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The Long Walk: Stephen King e Francis Lawrence ci portano nel loro universo distopico

The Long Walk è un film del 2025 diretto da Francis Lawrence. È l’adattamento cinematografico del romanzo La lunga marcia di Stephen King.

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The Long Walk è stato uno dei primi romanzi di Stephen King, scritto otto anni prima del suo debutto ufficiale con Carrie, nel 1974.

Inizialmente King presentò il manoscritto a un concorso letterario della Random House, ma venne rifiutato, spingendolo a riporlo in un baule. Alla fine degli anni ’70, recuperò The Long Walk dal baule e lo pubblicò con il suo nuovo pseudonimo, Richard Bachman. 

Uno degli elementi unificanti dell’opera di King, quando scrive con lo pseudonimo di Bachman, è il nichilismo pervasivo delle storie. E la visione pessimistica del protagonista e The Long Walk ne è l’effettiva prova.

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The Long Walk

The Long Walk: la trama

Il film è ambientato in una versione autoritaria degli Stati Uniti, che ha subito una “trasformazione” in peggio. Ogni anno si tiene una gara di marcia in cui cento ragazzi vengono selezionati per percorrere un tragitto prestabilito senza fermarsi. Devono mantenere una velocità minima di 6 km/h e, se scendono al di sotto di tale limite, vengono avvertiti. Dopo tre avvertimenti, vengono fucilati e uccisi. La marcia continua finché non rimane un solo ragazzo, e il premio è “qualsiasi cosa desideri per il resto della sua vita”.

The Long Walk non si concentra tanto sulla camminata in sé. Quanto sul prezzo psicologico che una persona dovrebbe pagare per parteciparvi, nonché sul terrore insito in una società che considera la morte come un intrattenimento. 

The Long Walk: la recensione

Il regista Francis Lawrence (Hunger Games) affronta la storia a modo suo, apportando le modifiche necessarie per rendere la narrazione più snella e adatta al pubblico cinematografico e moderno. Invece di cento ragazzi in viaggio, questa volta sono solo cinquanta, il che restringe il campo e rende più facile per lo spettatore seguire i personaggi. Garraty (Cooper Hoffman) e McVries (David Jonsson) sono il cuore e l’anima del film, proprio come nel libro. E viene dato maggiore risalto alle loro interazioni e alla loro amicizia che si instaura durante il viaggio.

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Guardare le persone camminare per quasi due ore potrebbe sembrare noioso e ripetitivo, ma Lawrence mantiene un ritmo vivace. I dialoghi pungenti e pieni di parolacce tra i personaggi risultano realistici e credibili, alleggerendo il tono della prima metà del film.

The Long Walk

Un aspetto particolarmente evidente è l’intensificazione della violenza: leggere di un bambino ucciso a colpi d’arma da fuoco può essere d’impatto, ma assistere a una scena così cruda sullo schermo è tutt’altra cosa. Il film non si risparmia, mostrando le dure conseguenze di chi riceve la propria “multa”.

Il film mette alla prova la sete di morte dello spettatore, poiché nessuna di queste morti è gloriosa o nobile. E la domanda che il film ci pone per tuttala sua durata è una sola: il pubblico si lascerà sopraffare dalla normalizzazione dell’ultraviolenza se vi sarà esposto a sufficienza?

The Long Walk potrebbe essere interpretata come una metafora della vita in generale, il tetro incedere delle nostre vite mentre ci affanniamo nel capitalismo avanzato, lavorando per vivere e vivendo solo per lavorare. Poi moriamo. 

I dialoghi tra Garraty e McVries sono la vera essenza del film

Garraty si interroga se la lunga marcia sia un’illusione di scelta, dato che le condizioni negli Stati Uniti sono così disperate che non c’è via d’uscita dalla sofferenza e dalla povertà senza fine se non partecipando alla competizione.

McVries parla con Garraty dell’importanza di apprezzare i momenti, nel tentativo di infondergli la forza di continuare a camminare. Per loro non c’è futuro; c’è solo il presente, mentre alzano e abbassano i piedi, ancora e ancora.

The Long Walk è una raccolta di questi momenti, delle piccole battute che i ragazzi si scambiano, delle loro conversazioni sui sogni, delle paure collettive e della speranza di poter cambiare le cose in meglio.

In conclusione

Francis Lawrence abbandona lo spettacolo visivo delle sue opere precedenti e opta per una messa in scena cruda e opprimente, dove ogni passo e ogni respiro hanno un peso. Più che una competizione, il film diventa una prova fisica ed emotiva di pura spossatezza, trasformando l’atto del camminare in un ritratto intenso e profondamente cinematografico di sofferenza e resilienza.

Il romanzo originale di Stephen King conteneva già questa tensione esistenziale, ma il film la porta oltre, mostrandone la natura cruda e senza filtri. Pur modificando alcuni personaggi e il ritmo narrativo, ne conserva l’essenza: una competizione assurda segnata dal sacrificio. La sceneggiatura di JT Mollner rafforza il legame tra i due protagonisti, la cui amicizia diventa il nucleo emotivo e morale che resiste alla violenza del sistema.

The Long Walk

The Long Walk è più di un semplice buon adattamento: è un viaggio emotivo che fonde l’orrore fisico con una sensibilità poetica. Unisce la maestria di una grande casa di produzione al coraggio di usare silenzi e sguardi che trasmettono stanchezza, perdita e un barlume di speranza. Pochi film recenti riescono a catturare così bene l’angoscia adolescenziale, la pressione del sistema e il bisogno di aggrapparsi all’amicizia per andare avanti, fino alla fine.

The Long Walk si configura come uno dei thriller più avvincenti dell’anno e uno dei migliori adattamenti di Stephen King degli ultimi decenni.

Il trailer del film

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Le intense interpretazioni di Cooper Hoffman e David Johnsson infondono grande profondità al racconto distopico di Stephen King, trasformando The Long Walk in una prova di vita o di morte per i suoi personaggi, ma in un'esperienza avvincente per il pubblico.
Laura Pavanello
Laura Pavanello
Con la fantasia si può fare il più spettacoloso viaggio che sia consentito ad un essere umano". E questo per me è il cinema, il mio oggetto di studi, la mia passione, ma soprattutto il luogo dove i sogni diventano realtà.

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