lunedì, 29 Novembre, 2021

Promises – La recensione del film di Amanda Sthers in Selezione Ufficiale alla Festa del Cinema di Roma

Amanda Sthers – Les Promesses e Promises: Dall’opera letteraria a quella cinematografica

Il 7 settembre del 2016 viene pubblicato esclusivamente in Francia il romanzo Les Promesses (Promises) di Amanda Sthers, edito da ÉDITIONS GRASSET et FASQUELLE. Les promesses è un dramma sentimentale a tutti gli effetti che gioca con il flusso di coscienza e la forza lacerante del ricordo che inevitabilmente – talvolta inaspettatamente – torna modificando logiche e stravolgendo assetti emozionali (e non solo) stabiliti in un momento precedente e perciò considerati erroneamente salvi.

Les promesses diviene un caso editoriale e nei primi mesi del 2021 viene annunciato a sorpresa l’intero cast internazionale del suo adattamento cinematografico, così come l’avvio delle riprese tra Roma e Londra.

Il terzo lungometraggio di Amanda Sthers – ancora una volta adattamento da sua opera letteraria – appena qualche mese dopo entra a far parte della selezione ufficiale della sedicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, dove il film viene accolto pressoché negativamente tanto dalla critica, quanto dal pubblico. Un’accoglienza inaspettata considerata la natura assolutamente personale e sincera del film in questione.

Promises infatti nel raccontare lo sviluppo di un legame sentimentale unico e allo stesso tempo travagliato e drammatico elaborato nel corso di un’intera vita prende a piene mani dal vissuto della sua scrittrice e poi regista, così come dal nostro, nel suo farsi parabola universale in cui non è difficile ritrovarsi, anche fosse per una decisione lontana, oppure un incontro al quale siamo volutamente sfuggiti nel timore di affrontare un sentimento più grande di noi.

La Sthers ha atteso a lungo prima di trasporre Les Promesses, finché dopo aver lavorato duramente per cinque anni alla sua sceneggiatura ha deciso che quello doveva essere il momento giusto, così il film vede finalmente la luce delle sale cinematografiche internazionali il 18 novembre del 2021.

Promises

La trama del film

Alexander (Pierfrancesco Favino) è un intellettuale borghese di origini italiane che si muove tra ambienti elitari e pretenziosi tentando di condurre una vita agiata, accomodata sul denaro e il patrimonio familiare, senza tuttavia affrontare alcun momento di gioia reale, o comunque di sconvolgimento emotivo.

Non ha un vero lavoro, piuttosto un hobby velleitario e artistico tramandatogli tanto dal padre mancato prematuramente in un tragico incidente in mare e il nonno (Jean Reno), un anziano dispotico e arrogante che vive nella falsa consapevolezza di ammaliare chiunque e di conoscere alla perfezione il nipote, l’unico parente stretto che nonostante i drammi, il passato e il cambiamento inevitabile causare dall’incessante scorrere del tempo ha continuato a frequentare, visitare e finanziare. Ciò che non comprende è che il nipote Alexander (o Sandro) cresce in sua compagnia nel rifiuto costante di divenirgli simile, nonostante i geni siano quelli, così come le abitudini sessuali e la passione per il mondo della letteratura.

In un racconto corale che si dilata nel corso di un’intera vita e che conduce perciò il film sia verso il dramma sentimentale, sia verso il coming of movie, Alexander cresce circondato dai tre amici destinati fin dal principio ad accompagnarlo strenuamente dalla giovinezza, alla vecchiaia destreggiandosi tra passioni fugaci, delusioni, ferite e gioie e poi ancora prese di coscienza definitive e rassegnazione, prima individuale e poi collettiva.

Nel corso di questa vita, Alexander si muove tra Roma e Londra costruendosi attorno una famiglia, o meglio, l’apparenza di una famiglia. Una facciata di normalità che gli permette d’imparare l’arte di mentire a sé stessi e che crolla inaspettatamente nel momento in cui Alexander divenendo una volta per tutte Sandro incontra l’amore, Laura (Kelly Reilly) ad una festa per sole coppie, poco prima del matrimonio di lei.

A Sandro è chiaro fin da subito, nonostante sia sposato, ciò che prova per Laura che lo ricambia senza nemmeno doverlo accennare a parole, ma con un solo sguardo dolente è amore e desiderio irrinunciabile e per certi versi innato. Qualcosa che esiste da sempre, ancor prima della loro conoscenza e che può finalmente concretizzarsi nel corso di una frequentazione forzatamente distaccata eppure ferocemente intima, passionale e erotica.

L’evoluzione di un sentimento intenso veicolato tra letteratura, arte (intesa nella sua concezione più assoluta) e logica dei corpi che consapevolmente si attraggono nel desiderio di intrecciarsi, ma che sono nonostante tutto legati a pensieri, eventi e imprevisti tali da non poterlo probabilmente permettere.

Promises

Alexander e Sandro – Il doppio nella costruzione e poi decostruzione del machismo

Promises è un film che si affida quasi totalmente alle interpretazioni degli attori, su tutte quella di Pierfrancesco Favino nel ruolo di Alexander che rappresenta in tutto e per tutto l’ideale apparente di ricco borghese narcisista che dalla vita ha avuto ogni cosa senza dover mai passare attraverso l’aiuto, o la collaborazione.

Ciò che è interessante del ruolo di Favino è proprio il discorso sul doppio, poiché nel contesto londinese in cui l’apparenza è tutto, l’ideale di uomo perfetto e dunque l’esaltazione del machismo risulta evidentissima, forzata, ai limiti del parodico. Una maschera che Alexander veste per sopravvivere ad una condizione di eterno alienato rispetto ad un contesto, o realtà emotiva che non gli appartiene realmente.

Per questo, nel periodo e nel contesto italiano, Alexander diviene Sandro, un uomo comune, coi suoi pensieri e i suoi drammi. Sandro è perciò l’uomo che si è privato della maschera e ha accettato sé stesso, così anche i sentimenti e la consapevolezza di una necessaria rassegnazione dinanzi ad essi.

Una prova dolente, quasi in sottrazione che presenta un Favino pressoché inedito. Molto poco di ciò che Sandro dice appartiene al dialogo, tutto è giocato sugli sguardi e sul silenzio che diviene molto presto la chiave di lettura di un sentimento condiviso forte a tal punto da non poter essere vissuto.

Laura – Rivelarsi nella letteratura: Se una notte d’inverno un viaggiatore  

Altra prova significativa e memorabile è quella di Kelly Reilly nel ruolo di Laura, la donna che Sandro immediatamente si rende conto d’amare.

Kelly Reilly come d’altronde ha sempre fatto veicola l’intensità, l’emozionalità così come l’erotico attraverso lo sguardo e il dialogo sussurrato, come se ogni parola attribuita al suo personaggio fosse quella definitiva, oltre la quale non ci sarebbe altro che la fine, il punto di non ritorno, la tragedia.

La Reilly infatti imposta il personaggio di Laura sulla base di una consapevolezza totale che è invece ciò che sfugge al personaggio di Sandro che ostinatamente corre e insegue senza tuttavia riuscire a raggiungere i suoi obiettivi e soddisfare quei desideri che per molto tempo lo hanno tormentato.

Il momento probabilmente più significativo in cui Laura esplicita la consapevolezza profonda di sé stessa e dunque del sentimento e delle conseguenze di una scelta necessaria poc’anzi accennata è quello in cui si rivela a Sandro attraverso la letteratura e nello specifico regalandogli un romanzo chiave sul racconto di un amore tormentato: Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino.

Letteratura e confessioni d’amore.

Promises

Amanda Sthers – Sull’amarsi e sul lasciarsi andare

In conclusione, Promises è un film anomalo, interessante, fortemente riflessivo e chiaramente personale che cerca in ogni modo di parlare al suo pubblico, così come alla sua autrice consegnando un messaggio importante e sentito, sull’amore, sull’accettazione di esso così come sull’accettazione della sua fine.

Ciò che la Sthers e dunque Promises in qualche modo ci dicono è che l’amore più puro, vero e forte è quello che probabilmente non abbiamo mai consumato.

Nota di merito ad una grande colonna sonora che spazia dai Cure a Andrea Laszlo De Simone accompagnandoci in un racconto emozionale e sentimentale che difficilmente scorderemo.

 

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni
Eugenio Grenna
Studente DAMS, diplomato in Sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Torino e grande appassionato di cinema in qualsiasi sua declinazione. Ne scrivo da qualche tempo dividendomi tra più realtà, tra cui ArteSettima, Nocturno Cinema, Malati di Cinema e MovieMag.it

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