Recensioni FilmThe Monkey: Stephen King si fonde con Oz Perkins

The Monkey: Stephen King si fonde con Oz Perkins

The Monkey è un film del 2025 scritto e diretto da Oz Perkins. Il film è l’adattamento cinematografico del racconto La scimmia di Stephen King.

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Crudelmente intelligente e con alcune scene indimenticabilmente sanguinose, The Monkey riafferma la buona fede del regista Oz Perkins nel campo dell’horror, rivelando al contempo che ha anche un sorprendente, seppur malato, senso dell’umorismo.

Noto per film horror d’autore curiosi e disorientanti come Febbraio e Longlegs, Perkins adotta con sicurezza un approccio diverso. 

Perkins cambia anche il tono, spostandosi sull’aspetto giocoso e malizioso dei terrori infantili. Sebbene la “maledizione familiare” sia ancora presente, il film parla tanto di fratelli quanto di genitori.

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The Monkey

The Monkey: la trama

Adattato dall’omonimo racconto di Stephen King del 1980, The Monkey segue i fratelli gemelli Hal e Bill (Christian Convery da giovani e Theo James da adulti), che scoprono una scimmia giocattolo a carica mentre rovistano tra gli oggetti del padre assente. Si rendono conto che girando la chiave nella sua schiena la scimmia fa suonare il suo tamburo e, dopo che ha terminato la sua macabra cadenza, qualcuno nelle loro vicinanze muore, e le vittime possono essere chiunque senza preavviso.

Dopo aver compreso il suo potere, Bill e Hal fanno del loro meglio per distruggere la scimmia, solo per scoprire che continua a tornare a tormentarli, tentandoli a girare la chiave ancora una volta. 

Il film è un remix di scene di questo ciclo maledetto, con i fratelli che tentano senza successo di eliminare la scimmia, solo per vederla tornare con una vendetta ancora più grande. 

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The Monkey: la recensione

La bellezza della sceneggiatura di Perkins sta nel modo in cui incarna pienamente un mantra ripetuto per tutto il film: “Tutti muoiono… e questa è la vita”. È pronunciato dalla madre di Hal e Bill, Lois (Tatiana Maslany), che offre la macabra consolazione dopo che Hal gira la chiave e la loro babysitter (Danica Dreyer) viene decapitata senza tante cerimonie quella sera in un ristorante.

Se il proverbio suona vero, allora l’imminenza della morte rende la quotidianità orribile, e la cinepresa del direttore della fotografia Nico Aguilar si compiace quando una semplice panoramica diventa fonte di ansia: qualsiasi cosa intorno può essere usata per smembrare e uccidere.

The Monkey

È tra i battiti della morte che The Monkey rallenta per dare forma alle sue riflessioni più teologiche; Hal adulto dice candidamente a suo figlio Petey (Colin O’Brien) che la scimmia è “fondamentalmente il diavolo”, ma nonostante tutte le sue accuse, a parte il fatto di battere i tamburi, la scimmia non è il progenitore che la diagnosi di Hal implica.

È comprensibile supporre intenzioni maligne da parte del primate action figure, poiché le morti che vediamo sullo schermo sono assemblate in modo troppo casuale per sembrare accidentali. Allo stesso tempo, il film lascia spazio alla domanda se queste morti uniche siano solo il sottoprodotto di un mondo caotico e distrutto in cui la violenza è diventata la norma: niente affari da scimmie, solo l’ingiustizia della vita. 

Un’indagine ponderata sulle vite molto diverse delle persone a seconda della loro risposta e disposizione verso la sofferenza casuale, eccessiva e insensibile che ci circonda.

Il film offre anche un proprio commento sul bullismo (incarnato dalla figura di Bill) e sul ruolo della maternità, impreziosito da una straordinaria interpretazione di Tatiana Maslany.

Theo James come non siete abituati a vederlo

Questa frenetica sagra della morte è alimentata da una sceneggiatura grandiosa, ricca di dialoghi asciutti che fanno da contrappunto all’assurdità della trama. È come un incrocio tra i film di Final Destination.

Theo James fa il grosso del lavoro nei panni dello sfortunato Hal, torturato non solo dalla Scimmia, ma anche da quasi tutti quelli che incontra. Il suo rassegnato uomo qualunque è l’uomo perfetto per la follia che lo circonda.

Con primi piani estremi dei suoi sinistri meccanismi, Perkins rende il giocattolo una presenza inquietante e rabbrividente, ma gli conferisce anche un fascino che fa venire voglia di rubarlo, soprattutto a chi ha problemi familiari irrisolti ed è disposto a ignorare le prove nella speranza che questa volta la scimmia esegua gli ordini del suo proprietario.

The Monkey è pura carneficina, commedia e caos dell’esistenza. Anche se non raggiungerà le vette di Longlegs, consolida comunque Perkins come uno dei principali protagonisti del genere, mette in mostra la varietà del suo cast principale e offre un altro adattamento stellare di Stephen King.

In conclusione

King e Perkins sono entrambi esploratori del lato da incubo dell’America, riconoscendo che le auto assassine o i serial killer demoniaci sono solo aspetti di problemi più profondi.

In The Monkey, le cose andrebbero bene se il giocattolo fosse lasciato sullo scaffale, ma il demonio del perverso insiste che la chiave deve essere girata e le conseguenze devono essere esultate. A suo modo terrificante e provocatoriamente comico, The Monkey si erge a discorso sullo stato dell’Unione dell’horror.

The Monkey

Perkins abbraccia consapevolmente il senso di caos per dare forma a una storia che, combinando inaspettatamente la sensibilità “indie” con quella dei “blockbuster” più sanguinosi, offre risultati tanto irregolari quanto sorprendenti.

Il trailer del film

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

The Monkey è incredibilmente divertente da guardare e pieno di riflessioni esistenziali sulla vita e la morte. Il film si rivela una commedia cupa, dura, asciutta e completamente assurda.
Laura Pavanello
Laura Pavanello
Con la fantasia si può fare il più spettacoloso viaggio che sia consentito ad un essere umano". E questo per me è il cinema, il mio oggetto di studi, la mia passione, ma soprattutto il luogo dove i sogni diventano realtà.

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