamo di un film forse troppo dimenticato dall’utenza, di uno dei registi più importanti degli ultimi 40 anni e con un Johnny Depp in un periodo peculiare della sua carriera. Era appena finita la prima trilogia di Pirati dei Caraibi e l’anno prima era stato candidato all’Oscar per Sweeney Todd. L’anno dopo la collaborazione con Mann avrebbe tirato fuori dal cilindro l’ennesima collaborazione con Burton, questa volta infruttuosa, Alice in Wonderland. E l’anno seguente The Tourist. I film davvero belli scarseggeranno per un bel po’ e a breve sarebbe cominciata la fatica del pubblico nel vederlo sempre fare lo “strambo” nei film. Quindi questo può esser definito il suo “ultimo grande film” se parliamo della sua epoca d’oro.

Nemico Pubblico – Trama
1933, Grande Depressione. John Dillinger (Johnny Depp) si infiltra nel carcere di Stato dell’Indiana per far evadere la sua banda di uomini fidati. Con la banda riunita, Dillinger si occupa subito di rapinare una banca importante della zona. Le rapine del noto criminale sono sempre meticolose e veloci, non si prendono i soldi del clienti o di chi lavora lì, ma solo della banca. Nel frattempo, l’agente dell’FBI Melvin Purvis (Christian Bale) uccide in un blitz un noto criminale, Pretty Face Floyd (Channing Tatum). Per questo diviene famoso e il direttore J. Edgar Hoover (Billy Crudup) lo promuove a capo della squadra incaricata di cacciare il nemico pubblico n°1, John Dillinger.
L’FBI è sotto l’occhio attento del governo dato che accusano Hoover di spendere tanto per catturare ladri famosi che spendono meno, quindi è comprensibile il perché voglia cacciare Dillinger. Che è un criminale ben noto e affascinante agli occhi dell’opinione pubblica. Fra una rapina e l’altra, John incontra Billie Frechette (Marion Cotillard) e se ne innamora all’istante. Dillinger ha un modo di porsi particolare, parla diretto, veloce e in maniera davvero sicura. Anche Billie rimane affascinata dal criminale che decide tra una titubanza e l’altra di accompagnarsi a lui, anche se sa che l’uomo potrebbe morire da un momento all’altro.
Per una soffiata sbagliata, gli uomini di Purvis cadono vittima dei colpi di Baby Face Nelson (Stephen Graham) e di Tommy Carroll (Spencer Garrett). Questo fa titubare l’agente che richiede direttamente a Hoover un cambio d’approccio. Una squadra di uomini davvero addestrati, provenienti da zone di frontiera e pronti davvero a tutto per catturare i criminali. Con l’arrivo di questi uomini la storia cambia e le cose cominciano a capitolare pian piano. I poliziotti diventano più brutali, cominciano a torchiare chiunque abbia avuto il minimo contatto con questi criminali, anche parenti lontani… metodi disumani, intercettazioni, torture… è l’inizio di una vera caccia all’uomo destinata a cambiare gli Stati Uniti per sempre.

Nemico Pubblico – Cast
A dominare il cast c’è la coppia Johnny Depp/Christian Bale, che già da sola all’epoca era sinonimo di evento. Come già detto Depp era in un momento ancora d’oro della sua carriera e Bale l’anno prima era stato protagonista de Il Cavaliere Oscuro. Quindi vederlo a fare “il villain” in questo film era davvero particolare. Una coppia di attori attesa, non siamo ai livelli di Heat – La sfida sempre di Michael Mann (in cui condivisero il set per la prima volta Al Pacino e De Niro), però il livello rimane comunque alto.
Il resto del cast è stracolmo di attori caratteristi tipo Billy Crudup, chiamato a fare il sinistro direttore Hoover. Attorno a Dillinger ci sono un sacco di attori che avrebbero trovato fortuna più avanti, tipo Stephen Dorff (True Detective 3), Stephen Graham (Adolescence) o Jason Clarke (Oppenheimer). Marion Cotillard ricopre il ruolo dell’interesse amoroso di Dillinger, Billie. Non una femme fatale o una dama in pericolo, ma una donna di origini indiane/francesi che per l’amore che prova per un criminale decide di buttarsi in una vita fatta di poche certezze.
Affianco a Bale, in seconda battuta, arriva anche Stephen Lang, che poi sarebbe diventato iconico nel ruolo del colonnello Quaritch in Avatar. Nel ruolo del mafioso Phil D’Andrea c’è John Ortiz che ha già collaborato con Mann nel suo film prima, Miami Vice. Anche qui il ruolo è negativo, e Ortiz risulta davvero bravo nel farsi odiare anche in questo film. Il cast è nutritissimo, come ogni film di Michael Mann che ti crea un affresco enorme, qualunque sia il contesto.

Nemico Pubblico – Recensione
Michael Mann non dirige il classico film biografico in cui si parla del perché John Dillinger sia diventato ciò che è diventato. Anzi decide di raccontare un periodo specifico, nel suo modo originale e dipingendo i cambiamenti dell’America che sarà. Nel suo ultimo film, Ferrari (2023), Mann racconta un protagonista molto simile al Dillinger di Johnny Depp. Un uomo sempre di fretta, con un rapporto morboso con la morte, che è un po’ la spada di Damocle di molti, se non tutti, i suoi protagonisti. I primi venti minuti del film non hanno un attimo di respiro e i dialoghi sono velocissimi. Tutto frenetico, come la vita di Dillinger, che passa in una sola giornata da una prigione, a una banca da rapinare, a una casa sicura in cui nascondersi. Poi la narrazione prende un respiro, quando John incontra Billie, come se finalmente anche il personaggio possa finalmente respirare.
Qui, Mann decide di raccontare un Paese immerso in grandi cambiamenti. La criminalità stava cambiando, diventando più all’avanguardia e organizzata. Parallelamente anche il Bureau diventa più organizzato e crudele. Cominciano a usare le tecniche criminali contro i fuorilegge e la regia è ottima nel mostrare questi due mondi e i rispettivi cambiamenti. C’è una ricostruzione storica davvero accurata ed è curioso dato che Mann non lo esalta mai tramite inquadrature ricercate o sfarzose. Anzi, prosegue con la sua linea artistica di dialoghi, azione e camera a mano. All’inizio può disorientare lo stile di regia se si parla di un film in costume, ma presto questo effetto sparisce e la narrazione ti cattura con dialoghi accattivanti e scene al cardiopalma.
Nessuno dirige le sparatorie come Michael Mann, e qui sono davvero sublimi. E non si usano certo armi all’avanguardia o tecnologie hi-tech come nel suo film precedente Miami Vice. Qui i fucili a tamburo sono ultra confusionari e la pulizia nelle sparatorie è scarsa. Eppure le sequenze di Mann sono pulitissime, cariche di tensione e di inquadrature secche, in cui l’azione domina sulla forma ricercata. La narrazione vola spedita, come la vita di John Dillinger. Un uomo che ha deciso perfettamente che vita vuole vivere, anche se non sarà lunga. Il tema memorabile di Elliot Goldenthal accompagna il potente affresco creato da Mann, che come ogni grande artista racconta a modo suo il passato per far riflettere sul presente.

Conclusioni
È difficile forse farsi ricordare tanto dopo che prima di te sono arrivati capolavori come Heat o Collateral. Ma Nemico Pubblico ha subito la stessa condanna di Miami Vice, ovvero essere un grande film di un grande regista, ma non un capolavoro come quel film o quell’altro. Soprattutto per vedere come si è evoluta la carriera di Depp, bisogna guardare a Nemico Pubblico con nostalgia. Un bellissimo film che racconta con schiettezza ciò che vuole raccontare e si fa ricordare per tante cose. Musiche, sequenze mozzafiato e interpretazioni posate e mai esagerate.
La morte dell’America di un certo tipo, la nascita dei criminali cool, ben prima dei moderni serial killer… tutto questo è Nemico Pubblico. Una delle cacce all’uomo più famose della storia americana che risulta davvero esagerata considerando cosa si stava muovendo in quel periodo. Nel panorama odierno, un film come questo, diretto da un regista come Mann, manca. Una regia tanto pulita e soprattutto tanta onestà nel raccontare una storia a proprio modo senza cadere nell’esagerazione e nelle inquadrature sfarzose. Nemico Pubblico intrattiene senza moralismi, racconta senza orpelli e non accompagna lo spettatore per mano dicendogli tutto.


